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Il modello negativo di Ulisse


Il riferimento a Ulisse, un caso straordinario di viaggiatore per l'immaginario medievale e dantesco, ha una funzione uguale a quella esercitata dai riferimenti a Enea e a san Paolo, ma espressa per contrapposizione anziché per analogia. Il viaggio che Ulisse racconta di aver compiuto (nel canto XXVI dell'Inferno) rappresenta il prototipo di un modo di conoscenza basato sull'allargamento soprattutto quantitativo del sapere, un modo laico e profano genericamente scientifico, che si era già annunciato al tempo di Dante in figure come Marco Polo e che era destinato a imporsi con i grandi navigatori dei secoli successivi e con la stagione delle scoperte scientifiche.
Il fallimento dell'impresa di Ulisse, alla quale pure Dante guarda con indubbia ammirazione,rappresenta il fallimento e il rifiuto di quel modello di conoscenza (e di viaggio), al quale si contrappone il modello della tradizione ebraico-cristiana messo in opera da Dante attraverso il viaggio allegorico del poema. Per mettere in risalto la contrapposizione tra i due modelli e la superiorità del secondo, Dante non mancherà di ricordare, nel Purgatorio e nel Paradiso, in due momenti essenziali, il fallimento di Ulisse (cfr. Purg.,I, 130-132). In particolare a Dante riesce lo "sbarco" al monte del Purgatorio, negato a Ulisse, il cui naufragio si compie non appena l'eroe giunge in vista della grande isola.
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