Emoglobina glicata

Provvisoria perché per diagnosticare il diabete abbiamo bisogno di più test positivi confermati in giorni differenti.
Abbiamo poi un terzo parametro, ovvero l'Emoglobina glicata (o Glicosilata). In presenza di elevate quantità di zuccheri circolanti, inizia ad esserci una glicosilazione non enzimatica di alcune proteine, tra cui l'emoglobina presente nei globuli rossi. Se l'iperglicemia persiste, abbiamo una glicosilazione irreversibile. In base ai valori di glicosilazione dell'emoglobina posso vedere la stima del livello medio di glicemia degli ultimi tre mesi (che corrisponde alla vita media di un globulo rosso). Questo valore risente sia delle iperglicemie che delle ipoglicemie, quindi non è l'unico valore attendibile per diagnosticare il diabete in modo isolato, ma va contestualizzato. Iter da seguire: 1 Diagnosi 2 Controllo glicemico 3 Terapia Dobbiamo far raggiungere al nostro paziente il controllo ottimale,che si ottiene quando, sotto terapia, il paziente presenta: Emoglobina glicata

Automonitoraggio glicemico

Il paziente può avvalersi dell'automonitoraggio glicemico in modo da non dover sempre andare dal medico; questo non consiste in un prelievo venoso ma in un prelievo da sangue capillare (tramite pungidito). I risultati del sangue capillare presenteranno una differenza di circa il 20% rispetto al plasma venoso (essendo sangue intero). Se un paziente viene ammesso in un reparto di medicina, qualunque esso sia, gli verrà chiesto di fare un tracciato elettrocardiografico. Esso verrà richiesto anche nel momento in cui si devono fare altri esami strumentali o interventi. La frequenza cardiaca tecnicamente quest'attività biologica si descrive come frequenza cardiaca. Esso registra e trasforma questi campi elettrici in un grafico.

Valori glicemia

Ogni singolo dato, valore e concetto (sia per i valori a digiuno che per quelli dopo la curva di carico OGTT): si descrive dettagliatamente le alterazioni della glicemia e i criteri per identificare lo stato clinico del soggetto in base a due parametri (espressi in \text{mg/dl}): immaginiamo una specie di "semaforo della salute" per capire come il corpo gestisce lo zucchero (la glicemia), sia a digiuno sia dopo aver bevuto quel beverone dolce del test (l'OGTT). In parole molto semplici, zona verde (Tutto Normale): Sei perfettamente in salute se a digiuno hai meno di 100 e se, dopo due ore dal test di carico, lo zucchero nel sangue scende sotto i 140. Significa che il tuo corpo smaltisce benissimo gli zuccheri. zona gialla (Campanello d'allarme / Pre-diabete): È una situazione di mezzo. Si accende se a digiuno i valori ballano tra 100 e 125, oppure se dopo le due ore dal test il valore è un po' alto, tra 140 e 199. Non è ancora diabete, ma il corpo sta iniziando a faticare: è il momento di muoversi e mangiare meglio. zona rossa (Diabete): Qui scatta la diagnosi. Ci si trova in questa zona se la glicemia a digiuno è da 126 in su, oppure se dopo due ore dal test il valore è ancora altissimo, da 200 in su. E per l'ipoglicemia (lo zucchero troppo basso)? una distinzione intelligente: Se sei una persona non diabetica, si parla di "calo di zuccheri" vero e proprio solo se scendi sotto i 45-55. Se invece sei diabetico, il tuo corpo si è abituato a viaggiare "più alto". Quindi per te l'allarme ipoglicemia scatta prima, già sotto i 70, perché inizi a stare male molto prima rispetto a chi non ha il diabete.

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