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Interazione molecolare


I composti e gli elementi sono costituiti da atomi uniti secondo un rapporto numerico preciso. La composizione di una sostanza si rappresenta mediante una formula, che indica il numero e il tipo di atomi: i singoli elementi sono indicati dai rispettivi simboli, mentre i numeri in calce (chiamati indici) specificano quanti sono gli atomi di ciascun elemento.
Per esempio, la formula H2O ci dice che l’acqua è costituita da due atomi di idrogeno e da un atomo di ossigeno, tenuti insieme da forze
di attrazione chiamate legami chimici.
I legami covalenti sono costituiti da coppie di elettroni condivisi. Il legame covalente si forma quando due atomi raggiungono un numero stabile di elettroni nei loro livelli energetici più esterni mediante la condivisione di uno o più elettroni: atomi uniti da legami covalenti formano una molecola.
Consideriamo due atomi di idrogeno che vengano a trovarsi in stretta vicinanza fisica, ciascuno con il suo unico livello energetico occupato da un solo elettrone. In queste condizioni, ciascuno dei due elettroni viene attratto sia dal proprio nucleo sia da quello dell’atomo vicino. Di conseguenza, i due elettroni vengono messi in comune, occupando i livelli energetici di entrambi gli atomi. L’attrazione congiunta lega i due atomi di idrogeno in un legame covalente formando una molecola di idrogeno gassoso che ha formula H2.

Il legame covalente si può formare anche tra atomi diversi; è il caso del metano (CH4) o dell’acqua (H2O). Il legame covalente può essere singolo, doppio o triplo. I legami singoli comportano la condivisione di due soli elettroni e si indicano con un trattino; i doppi legami comportano la condivisione di quattro elettroni e si indicano con due trattini; i tripli legami (indicati da tre trattini) cioè sei elettroni condivisi, sono rari; se ne trova un esempio nel maggior componente dell’aria che respiriamo, l’azoto in forma gassosa.
In definitiva, è possibile affermare che lo studio della reattività chimica risulta fondamentale al fine di comprendere le modalità di interazione fra i diversi composti chimici esistenti in natura. Tramite lo studio della reattività che fra essi intercorre, gli esperti riescono a risalire alle origini degli elementi oggetto della disamina e, di conseguenza, sono in grado di comprenderne l’utilità pratica.
Servendosi di quest’analisi, che richiede uno studio microscopico e quindi estremamente accurato e minuzioso, gli scienziati sono in grado di osservare le più disparate forme di relazione che si instaurano fra i composti chimici presenti in natura o realizzati artificialmente (in laboratorio) tramite l’assemblamento e l’ibridazione di diversi elementi complessivamente considerati e assestati.
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