Secrezione salivare
Il controllo della secrezione salivare dipende essenzialmente dal sistema nervoso autonomo o vegetativo, definito così perché agisce autonomamente rispetto alla nostra volontà, anche se può essere influenzato: lo yoga influenza la pratica cardiaca perché ha un effetto sul funzionamento del sistema nervoso autonomo. Il SNA ha due componenti: quella simpatica e quella parasimpatica. In condizioni normali, queste due componenti hanno effetti contrapposti: il simpatico aumenta la frequenza cardiaca, il parasimpatico la diminuisce. Inoltre, in molti casi il sistema nervoso simpatico svolge un ruolo più importante. La secrezione salivare fa eccezione: Entrambi i sistemi stimolano la secrezione.Il parasimpatico è più importante del simpatico: esplica un’importante funzione a livello della ghiandola salivare sia trofica (favorendo vasodilatazione) che secretrice (aumentando l’attività secretoria, inducendo la contrazione delle cellule mioepiteliali). Il parasimpatico, quindi, da un lato, favorisce la contrazione delle cellule mioepiteliali a livello dei dotti intercalari e quindi la secrezione della saliva secondo un meccanismo attivato da Ach e mediato da Gq protein (PLC, DAG, IP3, aumento calcio citosolico), dall’altro, induce la produzione della callicreina, che agisce su una globulina plasmatica, il chininogeno, tramutandolo per proteolisi in bradichinina, che ha una forte azione vasodilatante. Il simpatico, invece, partendo dai segmenti spinali T1-T3, innerva le ghiandole attraverso fibre post-gangliari derivanti dal ganglio cervicale superiore ed agisce tramite terminazioni nervose noradrenergiche (adenilato ciclasi, cAMP, etc.); esso esplica quindi un’azione inizialmente volta alla diminuzione della secrezione salivare, successivamente seguita da una lieve secrezione di saliva, dovuta alla contrazione delle cellule mioepiteliali mediata da NA, che a livello arteriolare invece esplica un’azione vasocostrittrice.
La secrezione salivare è inoltre regolata da una serie di numerosi riflessi; tutti i riflessi come introduzione di cibo, particolari odori, vista o anche il solo pensiero di cibo particolarmente appetibile determinano un’aumentata secrezione salivare. Al contrario, durante il sonno, in caso di febbre, fatica o disidratazione vi è una diminuzione della secrezione salivare, tanto è vero che uno dei fattori determinanti dello stimolo della sete è proprio la diminuita produzione di saliva e la consequenziale secchezza delle fauci.
A livello della regione bulbo-pontina sono presenti i nuclei salivatori che ricevono delle informazioni relative alla masticazione, al gusto e dall’encefalo.
Acquolina in bocca
Quando si consumano degli alimenti che si trovano gradevoli si ha la cosiddetta “acquolina in bocca” che è uno stimolo dei nuclei salivatori legati alle nostre esperienze pregresse: la volta successiva che vedrò quell’alimento inizierò a notare una stimolazione salivare prima ancora di consumarlo.Da questi nuclei partono fibre efferenti viscerali (parasimpatiche), facenti capo al nervo glossofaringeo e al nervo facciale, che effettuano sinapsi con fibre post-gangliari, rispettivamente nel ganglio otico e in quello sottomandibolare, le quali innervano le ghiandole salivari, rilasciando Ach che agisce a livello di recettori muscarinici.