Concetti Chiave

  • Le malattie genetiche derivano da mutazioni del DNA, che sono alterazioni stabili ed ereditabili del patrimonio genetico umano.
  • Le mutazioni si classificano in geniche, cromosomiche e genomiche, ognuna con caratteristiche specifiche che influenzano il patrimonio genetico in modi diversi.
  • Le mutazioni geniche includono sostituzioni di base, inserzioni e delezioni, che possono modificare singoli nucleotidi con potenziali effetti significativi sulla sequenza codificante.
  • Le mutazioni per sostituzione di base possono essere sinonime, di terminazione, di allungamento o missenso, ciascuna con effetti distinti sulla funzionalità delle proteine.
  • Gli effetti fenotipici delle mutazioni dipendono dalla natura della mutazione e dalla posizione all'interno della sequenza genetica, influenzando la struttura e la funzione proteica.

Definizione di malattia genetica

Per malattia genetica si intende una malattia dovuta a mutazioni a carico del DNA. Una mutazione è un’alterazione stabile ed ereditabile del patrimonio genetico. È un evento raro perché, nonostante la frequenza di alterazioni temporanee/non stabili a carico del DNA sono piuttosto frequenti (migliaia per cellula ogni giorno), queste non diventano quasi mai stabili a causa dei numerosi sistemi di riparazione, in grado di riparare continuamente le alterazioni.

Tipi di mutazioni genetiche

Le mutazioni si distinguono in:

Mutazioni geniche: all’interno dell’unità trascrizionale/gene (es. mutazioni puntiformi).

Mutazioni cromosomiche: riarrangiamenti cromosomici, riguardano grossi pezzi di DNA, spesso visibili al microscopio facendo il cariotipo (es. traslocazioni, delezioni, inversioni…).

Mutazioni genomiche: riguardano l’intero patrimonio genetico, sono alterazioni del numero dei cromosomi (aneuploidia o euploidia) = n.

Nell’uomo n = 23 cromosomi nella cellula aploide (gamete, mentre il normale corredo cromosomico diploide 2n = 46 cromosomi (cellule somatiche).

3n, n… = euploidia (assenti nell’uomo)

2n+1, 2n-1… = aneuplodia (es. trisomie presenti nell’uomo ma rare)

Dettagli sulle mutazioni puntiformi

le mutazioni puntiformi interessano una singola coppia di nucleotidi. Si distinguono in:

1) Mutazioni per sostituzione di base:

- transizione: sostituzione pirimidina-pirimidina (T con C o viceversa) o purina-purina (A con G o viceversa).

- transversione: Sostituzione pirimidina-purina o purina-pirimidina (T/C con G/A)

2) Mutazioni per inserzione di base: aggiunta di uno o più nucleotidi alla sequenza. Esse sono generalmente dovute ad errori durante la replicazione di sequenze ripetitive.

3) Mutazioni per delezione di base: rimozione di uno o più nucleotidi alla sequenza.

Inserzioni e delezioni nella sequenza codificante possono causare spostamenti di fase della lettura.

Esempi di mutazioni specifiche

- Mutazioni sinonime o silenti(caso speciale): la tripletta modificata codifica per lo stesso amminoacido (codice genetico degenerato). La proteina mutata è identica a quella normale.

es. C-G-A (Ala) --> C-G-G (Ala)

- Mutazioni di terminazione o non senso: la tripletta modificata è un codone di stop. La proteina si interrompe prematuramente; può essere più o meno grave a seconda di dove avviene lo stop.

es. A-T-A (Tyr) --> A-T-T (stop)

- Mutazioni di allungamento: muta il codone di stop in un codone che codifica per un amminoacido. La proteina è più lunga del normale --> problemi di instabilità (anche dell’RNA) e insolubilità.

es. A-T-T (stop) --> A-T-A (Tyr)

- Mutazioni missenso: il codone mutato codifica per un altro amminoacido. La gravità della mutazione dipende dal sito in cui avviene (es. sito attivo di un enzima) e dalle caratteristiche dell’amminoacido che l’ha sostituito.

es. C-A-C (His)--> C-A-A (Gln)

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Domande da interrogazione

  1. Cosa si intende per malattia genetica?
  2. Una malattia genetica è una malattia causata da mutazioni nel DNA, che sono alterazioni stabili ed ereditabili del patrimonio genetico.

  3. Quali sono i tipi principali di mutazioni geniche?
  4. Le mutazioni geniche includono mutazioni puntiformi, che possono essere per sostituzione di base, inserzione di base o delezione di base.

  5. Quali sono gli effetti fenotipici delle mutazioni per sostituzione di base?
  6. Gli effetti fenotipici includono mutazioni sinonime, mutazioni di terminazione, mutazioni di allungamento e mutazioni missenso, ognuna con diversi impatti sulla proteina risultante.

  7. Come si distinguono le mutazioni cromosomiche e genomiche?
  8. Le mutazioni cromosomiche riguardano riarrangiamenti di grossi pezzi di DNA, mentre le mutazioni genomiche coinvolgono alterazioni nel numero dei cromosomi.

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