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Concetti Chiave

  • Dante Alighieri partecipò come cavaliere alla Battaglia di Campaldino, un evento cruciale nelle lotte politiche tra guelfi e ghibellini a Firenze.
  • La carriera politica di Dante fu segnata da rapidi successi, culminando con la sua nomina a Priore nel 1300, ma si concluse con un esilio di 17 anni imposto dai guelfi neri.
  • Dante si oppose attivamente a Bonifacio VIII, che cercava di imporre il controllo papale su Firenze, suscitando conflitti con i guelfi neri che supportavano il papa.
  • Durante l'esilio, Dante scrisse la "Divina Commedia", un'opera fondamentale composta da "Inferno", "Purgatorio" e "Paradiso", che esprime la sua visione della salvezza umana.
  • Rifiutando un'amnistia umiliante, Dante si proclamò "exul immeritus" e mantenne la sua dignità, mentre la sua famiglia subì le conseguenze della sua condizione di esiliato.

Dante e la Battaglia di Campaldino?

In questo appunto di letteratura italiana viene descritto il percorso e l'orientamento politico definitosi nella figura di Dante Alighieri. Si descrive come Dante fosse cavaliere nell'ambito della celebre battaglia di Campaldino dove i guelfi si erano scontrati con i ghibellini. Si prendono in esame molti aspetti quindi dell'orientamento politico del grande poeta che realizzò la Divina Commedia.

vita ed opere di Dante Alighieri

Carriera politica e fazioni a Firenze

Dante Alighieri fu cavaliere durante la battaglia di Campaldino in cui i guelfi che comandavano Firenze combatterono contro i ghibellini di Arezzo. La sua carriera politica fu rapida: occupò diverse magistrature importanti e divenne Priore nel 1300; quel periodo fu critico perché la città era governata dai Guelfi ed era lacerata dalle lotte tra Guelfi bianchi e Guelfi neri. Dante faceva parte della fazione dei guelfi bianchi, l’amico Cavalcante invece era capobanda dei Guelfi bianchi.

Quando Dante era diventato priore, mandò in esilio tutti i capibanda dei suoi partiti, tra cui l’amico Cavalcanti che prese la malaria e morì a Sarzana (a nord di Lucca).

Dante Alighieri si recò a Roma per parlare con Bonifacio VIII che voleva sottoporre Firenze e la Toscana al controllo papale, quindi al pagamento delle tasse. Dante si oppose, mentre i guelfi neri favorirono il papa. Venne trattenuto a Roma con delle scuse; intanto Bonifacio VII mandò a Firenze Carlo di Valois, apparentemente come paciere, ma favorì la vittoria dei guelfi neri che mandarono in esilio i guelfi bianchi tra cui Dante (Dante fu condannato all'esilio per 17 anni).

Nel 1302 Dante provò a rientrare a Firenze, ma i guelfi neri lo condannarono come barattiere; in realtà Dante era innocente e cercò di dimostrarlo. Nel 1304 si unì ai Guelfi Bianchi e ai Ghibellini, ma poi si dissociò e rimase solo perché li riteneva scellerati, in quanto volevano incendiare Firenze che lui vedeva come madre.

Esilio e opere di Dante

Dante cominciò a chiedere ospitalità ai signori nell’Italia centro-settentrionale soprattutto a Verona (signoria degli Scaligeri) e a Ravenna.

Durante il periodo dell’esilio, Dante, ispirato soprattutto dalla credenza di essere investito da Dio della missione di ricondurre l’umanità alla salvezza, scrisse queste opere:

  1. Divina Commedia - Inferno (1307-1312)
  2. Divina Commedia - Purgatorio (1312-1316); ci dà la notizia della discesa di Arrigo VII in Italia. Dante lo incontrò e nutrì il sogno di poter rientrare a Firenze, ma gli si oppose la curia romana e Arrigo VII morì inaspettatamente a 25 anni con sua moglie.
  3. Divina Commedia - Paradiso(1316-1318)

biografia di Dante Alighieri

Ultimi anni e famiglia di Dante

Nel 1315 Dante rifiutò un’amnistia che prevedeva il riconoscimento della propria colpevolezza ed un'umiliazione pubblica (doveva rientrare con il capo cosparso di cenere).

Si proclamò “exul immeritus” e non accettò compromessi. Anche i figli furono cacciati da Firenze; nel 1318 lo raggiunse Antonia che si fece suora prendendo il nome di Suor Beatrice. Pietro e Jacopo divennero commentatori della sua opera. La moglie Gemma non lo raggiunse mai, forse perché troppo arrabbiata per le dediche a Beatrice. Negli ultimi anni visse a Ravenna, presso i Da Polenta dove morì il 14 settembre 1321 di ritorno da un’ambasceria a Venezia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Dante nella Battaglia di Campaldino?
  2. Dante Alighieri fu cavaliere durante la Battaglia di Campaldino, dove i guelfi di Firenze si scontrarono con i ghibellini di Arezzo, un evento che segnò il suo orientamento politico (come descritto nel testo).

  3. Quali furono le conseguenze della carriera politica di Dante a Firenze?
  4. Dante occupò importanti cariche politiche e divenne Priore nel 1300, ma la sua carriera fu segnata dall'esilio, poiché i guelfi neri lo condannarono a 17 anni di esilio dopo averlo accusato di barattare (come riportato nel testo).

  5. Come influenzò l'esilio la produzione letteraria di Dante?
  6. Durante l'esilio, Dante scrisse opere fondamentali come la Divina Commedia, composta di Inferno, Purgatorio e Paradiso, ispirato dalla sua missione divina di guidare l'umanità verso la salvezza (secondo il testo).

  7. Quali furono le relazioni familiari di Dante durante gli anni di esilio?
  8. Durante l'esilio, i figli di Dante furono cacciati da Firenze e la moglie Gemma non lo raggiunse mai, mentre Antonia, sua figlia, divenne suora. I suoi figli Pietro e Jacopo divennero commentatori delle sue opere (come menzionato nel testo).

  9. Qual è il significato della scelta di Dante di rifiutare l'amnistia nel 1315?
  10. Dante rifiutò l'amnistia che implicava un'umiliazione pubblica, proclamandosi "exul immeritus" e non accettando compromessi, evidenziando la sua integrità e il rifiuto di riconoscere colpe non sue (come indicato nel testo).

Domande e risposte

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