Video appunto: Alighieri, Dante - Approfondimento e catalogazione delle rime

Dante - Le rime



Le poesie scritte da Dante, che non sono state raccolte da lui stesso nella Vita nuova o nel Convivio, che non sono state quindi raccolte in un unico libro organico, sono oggi comprese sotto il titolo di Rime. Sono 54 componimenti, composti in momenti diversi della vita di Dante, a partire dal 1283 fino al 1407 circa.
Si tratta quindi di un insieme di composizioni non organizzate in alcun modo dall’autore. Queste liriche si distribuiscono in un arco di tempo molto ampio, circa 25 anni, in cui Dante sperimenta numerose forme poetiche, utilizzando diversi metri, stili e temi, mostrandosi quindi anche come un poeta vario. Le Rime presentano quindi nel complesso una grande varietà, in rapporto alle varie esperienze di vita e letterarie del poeta. L’unica vera costante che possiamo trovare è lo sperimentalismo, la curiosità di Dante nel mettere alla prova le sue capacità in ambiti poetici tra loro molto differenti.

Rime giovanili e rime stilnovistiche: Le sue prime esperienze poetiche riprendono la ricercatezza e le oscurità di Guittone d’Arezzo, ma che ben presto abbandona, e sotto l’influenza di Guinizzelli e di Cavalcanti si avvicina allo stilnovismo. È in questo periodo che viene costruita la sua vera identità come poeta. Le liriche di questo periodo sono caratterizzate da uno stile dolce e il tema affrontato è quello dell’amore, nel caso di Dante, l’amore rivolto a Beatrice, che fa rallegrare ma anche soffrire l’innamorato e che lo eleva spiritualmente.

Tenzone con Forese Donati: Dopo il periodo stilnovista, che si conclude con la stesura della Vita nuova, Dante sperimenta altre modalità poetiche lontane dal “dolce stile”, come per esempio quello comico. Anche se apparentemente può sembrare molto distante dallo stile che caratterizza Dante, quest’ultimo dimostrò di conoscere bene anche questa nuova modalità poetica, e la Tenzone con Forese Donati ne è la prova. Sono sei sonetti, scritti nel 1290, basati principalmente su una sorta di duello verbale in cui a turno i due poeti si insultano in versi. Il primo, il terzo e il quinto sono di Dante, il resto di Forese. Il poeta utilizza uno stile comico, simile a quello di Cecco Angiolieri, dimostrando di avere una grande forza combattiva che si ripresenterà anche in altri canti dell’Inferno. Questa disputa poetica si articolava in linguaggi comici, insulti e volgarità. Ulteriore prova della sperimentazione dello stile comico è rappresentata dal Fiore.
Rime petrose: Il dolce stile viene messo nuovamente da parte con le Rime petrose, composte tra il 1296 e il 1298. Con queste si identificano 4 componimenti dedicati all’esasperato, ossessivo amore passionale per la donna “Petra”, che viene presentata come una donna sensuale e crudele, indifferente all’amore del poeta e anzi lieta solo di conquistarlo con il proprio fascino. Il termine “Petra” è probabilmente allusivo alla durezza del suo cuore, anche se potrebbe riferirsi anche al nome proprio della donna (in questo caso si tratterebbe di un Senhal). Quindi è una donna completamente opposta alla gentile donna stilnovista. Questa “durezza” la ritroviamo anche nelle scelte stilistiche che adotta il poeta, uno stile aspro e difficile, che richiama al trobar clus provenzale:
- Ricerca di suoni aspri e disarmonici;
- Rime rare e insolite;
- Struttura sintattica non piana.

La “durezza” emerge anche nella complessità delle forme metriche, infatti le 4 composizioni sono 2 canzoni, una sestina e una sestina doppia. Più che una vera esperienza amorosa vissuta da Dante, questi componimenti molto probabilmente rispecchiano semplicemente la volontà del poeta di verificare le sue capacità in un campo stilistico a cui egli non è abituato, quindi aspro e difficile, ma anche realistico, in contrapposizione a quello piano e dolce dello stilnovo.

Le rime filosofiche e dell'esilio: un altro gruppo di rime, sui temi della nobiltà e della virtù, è legato agli studi filosofici a cui Dante si dedicò dopo la morte di Beatrice; la poesia è quindi più complessa e impegnata in senso morale e civile. Lo stile è quello aperto e appassionato della poesia amorosa, cosa che ci fa capire come il poeta affronti nello stesso modo sia la ricerca intellettuale che la celebrazione della sua amata. Questo sentimento che troviamo nelle rime filosofiche, lo ritroviamo anche nelle rime dell’esilio, ma più energico: in queste Dante descrive un mondo rovinato e corrotto, in cui la violenza regna sovrana, e a cui contrappone la sua figura di esiliato. A ciò egli accompagna il sogno di una società conciliata, governata dalla giustizia di Dio. La sua dolorosa esperienza diventa quindi un mezzo per denunciare la decadenza della giustizia.