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La sperimentazione


II metodo scientifico è essenzialmente sperimentale. La ricerca prevede osservazioni preliminari relative al problema in esame, la formulazione di un’ipotesi, la verifica sperimentale dell'ipotesi e l’elaborazione dei risultati; infine vi è il superamento o la convalida dell’ipotesi di ricerca.
Le cellule non sono visibili ad occhio nudo, ad eccezione di alcune cellule di grandi dimensioni. Oggi si dispone comunque di varie tecniche microscopiche che ci consento di approfondirne la struttura.
Il microscopio ottico composto consente di distinguere due punti posti alla distanza di 0,2 μm e di ottenere immagini dei campioni ingrandite di oltre 1000 volte. Il microscopio elettronico che utilizza, anziché la luce visibile, un fascio di elettroni, ha un limite di risoluzione molto più piccolo, dell’ordine di 5 nm, e dà immagini del campione ingrandite più di 300.000 volte.
Le strutture cellulari sono trasparenti e incolori, per cui vanno evidenziate con opportuni trattamenti.
Comunemente, per la microscopia ottica, le strutture vengono sottoposte a procedimenti di fissazione, che prevengono la degenerazione cellulare; a procedimenti di inclusione in sostanze che solidificano in un blocco, atto al sezionamento in strati molto sottili (da 1 a 10 μm).
Il trattamento finale è la colorazione, mediante l’uso di sostanze che presentano affinità per le diverse strutture cellulari; in questo modo esse risultano apprezzabili al microscopio ottico composto.
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