La focalizzazione: La tecnica narrativa del poema si basa sulla focalizzazione interna perché Dante è anche il protagonista che narra la vicenda pertanto è un narratore autodiegetico. La coincidenza tra Dante pellegrino e Dante autore non c'è in quanto il primo ha vissuto l'esperienza prima e la racconta in seguito per cui Dante personaggio si muove nel tempo della storia,il Dante narratore nel tempo del racconto: il primo non conosce gli eventi successivi e quindi i suoi punti di vista sono limitati all'interno di un campo visivo circoscritto nel tempo e legato all'esperienza contingente (realtà); l'altro invece conosce già l'epilogo quindi possiede un punto di vista più ampio e per questo è onnisciente.
Quando si ha la focalizzazione interna da parte di un personaggio coinvolto nella vicenda o nell'azione l'intensità della narrazione è più drammatica e la descrizione si fa più dinamica (nel mentre che lui va avanti cioè non si ferma).

La descrizione dinamica: Dante,quando arriva in un luogo nuovo incontra un nuovo personaggio, non interrompe il racconto, ma coglie i tratti distintivi di un personaggio o di uno spirito nel momento stesso in cui gli si presenta davanti con le sfumature e i particolari che servono a coglierli nel momento più espressivo. Così fa nel III^ CANTO quando descrive Caronte e L'Acheronte in un crescendo e intensificarsi di immagini che riflettono lo stato d'animo del poeta; diversamente Virgilio nel VI libro dell'Eneide interrompe la narrazione finché la descrizione del personaggio non è completa.

Lo scorcio e l'ellissi: Accanto al narratore di I^ GRADO vi sono una serie di narratori di II^ GRADO, rappresentati dagli spiriti che Dante incontra, i quali a loro volta si trasformano da personaggi in narratori quando, interpellati da Dante, raccontano la loro vicenda. Dante in questo caso rivela una grande abilità narrativa perché riesce con poche parole a cogliere e a descrivere il momento culminante dell'azione e della colpa attraverso lo scorcio e l'ellissi.

Lo spazio ed il tempo: L'esperienza del viaggio si compie nel tempo e nello spazio, che è uno spazio non solo fisico, ma anche simbolico, perché riguarda la condizione delle anime dopo la morte. E' uno spazio infatti che si muove dalla vita alla morte, dalla luce al buio e dal basso, la dimensione del peccato, verso l'alto, la dimensione della purificazione della salvezza secondo un percorso che va dalla terra al cielo, dall'uomo a Dio. Questa visione descritta da Dante è tipicamente medievale e gerarchica: per il pellegrino Dante come per l'uomo comune non esistevano grandi possibilità di scelta ma, attraverso il libero arbitrio l'uomo poteva solo decidere se seguire la propria inclinazione al bene o al contrario la propria predisposizione al male. Per quanto riguarda il tempo la dimensione delle anime è l'eternità quindi un tempo immutabile e infinito, al quale si contrappone il tempo di Dante e della storia, che invece è limitato e modificabile: l'uomo fino a che gli è dato di vivere può riuscire a meditare la salvezza eterna attraverso le sue azioni terrene, pertanto la storia, che è un tempo finito e soggettivo, diventa la prefigurazione dell'eternità.

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