Concetti Chiave
- La valutazione del dolore si basa sulla presenza di una lesione neurologica che colpisce il sistema somato-sensoriale con un dolore distribuito in modo plausibile.
- I test diagnostici, come quelli neuroradiologici ed elettrofisiologici, confermano la certezza del dolore neuropatico se mostrano una lesione pertinente.
- Le sindromi di dolore neuropatico sono generalmente diagnosticabili con questo schema, ma il dolore idiopatico rimane se non rispetta i criteri nocicettivi o neuropatici.
- Le sindromi di dolore cronico disfunzionale possono essere attribuite a squilibri nella modulazione del dolore, come nel caso del dolore nociplastico.
- Il concetto di dolore disfunzionale, sebbene non ufficialmente classificato, è utilizzato per condizioni come la disfunzione temporo-mandibolare e la fibromialgia.
Definizione
Lo schema di valutazione del paziente con dolore prevede:- Presenza di una storia di lesione neurologica o malattia che colpisce il sistema somato-sensoriale e distribuzione del dolore neuroanatomicamente plausibile: se sono assenti, il dolore neuropatico non è preso in considerazione, altrimenti si parla di dolore neuropatico possibile.
- I test diagnostici confermano una lesione o una malattia che colpisce il sistema somato-sensoriale che abbiano una rilevanza neuroanatomica plausibile: in questo caso il dolore neuropatico è certo. I test confirmatori possono essere di tipo neuroradiologico o radiologico (ecografie del nervo, Rmn), e test di tipo elettrofisiologico (elettromiografia, neuromiografia, potenziali evocati, potenziali laser).
La maggior parte delle sindromi di dolore neuropatico sono facilmente diagnosticabili seguendo questo schema; tuttavia, bisogna ricordare che in questo schema diagnostico restano irrisolti tutti quei casi in cui il dolore non rispetta i criteri per essere definito né come nocicettivo o né come neuropatico, rimanendo definito idiopatico.
Esempio: paziente con dolore facciale e formicolii distribuiti secondo l’innervazione del nervo alveolare inferiore a seguito di un posizionamento di un impianto dentale. Si esegue studio neurofisiologico sia per motivi diagnostici che medico-legali.
Parentesi sul concetto di "Disfunzionale"
è probabile che almeno una percentuale non irrilevante di sindromi di dolore cronico in particolare, siano attribuibili a problematiche di tipo disfunzionale.Tuttavia, questa terminologia non è ancora rientrata nelle classificazioni fisiopatologiche della Iasp. In questi anni si è tentato di porre rimedio inserendo concetti come quello del dolore nociplastico (in cui il dolore è il risultato di uno squilibrio del rapporto che esiste tra ciò che viene percepito a livello periferico e le capacità modulative dell’organismo). Nella pratica clinica quotidiana, in realtà, il termine disfunzionale non è mai stato abolito, venendo utilizzato ad esempio nell’ambito della disfunzione temporo-mandibolare, dei dolori disfunzionali a livello del pavimento pelvico, delle sindromi di dolore addominale sine materia (senza riscontro patologico) fino alla fibromialgia: quindi, sindromi di dolore diffuso in cui prevarrebbe l’aspetto di riduzione della soglia di attivazione, con un sistema sbilanciato in senso iperalgico:
1. Mantenimento delle funzioni vitali, compresa quella encefalica;
2. Effettuazione di una valutazione cardiologica urgente/emergente, a seconda dell’anamnesi e delle caratteristiche del tratto St;
3. Controllare la temperatura corporea: il soggetto non dovrà avere febbre nelle 72h post-evento;
4. Valutazione multimodale dal momento dell’ingresso in terapia intensiva, per le 72h successive, prima di poter effettuare una valutazione prognostica;
5. Valutazione della compromissione sul piano fisico e non fisico, attivando percorsi riabilitativi se necessari.