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Evoluzione è una lenta e graduale trasformazione degli organismi viventi nel corso del tempo.
La teoria dell'evoluzione naturale o darwinismo fu elaborata da Charlez Robert Darwin, un biologo naturalista inglese, che pensava che gli esseri viventi quali piante e animali fossero soggetti ad una evoluzione ininterrotta.
Prima di Darwin esistevano due concezioni simili: il fissismo e il creazionismo.
Aristotele, il primo grande biologo della storia, credeva che tutti gli esseri viventi potessero essere disposti in una scala gerarchica, ordinata. In questa Scala Naturae gli organismi più semplici occupano lo scalino più basso, l’uomo quello più alto e tutti gli altri organismi si trovano in una posizione intermedia. Fino al tardo Ottocento molti biologi credevano ancora nella validità di questa scala gerarchica naturale. Secondo questa teoria, oggi chiamata fissismo, gli organismi non hanno mai subito variazioni nel corso del tempo; Aristotele pensava che gli organismi viventi fossero sempre esistiti, senza fare riferimento alla loro origine.

In seguito, in tempi più recenti, fu elaborata la teoria del creazionismo secondo la quale tutti gli esseri viventi sono stati creati per un atto divino così come sono oggi. Questa idea di immutabilità presuppone che ogni forma vivente abbia ricevuto dal creatore sin dall'inizio le caratteristiche corrette per potersi adattare nel luogo in cui vive.
Tra coloro che credevano in una creazione divina c’era Carlo Linneo il quale riteneva che la specie è una creazione separata di dio che rimane tale nel tempo. L'uomo è chiamato a studiare questo capolavoro costituito da tantissime specie e cantarne la gloria di dio per accedere alla vita beata.
Ma il primo che elaborò una teoria evoluzionistica coerente fu Jean-Baptiste de Lamarck. Egli infatti riteneva che la variazione degli organismi fosse dovuta a due principi: l'azione dell'ambiente che tramite l'uso e il non uso degli organi produce variazioni che si trasmettono per ereditarietà ai discendenti, e una tendenza al progresso, un impulso interno all'evoluzione. Ma lamarck espone la sua teoria con esempi poco credibili, ad esempio: affermava che il collo lungo delle giraffe era dovuto ad uno sforzo prolungato nel tempo di brucare foglie sempre più in alto.
Più in là Georges Couvier ricorse a una nuova teoria, quella delle rivoluzioni della superficie del globo, ammettendo che in diversi momenti storici ci sono state delle rivoluzioni, cataclismi che hanno ucciso tutti o la maggior parte degli organismi viventi. Dopodiché quella regione sarebbe stata ripopolata dalle popolazioni limitrofe.
Queste nuove teorie misero in discussione l'interpretazione di Aristotele e di Linneo, quindi gli organismi sono il frutto di un lavoro dell'ambiente che li ha plasmati e li ha resi adatti alle proprie esigenze, non sono quindi figli del creatore, ma sono figli della materia i quali cercano di adattarsi alle condizioni dell'ambiente. Cadono un insieme di strutture collegate tra di loro, crollano le basi di una struttura sociale, di un'etica. Alla morte dei due pero non si parlò più di evoluzione, ma contemporaneamente alla pubblicazione dell'opera del lamarck nasceva Charles Darwin.
Charles Darwin nacque nel 1809 a Shrewsbury da famiglia borghese con il padre e il nonno medico.
L'evento più importante della sua vita fu il viaggio sulla nave inglese Beagle intorno al mondo come naturalista che durò cinque anni; tornato in patria trascorse il resto della sua vita in una casa di campagna a Down che si concluse il 19 aprile 1882. Dopo il suo lungo viaggio elaborò la sua celebre opera sull'origine della specie il cui problema centrale fu l'evoluzione.
Ciò che era evidente che le specie si modificano gradualmente e né l'azione della condizioni ambientali nè la volontà degli organismi potevano servire a spiegare tutti i casi di organismi adattati alle condizioni di vita. Dedusse allora che la chiave a questo dilemma era la selezione naturale, una forza che conserva le variazioni vantaggiose e distrugge quelle sfavorevoli formando specie nuove.
Alla fine del suo viaggio fu in grado di spiegare che le specie si modificano un po' per volta e nacque l'idea dell'evoluzionismo come processo storico.
Respinse la teoria di lamarck, ma anche quella di Malthus che sosteneva che la popolazione umana tende ad accrescersi con un ritmo rapido a differenza dei mezzi di sussistenza. Da qui deriva una lotta per la sopravvivenza del più adatto.
Le premesse di Darwin furono:
-individui coltivati o allevati dall'uomo variano molto rispetto a quelli che vivono allo stato naturale. Non si hanno dubbi sui cambiamenti che si osservano sulle dimensioni causati dalla quantità di cibo, quelli del colore causati dall'alimentazione, quelli dello spessore della pelle e del pelo causati dal clima.
-l'uso maggiore o il non uso delle parti ha una notevole influenza: es. il fatto che i nostri animali domestici abbiano le orecchie pendenti deriva dal non uso dei muscoli dell'orecchio per i pochi stati di allarme che si presentano all'animale.
-l'uomo si è prodotto le razze che gli sono vantaggiose: la natura fornisce variazioni successive e l'uomo le accumula nelle direzioni che gli sono utili.
-vi è una selezioni inconscia che deriva dal desiderio di ognuno di possedere e moltiplicare i migliori individui di ogni specie. Questo processo finisce per modificare e migliorare le razze. Questa selezione è avvenuta fin dall'antichità.
Il principio per il quale ogni lieve variazione, se utile, si mantiene, è stato denominato selezione naturale per distinguerla dalla selezione operata dall'uomo. È una forza sempre pronta all'azione e superiore ai deboli sforzi umani.
Lotta per l'esistenza è una pianta al limite del deserto che lotta per la sua vita contro la siccità.
La lotta per l'esistenza dipende dalla progressione con cui gli individui tendono a moltiplicarsi, essa esiste in quanto nascono più individui di quanti ne possono sopravvivere. Ogni essere vivente tende sempère al massimo accrescimento numerico, ognuno vive in virtu di una lotta. Esistono dei freni naturali che limitano la crescita della popolazione di una specie, ma se uno di questi freni si allenta la popolazione crescerà quasi istantaneamente. I freni sono: gli individui giovani che sono i più danneggiati, la quantità di nutrimento che determina il divenire preda di un altro animale;
il clima.
Una legge fondamentale è che la struttura di ogni essere è in correlazione con quella di tutti gli altri esseri viventi con i quali viene a trovarsi in concorrenza o per il cibo o per la dimora o con quella degli esseri da cui deve difendersi o di quelli che sono sua preda. Non è un caso che i denti e gli artigli della tigre abbiano quella forma come anche le zampe e gli uncini del parassita che si attacca ai peli del suo corpo. Inoltre tutti gli esseri viventi si moltiplicano in progressione geometrica, che ognuno deve lottare per l'esistenza.
Come l'uomo con la produzione domestica produce in modo indiretto variabilità, cosi la natura produce cambiamenti simili.
Quanto fuggevoli sono i desideri e gli sforzi dell'uomo, quanto breve è il tempo di cui egli dispone, e di conseguenza quanto sono miseri i risultati della sua opera. Mentre la selezione naturale lavora giorno dopo giorno, ora dopo ora, conservando e sommando tutto ciò che e buono, silenziosa lavora quando e ovunque se ne offra l'opportunità per perfezionare ogni essere vivente.
Egli iniziò a sostenere che la selezione naturale poteva anche spiegare l'origine della nostra specie e che quindi tra tutti gli esseri viventi esistono dei legami di parentela e che ogni specie deriva attraverso qualche comportamento da una specie precedente ma non riuscì mai a spiegare geneticamente questa teoria ed ipotizzò soltanto che dovevano esserci delle variazioni ereditarie, egli affermò però il fatto che l'uomo derivasse dalle scimmie.

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