Video appunto: Cluster ancestrale

Cluster ancestrale



Il cluster ancestrale possedeva 7 geni, si arrivò a 14 per singolo cluster nell’anfiosso. Vi furono poi, come anticipato, due duplicazioni che portarono a 4 cluster. Inoltre nei pesci ossei, come lo zebrafish, vi sono ancora più cluster (7) perché vi è stata un’ulteriore duplicazione del genoma durante l’evoluzione, molti geni sono però andati perduti e alcuni sono pseudo-geni, ossia nel corso dell’evoluzione hanno perso la capacità di essere tradotti.
La sequenza di geni ortologhi è però conservata.
Esistono mutanti omeotici in molte specie, come nei bovini e nell’uomo. Ad esempio negli uomini può aumentare o diminuire il numero di paia di costole di una unità: il gene ometoico che dovrebbe identificare l’ultima vertebra cervicale non lo fa correttamente. La microtia è invece la deformazione delle orecchie, prodotta dalla mutazione dell’Hox A2.


La polidattilia è invece causata da una mutazione dell’Hox D13, ne fa parte la sinpolidattilia se vi sono dita fuse, causata dalla ripetizione di un tratto dell’Hox D13.
Per i primati si fecero degli esperimenti sul macucus reus, attraverso i quali si ottennero chimere date dall’unione di tre embrioni allo stadio di 4 cellule, dal momento che nei primati la totipotenza rimane fino a questo stadio. Lo stesso discorso vale per l’uomo.