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Droghe leggere


Con il termine “Droghe leggere” si fa comunemente riferimento a quelle sostanze stupefacenti o psicotrope, capaci di alterare lo stato psico-fisico di un soggetto, ma incapaci di creare dipendenza. Le droghe leggere più utilizzate sono quelle derivate dalla canapa, che possiedono perciò l’elemento psicoattivo della cannabis, principalmente THC e CBD due dei maggiori principi attivi di queste sostanze: marijuana e hashish. Nel nostro paese l’assunzione di queste sostanze è illegale, è depenalizzato l’uso personale mentre è consentita l’assunzione per scopi medici sotto prescrizione. Tra le sostanze che non possiedono un'elevata tossicità e non danno dipendenza fisica troviamo anche alcuni psichedelici (capaci di estendere la coscienza o alterare e amplificare le percezioni sensoriali) come funghi psilocybe, DMT, LSD. Più del 20% dei giovani tra i 15 e 34 fa uso di cannabis secondo uno studio statistico e molti cittadini spingono ,anche alcuni politici, per la liberalizzazione della cannabis.

Studi sulle droghe leggere


Per comprendere se queste droghe sono veramente leggere si sono svolti vari studi, nello specifico sulle azioni dei cannabinoidi.Il nostro corpo sintetizza endocannabinoidi, classe di lipidi che legano con i recettori cannabinoidi costituendo il sistema cannabinoide, che consentono il normale funzionamento delle funzioni cerebrali e delle funzioni cognitive. Infatti il sistema cannabinoide svolge funzioni a livello di controllo motorio, memoria e apprendimento, percezione del dolore, regolazione dell’equilibrio energetico, e in comportamenti come l’assunzione di cibo. Altre funzioni del sistema endocannabinoide, nella normale fisiologia, sono correlate alle funzioni endocrine, alle risposte vascolari, alla modulazione del sistema immunitario, alla neuroprotezione. L’introduzione degli esocannabinoidi dall’esterno, attraverso l’assunzione delle sostanze cannabinoidi, interferisce quindi con questo processo neurofisiologico.I recettori cannabinoidi sono collocati nella corteccia prefrontale, deputata all'iniziativa e al prendere decisioni, alla fluidità verbale, alla capacità di valutare conseguenze e rischi dei propri comportamenti, nell'ippocampo, area del cervello fondamentale per memoria e apprendimento, nel cervelletto, che svolge una funzione essenziale nell'equilibrio e nella coordinazione dei movimenti svolgono inoltre un ruolo importante per quanto riguarda gratificazione, pulsioni istintive, motivazione e comportamento. L’interferenza degli esocannabinoidi altera questi processi fisiologici provocando perciò deficit dell'attenzione, dell'apprendimento, della memoria e disturbi del comportamento, della coordinazione, della motivazione e delle pulsioni istintive e danni nei sistemi fisiologici sopra citati. Ascoltando solo questa voce sembrerebbe che queste cosiddette “leggere” abbiano effetti gravi, quello che sembra delinearsi è la descrizione di un individuo in uno stato quasi vegetativo, quasi privo di stimoli e vivacità. In realtà questo stato si raggiunge da assunzioni abbastanza frequenti, una o più volte a settimana per periodi lunghi. Questo pensiero è rafforzato dall’utilizzo medico di queste sostanze, che attraverso un uso metodologico e sistematico, secondo la prescrizione del medico, porta a risultati positivi.

L'utilizzo a livello medico


A livello medico la cannabis ha come obiettivo quello di cura palliativa. Il termine cure palliative è utilizzato correttamente quando usato in riferimento alle cure rivolte a pazienti colpiti da una malattia degenerativa. Le cure palliative sono quindi un approccio clinico specialistico che mira a migliorare la qualità della vita dei malati nelle ultime fasi di una malattia inguaribile, attraverso la prevenzione e il sollievo dalla sofferenza, fisica, psicologica e spirituale. La cannabis non può essere considerata una terapia, piuttosto un trattamento di supporto ad altri trattamenti, poiché ha effetti contrastanti. Se da un lato può alleviare dolore e aiutare il paziente dall’altro la cannabis ha effetti collaterali sul sistema cardiovascolare. Le leggi dei diversi stati che consentono la prescrizione e l'utilizzo della cannabis per uso medico autorizzano indicazioni terapeutiche diverse. In Italia la cannabis è utilizzata in alcune di quelle patologie che possono colpire il sistema nervoso centrale come SLA e Parkinson e demenza senile.

A cura di Daniele.

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