PARADISI SOMMERSI

Partiamo col dire che le scogliere coralline dei mari tropicali devono la loro origine all'attività dei coralli. Questi ultimi sono dei piccoli animali marini che sono in grado di estrarre il carbonato di calcio dalle acque; utile per formarsi un duro scheletro.
Le scogliere coralline sono il “luogo” di riparo per ogni specie di alghe, pesci, molluschi e altri invertebrati marini.
I coralli si contraddistinguono in varie categorie, tra queste troviamo i coralli cnidari, ossia piccoli invertebrati marini che trascorrono la maggior parte della loro vita sotto forma di larve che si muovono liberamente nell'acqua e dopo un certo periodo di tempo, se trovano un substrato roccioso sul quale ancorarsi, danno origine alla fase sedentaria.
A questo punto, le larve si trasformano in piccoli polipi, lunghi pochi centimetri, che si uniscono per formare colonie di grandi dimensioni avente uno scheletro calcareo di carbonato di calcio. Queste vengono definite scogliere coralline.

Non sono solo questi piccoli polipi che formano le colonie, bensì anche altri organismi animale e vegetali collaborano con i coralli in quest’opera; sono le: zooxantelle, ossia delle alghe microscopiche, che vivono in simbiosi con i coralli, che favoriscono il crollo del carbonato di calcio.

Le scogliere coralline sono direttamente a contatto con la terraferma, ma di rado esse sono separate da lagune.
In questo caso si parla di Barriere coralline, come quelle che si possono ammirare nelle acque calde e limpide dei Carabi o lungo le coste dell’Australia.Uno dei casi più particolari nella formazione delle barriere coralline sono gli atolli, ossia delle isole famose per la loro tipica forma a cerchio (o ad anello) nel cui centro (o al suo interno) si trova una laguna con acque poco profonde, limpide e calde.

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