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Ricerca e identificazione delle muffe


Per il riconoscimento di una muffa si ricorre all’esame microscopico dei suoi vari stadi di sviluppo. Per questo si effettuano isolamenti e colture del fungo in terreni nutritivi adatti (il PDA è il più utilizzato), incubati tra i 25-30°C.
L'identificazione delle muffe avviene nei più svariati ambiti, infatti il riconoscimento dei funghi è utile sia nel settore alimentare, al fine di identificare eventuali patogeni presenti negli alimenti (patogeni ma non solo, in molti formaggi la presenza di certi funghi conferisce ai prodotti dei connotati caratteristici), oppure nel campo della fitopatologia, ovvero riconoscimento di agenti di malattia delle piante.

Prevenzione e lotta alle muffe


La prevenzione avviene migliorando le condizioni igieniche degli ambienti in cui è stoccato l’alimento, e dei contenitori che vengono a contatto con esso. Le sostanze che meglio si prestano a disinfettare le superfici sono: sali quaternari d’ammonio, composti fenolici e aldeidi.
È bene inoltre adottare sistemi di filtri per purificare l’aria, limitando così la circolazione delle spore.
Per combattere lo sviluppo e la crescita delle muffe si può ricorrere a trattamenti diretti come:
 Refrigerazione;
 Disidratazione;
 Essicazione;
 Liofilizzazione;
 Sterilizzazione, a 115-120°C per 20-30 minuti (se le micotossine sono già state prodotte queste restano);
 Acidità e anaerobiosi ostacolano lo sviluppo delle muffe;
 Additivi chimici come conservanti, il cui uso oggi è molto limitato.
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