Ominide 4478 punti

Sintesi Canto 2 dell'Inferno


Al calare della sera, mentre tutti gli esseri viventi trovano finalmente pace e riposo, Dante si appresta invece ad affrontare la grande impresa, irta di difficoltà di ordine materiale e spirituale. Per questo egli invoca l’aiuto delle Muse e del proprio ingegno, affinchè consentano alla sua memoria di dimostrare il proprio valore. Sul punto di partire , Dante manifesta le proprie preoccupazioni, non comprendendo le ragioni che autorizzano lui, ancora vivo, al viaggio nell’Oltretomba, concesso in precedenza solo ad Enea e a San Paolo. Se quei viaggi erano giustificati dal loro eccezionale compito politico e religioso, quello di Dante non sembra invece possedere motivazioni altrettanto solide e profonde. Virgilio rimprovera dapprima Dante per la viltà che ancora lo trattiene, poi, per confortarlo, gli narra come Beatrice, mossa da amore, gli si sia presentata nel Limbo, pregandolo dolcemente di soccorrere il proprio discepolo. Virgilio domanda a Beatrice come possa, lei beata, scendere nell’inferno; Beatrice spiega che proprio la sua beatitudine la rende immune dalla miseria infernale. A mandarla è stata santa Lucia, su invito della Madonna, impietositasi per lo stato in cui si trovava Dante. Beatrice richiede infine a Virgilio di intervenire in soccorso di Dante, ed egli prontamente vi si appresta. La protezione di tre donne benedette deve pertanto convincere Dante a farsi forza. Come i fiori, che sono rimasti chiusi durante la notte, quando riappare il sole riacquistano vigore, così Dante, prima dubbioso, riprende coraggio dopo aver udito le parole di Virgilio. Il poeta esprime quindi la propria riconoscenza nei confronti della pietà di Beatrice e della sollecitudine di Virgilio , dichiarandosi deciso ad affrontare il viaggio.
Hai bisogno di aiuto in Inferno?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Metti mi piace per copiare
Sono già fan
oppure registrati
Consigliato per te
Maturità 2018: come si fa il saggio breve? La guida completa