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"Inizia la divina Commedia di Dante Alighieri, fiorentino di nascita, ma non di costumi", così iniziano molte rubriche introduttive dei 700 manoscritti dell' opera. L' aggettivo "DIVINA" fu dato successivamente da Boccaccio, commentatore di Dante, in riferimento allo stile usato. Dante invece, parla solo di commedia e sarà soltanto nell' edizione del 1473 che il titolo diverrà "Divina Commedia".
il titolo come dice Dante in alcuni versi, andrebbe letto alla greca. Con questo titolo l' autore fa riferimento alla tripartizione degli stili: tragico, comico ed elegiaco; di cui parla anche nel De vulgari eloquentia. La tragedia corrisponde ad uno stile superiore, la commedia ad uno stile inferiore e infine l' elegia ad uno stile misero.

Allo stile tragico è assegnato il volgare illustre mentre a quello comico è assegnato il volgare mediocre alternato con quello umile.
Nel' opera vi è un plurilinguismo e un pluristilismo in quanto le diverse poetiche, i personaggi e le diverse situazioni narrative, vietano a Dante l' utilizzo di uno stile univoco.
E' um' opera totalizzante e il suo titolo indica più il genere mentre l' argomento è espresso dal nome delle Cantiche ovvero Inferno, Purgatorio, Paradiso.
Il plurilinguismo lo vediamo invece non solo nell'uso del fiorentino ma anche di altri dialetti del provenzale. Nella lingua e nello stile si deposita tutta la tradizione letteraria precedente, da quella provenzale a quella siciliana, da quella stilnovistica a quella comico realistica.
La Commedia è scritta durante il periodo dell' esilio di Dante, in particolare, tra il 1304 e il 1308 scrive l' Inferno, tra il 1309 e il 1312 scrive il Purgatorio e tra il 1316 e il 1321 il Paradiso. Questo esilio diventa metafora di un esilio dell' uomo dalla terra promessa. E' presentata una visione apocalittica, una realtà segnata dallo smarrimento collettivo dovuto alla corruzione delle istituzioni, ovvero la Chiesa e l'Impero. Dante vuole trovare una soluzione a questi problemi che minacciano la società, infatti lo scopo di questi viaggi nei tre mondi è quello di riportare la società sulla retta via.
Il Dante autore (auctor), ne sa di più del Dante personaggio (Agens)e i fatti nella finzione letteraria vengono annunciati come se dovessero ancora accadere.
La Divina Commedia è espressione del Medioevo per la concezione geocentrica ovvero, si viveva in funzione dell' aldilà. Dal punto di vista filosofico compare l' aristotelismo.
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