pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

Sali minerali - Zinco e Selenio


Il calcio nel nostro organismo è depositato principalmente a livello delle ossa e dei denti come fosfato di calcio o carbonato. Può trovarsi però anche legato alle proteine plasmatiche o ionizzato. Comunque non è possibile trovarlo in circolo libero se non legato ad apposite proteine come ad esempio la calmodulina, TmC, fosfolipasi A e calcequestrina.
Il calcio nel plasma e quello depositato nelle ossa sono in stretta relazione. A livello plasmatico una parte ne viene assorbita e immagazzinata nelle ossa appunto, una parte torna all'intestino per essere persa con le feci e il resto eliminato con sudore e urine. Bisogna però tenere in considerazione che l’assorbimento netto del calcio aumenta in modo sigmoidale in relazione a quello introdotto. Per esempio l’assorbimento netto dell’elemento (assorbito- escreto) partendo da 700 mg assunti con l'alimentazione è di 500 mg.
I fattori che agiscono positivamente sull'assorbimento del calcio sono la presenza della vitamina D, un deficit di calcio e fosfato, estrogeni, ormoni tiroidei, lattosio e gravidanza. Diminuisce invece con la menopausa, l’età avanzata e la diminuzione dell’acidità gastrica.
Per mantenere costante la quantità di calcio in circolo agiscono due sostanze, la calcitonina e il paratormone. La calcitonina agisce in senso negativo andando ad abbassare l’assorbimento dell’elemento mentre il paratormone lo aumenta incrementando l’assorbimento a livello dell’intestino e del rene. A sua volta il paratormone è regolato dalla Vitamina D. La Vitamina D nella forma attiva va a stimolare a livello del DNA la trascrizione della proteina che permette l’assorbimento del calcio.
Di contro la caffeina stimola la perdita del calcio a livello urinario, così come i fosfati, l’acido fitico, magnesio, proteine ricche di fosfati come le caseine, ferro e zinco.
L’assunzione raccomandata aumenta con l’età e in gravidanza. La presenza del calcio nei cereali e nella pasta dipende dal grado di trattamento. Una buona fonte la troviamo invece nel latte e derivati, uova in particolare nel tuorlo. Poco nei prodotti della pesca e negli ortaggi. È abbondante anche nei legumi ma con una minore biodisponibilità.
Per quanto riguarda i quantitativi di assunzione parliamo di 1000 mg/die.

Il selenio può essere introdotto con l'alimentazione in due forme, o nella metionina o nella cisteina al posto di uno zolfo o di un ossigeno a seconda dei casi. In piccola parte lo possiamo trovare anche libero. Tra le sue funzioni biologiche si ritrova quella di neutralizzare i radicali liberi. Si trova negli alimenti di origine vegetale ma la sua quantità dipende dal tipo di terreno di coltivazione. Spesso si ritrova in aggiunta agli alimenti mediante arricchimento dei terreni. Una deficienza può portare a cardiomiopatie.

Per lo zinco bisogna tenere in considerazione il rapporto tra acido fitico e Zn, quando questo rapporto è minore di 5 la sua biodisponibilità è molto alta. La carenza nei paesi più evoluti è rara ma è abbastanza frequente nelle popolazione del medio oriente che mangiano quantità elevate di pane non fermentato con abbondante acido fitico.
Lo zinco a sua volta va a influenzare l'assimilazione del ferro in quanto ne compete con l'assorbimento. I principali enzimi che lo richiedono sono RNA Pol, superossido dismutasi, anidrasi carbonica, cit ossidasi. Per quanto riguarda l'assunzione si parla di milligrammi.

Hai bisogno di aiuto in Biochimica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017