Concetti Chiave
- Il legame covalente si forma attraverso la condivisione di elettroni tra atomi, permettendo a ciascun atomo di raggiungere una configurazione elettronica stabile.
- Esempi significativi di legami covalenti includono le molecole di idrogeno (H2) e cloro (Cl2), dove ciascuna coppia di elettroni condivisi costituisce un legame singolo.
- Le coppie di legame sono costituite da elettroni condivisi, mentre le coppie solitarie non partecipano ai legami ma influenzano il comportamento molecolare.
- I legami covalenti multipli, come doppi o tripli, si formano quando più coppie di elettroni vengono condivise per raggiungere l'ottetto, come nelle molecole di N2, O2 e CO2.
- Per analizzare i legami covalenti si possono utilizzare il metodo del legame di valenza (VB) e il metodo dell’orbitale molecolare (MO), ciascuno con approcci distintivi sulla condivisione degli elettroni.
Qual è il legame covalente?
Il legame covalente è basato sulla mutua attrazione/repulsione tra nucleo ed elettroni. Un atomo raggiunge una configurazione elettronica stabile condividendo elettroni con altri atomi, e ogni atomo vede gli elettroni condivisi come propri. I legami covalenti sono formati dai non metalli, dai semi metalli e dall’idrogeno. L’energia del legame è 431 kJ/mol, ed è l’energia occorrente per separare gli atomi di una mole di H2.
Esempi di legami covalenti
La molecola di idrogeno (H2) e la molecola di cloro (Cl2) sono importanti esempi di legame covalente. In ambedue i casi una coppia di elettroni è condivisa dagli atomi che formano la molecola. La condivisione di una sola coppia di elettroni tra gli atomi porta alla formazione di un legame covalente singolo.
Al fine di capire meglio le strutture di Lewis è necessario introdurre anche il concetto di coppia di legame: una coppia di legame indica una coppia di elettroni condivisi in un legame covalente, mentre una coppia solitaria è una coppia di elettroni che non partecipa alla formazione di alcun legame. Le coppie solitarie non sono ininfluenti, anzi influenzano il comportamento della molecola.
Legami covalenti multipli
In certi casi, perché l’atomo raggiunga l’ottetto, deve essere condivisa più di una coppia di elettroni. In questi casi si ha la condivisone di più elettroni, e la formazione di legami covalenti multipli (doppi o tripli). Ne sono esempio le molecole di N2, O2, CO2 ecc…
Per interpretare il legame covalente si possono utilizzare due diversi metodi:
- Metodo del legame di valenza (VB);
- Metodo dell’orbitale molecolare (MO).
- Metodo del legame di valenza (VB)
Secondo il metodo VB:
o Un atomo raggiunge una configurazione elettronica stabile condividendo con altri atomi elettroni disaccoppiati (spaiati);
o Due elettroni condivisi definiscono un legame;
o Gli elettroni di legame appartengono ad entrambi gli atomi da cui provengono;
o Le coppie di elettroni di valenza non implicate nel legame sono chiamate coppie solitarie.
Domande da interrogazione
- Qual è la base del legame covalente e come si forma?
- Quali sono alcuni esempi di legami covalenti e come si definiscono le coppie di legame?
- Cosa sono i legami covalenti multipli e come si formano?
Il legame covalente si basa sulla mutua attrazione e repulsione tra nucleo ed elettroni, permettendo agli atomi di raggiungere una configurazione elettronica stabile attraverso la condivisione di elettroni. Questo avviene principalmente tra non metalli, semi metalli e idrogeno.
Esempi di legami covalenti includono le molecole di idrogeno (H2) e cloro (Cl2), dove una coppia di elettroni è condivisa. La coppia di legame è costituita da elettroni condivisi, mentre le coppie solitarie non partecipano al legame ma influenzano il comportamento della molecola.
I legami covalenti multipli si formano quando un atomo condivide più di una coppia di elettroni per raggiungere l'ottetto, come nei casi delle molecole di N2, O2 e CO2. Questi legami possono essere doppi o tripli, a seconda del numero di coppie di elettroni condivisi.