Indice

  1. Fattori di rischio modificabili
  2. Ruolo dell’endotelio
  3. Studio delle patologie

Fattori di rischio modificabili

Un aspetto importante e peculiare è che quanti più fattori di rischio sono presenti, l’effetto che hanno sul rischio cardiovascolare non è sommatorio, ma moltiplicativo. Si amplificano i rischi, cioè eventi, come pure morte cardiovascolare, in maniera importante. È difficile stare dietro a tutti i fattori di rischio. Da ciò nel corso degli anni si è andato cercando un marcatore che potesse mettere insieme l’effetto di tutti questi fattori. Il marcatore sembra essere proprio l’aterosclerosi, che in buona sostanza si basa sulla deposizione fibro-lipidica che si ritrova nel vaso e nell’ambito delle 5 fasi fondamentali che costituiscono il processo dell’aterosclerosi ciò che bisogna tenere a mente è che da subito compare la disfunzione endoteliale, l’interfaccia a stretto contatto con il flusso ematico. Il primo danno, la prima cosa che si riscontra in presenza di aterosclerosi è una alterazione della funzione endoteliale e poi comincia a formarsi il deposito lipidico e va via via diventando più importante fino a determinare l’aterosclerosi propriamente detta, ossia un ispessimento dell’intima a causa del deposito fibro-lipidico, una placca. In linea di massima si nota che man mano che i fattori di rischio aumentano e si va incontro ad una degenerazione del nostro albero vascolare si ha una formazione spontanea di aterosclerosi. Questa disfunzione endoteliale accompagna la placca nel periodo di formazione, prima della formazione, quando la placca cresce. Abbiamo due fenomeni che viaggiano in parallelo. Da una parte abbiamo un danno morfo-strutturale della arteria dovuto alla deposizione, dall’altra parte abbiamo un danno funzionale dovuto ad alterazione della funzione endoteliale.

Ruolo dell’endotelio

Cosa fa l’endotelio? Regola buona parte delle funzioni di una arteria: la vasodilatazione e la vasocostrizione dell’arteria, ha un effetto antitrombotico e protrombotico, regola il bilancio tra lo stato antinfiammatorio e proinfiammatorio, così come lo stato pro o antiossidante. In buona sostanza l’endotelio regola tutte le funzioni legate al sistema circolatorio. Quando è presente uno switch funzionale, tutti gli effetti benefici dell’endotelio vanno a svanire e predominano gli stati dannosi.
Abbiamo incontrato più volte il fatto che il diabete sia una infiammazione di basso grado e questa è regolata dall’endotelio, così come gli altri fattori di rischio.

Studio delle patologie

Come si può studiare un’arteria e quindi la patologia? Tramite lo spessore dell’arteria. (Utilizzare mediatori dell’infiammazione che sono aspecifici può essere utile per stratificare il rischio cardiovascolare ma questi cambiano anche molto rapidamente, da soggetto a soggetto e soprattutto non presentano solo fattori di rischio cardiovascolare). Va studiato lo spessore dell’arteria, considerando che l’accumularsi della placca lipidica porterà ad un ispessimento della parete. Quindi andiamo banalmente a misurare la parete e vedere se è o meno presente l’ispessimento. Se valuto ecograficamente lo spessore della parete, quindi misuro soltanto lo spessore della parete riesco in qualche modo a individuare le fasi avanzate dell’aterosclerosi, ma le fasi precoci non sono in grado di notarle. Quindi ho bisogno di qualcosa che vada ad indagare ciò che viene prima, i primi punti dell’aterogenesi, in cui lo spessore non si è ancora modificato, ma in cui l’endotelio già comincia a non funzionare più. Quindi accanto allo spessore delle arterie si valuta anche la funzione endoteliale e la rigidità della parete arteriosa. Volendo fare quindi una valutazione vascolare completa è necessario avere queste tre informazioni primarie.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community