Video appunto: Danni al genoma, capacità di riparazione e cancro

Danni al genoma, capacità di riparazione e cancro



Esiste uno stretto legame causa-effetto fra efficienza di riparazione dei danni al DNA e tumorigenesi. Si ponga infatti l’attenzione sull’ataxia teleangectasia (AT), i cui sintomi sono ipersensibilità alle radiazioni ionizzanti e predisposizione a leucemie e altri tumori perché i soggetti presentano mutazioni inattivanti entrambe le copie del gene ATM codificante per una chinasi di fondamentale importanza che si attiva quando si verificano rotture del doppio filamento di DNA, che a sua volta attiva una serie di proteine importanti per il blocco del ciclo cellulare, come la p53, e per l’attivazione del sistema di riparazione del DNA (unione non omologa delle estremità).
L’ATM è anche in grado di fosforilare H2AX che codifica per un istone fondamentale per DSB repair (double stand break). L’ATM è perciò un caretaker, un guardiano, del genoma. Ne consegue che gli individui con mutazioni in entrambi gli alleli ATM, hanno probabilità molto elevata, 100 volte superiore, di sviluppare tumori. Invece gli individui con 1 solo allele ATM mutato sono sani, ma hanno suscettibilità a sviluppare tumori (2,3 volte superiore rispetto agli individui sani); in particolare sono suscettibili al carcinoma della mammella.
Anche l’xeroderma pigmentoso, ossia una rara malattia genetica dovuta a incapacità di riparazione del danno UV, causa un elevato rischio di tumori della pelle.

Più in generale negli individui normali esiste una variabilità genetica individuale nella efficienza dei sistemi di riparazione dei danni del DNA, esiste dunque una diversa suscettibilità all’esposizione ai mutageni. Sono quindi fattori ambientali, come stile di vita, esposizione a mutageni, e basi genetiche individuali, come mutazioni in geni strategici e inefficiente riparazione dei danni al DNA, a determinare la probabilità di sviluppare un cancro.
N.B.: la capacità di riparazione del DNA dei pazienti con melanoma maligno cutaneo è inferiore a quella dei normali in modo statisticamente significativo.