Concetti Chiave

  • Il dolore può essere classificato in acuto, cronico e breakthrough, con quest'ultimo trattato con oppiacei a rilascio rapido per episodi intensi su dolore cronico.
  • I meccanismi del dolore includono tipi nocicettivi, neuropatici e misti, con l'approccio terapeutico deciso dal clinico in base alla progressione della malattia.
  • Il trattamento del dolore oncologico dovrebbe essere multidimensionale, ma spesso è gestito da singole specializzazioni, complicando l'organizzazione dei team.
  • Le strategie farmacologiche includono trattamenti a orari fissi, accesso facilitato ai farmaci e somministrazione secondo la via più semplice, come l'orale o transdermica.
  • La scala analgesica OMS del 1986 resta un protocollo efficace per il dolore oncologico, basato sull'intensità del dolore e aumento delle dosi in base alle necessità.

Tipologie di dolore

Classificazione temporale:
- Acuto;
- Cronico (la maggior parte dei casi);
- Breakthrough pain (dolore episodico intenso o dolore incidente): è un dolore acuto ed improvviso, di breve durata (15-30 min), che si instaura su un dolore continuo e controllato solitamente con oppiacei. Proprio per il trattamento di questo si è sviluppata una generazione di oppiacei, quelli a rilascio rapido, che vengono somministrati per via intramucosale o per via intranasale.

Meccanismo fisiopatologico

- Nocicettivo: somatico (profondo e superficiale) o viscerale;
- Neuropatico;
- Misto: più la storia della malattia avanza più è probabile che questo si presenti, va ricordato che non esistono tabelle classificative o valutative ed è il clinico che deve decidere l’approccio per questi pz.

Trattamento

Il trattamento del dolore oncologico di base prevedrebbe un approccio multidimensionale, con il trattamento simultaneo dei sintomi fisici, psicologici e la valutazione degli aspetti sociali e spirituali, mediante coinvolgimento di un team multidisciplinare; in realtà questo non accade ancora, essendo i pazienti gestiti prevalentemente dalle singole specializzazioni e l’organizzazione dei team molto complessa.
Il pz deve essere valutato in maniera completa, avvalendosi di scale valutative (numeriche e Vas), importante è l’esame obiettivo (ricordarsi che la semeiologia è importante nella valutazione) e l’imaging.
Il trattamento farmacologico prevede dei principi generali:
1. Ad orari fissi, non al bisogno: occorre tenere presente anche che il breakthorugh pain, che si presenta per definizione nei pz trattati in cronico, deve essere riconosciuto e richiede una terapia specifica.
2. I farmaci prescritti devono essere di facile accesso al paziente: deve avere la possibilità di organizzare una scorta per evitare di incorrere in crisi di astinenza.
3. La via di somministrazione deve essere la più semplice: iniziare con via orale, qualora possibile, mentre la transdermica va scelta solo se il pz non riesce ad assumere farmaci per os. (La via transdermica si è rivelata magari più sicura per il paziente ma meno efficace.)
4. Il trattamento verrà somministrato secondo una scala basata sull’intensità del dolore, con aumento di dosaggi e potenza secondo un programma prefissato.
5. Il trattamento verrà somministrato secondo un programma individualizzato che tenga conto delle comorbidità, dell’età, con monitoraggio attento e regolare, con aggiunta talvolta di farmaci per trattare gli effetti collaterali.

Riguardo l’ultimo punto, i pazienti oncologici presentano la necessità di un continuo monitoraggio; infatti, a Verona quando possibile si usa anche la telemedicina (il clinico è contattabile tramite telefono o mail), soprattutto per quei pazienti che non possono raggiungere l’ospedale.

The Who three-step analgesic ladder, 1986

La scala di trattamento del dolore oncologico si basa ancora su concetti divulgati dall’Oms negli anni ’80 e rappresenta un protocollo applicabile in tutti i contesti, con farmaci semplici e accessibili in tutte le parti del mondo.
La scala è basata sull’intensità del dolore lamentato dal paziente e prevede l’utilizzo di farmaci con potenze analgesiche crescenti a seconda dell’intensità del dolore. (Non si basa sulla fisiopatologia del dolore)
I limiti sono abbastanza evidenti (argomento trattato successivamente dal prof.) ma in fin dei conti si è rivelata efficace nel trattamento del dolore.
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali tipologie di dolore classificate temporalmente?
  2. Il dolore può essere classificato come acuto, cronico o breakthrough pain, quest'ultimo caratterizzato da episodi intensi e improvvisi su un dolore continuo controllato.

  3. Quali sono i meccanismi fisiopatologici del dolore?
  4. Il dolore può essere nocicettivo (somatico o viscerale), neuropatico o misto, con quest'ultimo che diventa più probabile con l'avanzare della malattia.

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