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Test delle sostanze mutagene



Esistono delle tecnologie che permettono di saggiare il potenziale mutageno dei composti. Tra di queste il più diffuso è il test di Ames, nel quale si utilizzano due ceppi di salmonella typhimurium che permettono di evidenziare diversi tipi di mutazioni puntiformi e frameshift; un ceppo infatti rileva mutazioni per inserzione/delezione di basi, ossia frameshift, invece l’altro ceppo rileva mutazioni per sostituzioni di basi.
Entrambi i ceppi sono istidina-, ossia non metabolizzano l’istidina (auxotrofici). Il test permette anche di distinguere promutageni e mutageni franchi attraverso test che vengono condotti con o senza omogenato di fegato di ratto (S9).

È ora necessario inserire e non inserire i presunti mutageni e l’omogenato di fegato di ratto con mutanti di istidina- in un terreno minimo, privo di istidina. Il giorno seguente si conta il numero di colonie batteriche mutate che crescono in assenza di istidina, dette revertenti (erano già mutate, ma subiscono una nuova mutazione). Un campione viene detto mutageno quando i revertenti, i quali sono his+, raddoppiano rispetto al controllo.
Se nel test con e senza l’omogenato di fegato di ratto nulla cambia, il mutageno è franco altrimenti è promutageno.
Il test di Ames dimostra anche che le sostanze mutagene per la maggior parte sono anche cancerogene.