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Le mutazioni e il flusso genico


Le mutazioni


Repentine modificazioni, più o meno estese, del materiale ereditario, definite mutazioni, possono produrre variazioni di frequenze alleliche; una mutazione può produrre un nuovo allele di un gene normale che codifica un carattere diverso; solo quando tale carattere risulta vantaggioso in un determinato ambiente se ne verifica la diffusione.

Le mutazioni rappresentano comunque eventi rari e richiedono diverse generazioni per diffondere dall’individuo in cui si sono manifestate alla popolazione. Una mutazione puntiforme, ad esempio, si trova mediamente in un sol gamete su cento milioni di gameti di un individuo; inoltre nella maggior parte dei casi le mutazioni producono un fenotipo poco adatto all’ambiente (mutazioni svantaggiose), destinate per questo ad essere eliminate . La ricombinazione genica che accompagna i fenomeni sessuali può causare una variazione dell’assetto genico.
L’interpretazione attuale dei processi evolutivi attribuisce pertanto notevole importanza ai fenomeni sessuali nella determinazione di spinte evolutive.

Il flusso genico


Altra condizione posta alla base dell’equilibrio postulato da Hardy e Weinberg è che la popolazione non sia interessata da flussi migratori in entrata e in uscita, che quindi rappresenti un sistema sufficientemente “chiuso.” In realtà questa condizione si verifica molto raramente, più frequentemente una popolazione può essere interessata da allontanamento o immissione di individui fertili e in questo secondo caso può acquisire nuovi alleli nel pool genico. Viceversa il distacco di un gruppo di individui fertili può portare alla diminuzione della frequenza, sino alla scomparsa, di qualche allele.
Per le piante l’acquisizione di alleli del tutto nuovi può verificarsi per il depositarsi di polline proveniente da altre popolazioni e trasportato dal vento o dagli insetti.
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