Concetti Chiave

  • I criteri per la morte cerebrale includono assenza di coscienza, riflessi del troncoencefalo e respiro spontaneo, con conferma tramite EEG e documentazione del flusso ematico cerebrale in casi particolari.
  • La valutazione della morte cerebrale richiede un processo dettagliato, con anestesisti che seguono protocolli rigorosi, incluso il test dell’apnea per verificare l'assenza di respiro autonomo.
  • Il coma è uno stato di incoscienza profonda causato da danni al sistema reticolare o agli emisferi cerebrali, caratterizzato da occhi chiusi e assenza di risposta a stimoli esterni.
  • Nel coma, la mancanza di ritmo sonno-veglia e la compromissione di strutture cerebrali superiori si riflettono in un EEG con attività elettrica rallentata e di basso voltaggio.
  • Il coma può durare da 1 ora a 4 settimane e può essere reversibile, con possibilità di evoluzione verso uno stato vegetativo o il recupero della coscienza.

Morte cerebrale

I criteri clinici e strumentali necessari per la certificazione di morte cerebrale sono:
assenza di coscienza;
assenza dei riflessi del troncoencefalo;
assenza di respiro spontaneo dopo sospensione della ventilazione artificiale (valutato mediante il test dell’apnea ipercapnica);
assenza di attività elettrica cerebrale spontanea o provocata di ampiezza >2uV alla registrazione EEG di almeno 30 minuti;
assenza di flusso ematico cerebrale documentata con angiografia, angioscintigrafia o doppler transcranico. Il rispetto del criterio 5 è necessario solo in situazioni particolari, quali bambini di età inferiore a 1 anno o in casi di dubbia interpretazione dei dati clinici o elettroencefalografici.
Il percorso è molto articolato e gli anestesisti sono molto attenti alla valutazione della morte cerebrale. Il decreto del 2008 definisce anche le procedure per la registrazione EEG nell’accertamento di morte cerebrale.
Il test dell’apnea aiuta molto; si stacca il paziente dal respiratore e si fanno aumentare i livelli di pCO2 a 60 mmHg, valore sufficiente a provocare il massimo stimolo nei centri del respiro.
L’aumento di pCO2 è il più grosso stimolo affinché il paziente respiri; se il paziente non respira, significa che non c’è respiro spontaneo e che quindi il respiro è sostenuto solo e unicamente dalle macchine.

Coma

Il coma è uno stato di incoscienza patologica, profonda e duratura, dovuta a lesioni del sistema reticolare attivatore ascendente, sito nel tronco dell’encefalo, o a contemporanea compromissione dei due emisferi del cervello.
Nel coma il paziente mantiene chiusi gli occhi e non è risvegliabile da stimoli esogeni o endogeni. Perché sia possibile distinguerlo da altri stati di incoscienza transitoria, il coma deve persistere da almeno un’ora.
Il paziente ha gli occhi chiusi anche dopo stimolazione nocicettiva (fa degli esempi di stimolazione nocicettiva: si tocca le orecchie, la fronte e il collo), non è vigile e non è cosciente. Sono presenti riflessi del tronco e spinali, ma sono anomali.
Lo stato di coma è caratterizzato dalla mancata apertura degli occhi e dalla totale assenza di qualunque capacità di comunicazione e di risposte motorie ai comandi verbali. In un paziente in stato di coma, tuttavia, intense stimolazioni dolorose possono provocare smorfie e posture anomale degli arti e del tronco, chiaramente non finalizzate alla localizzazione o all’allontanamento dello stimolo.
Nel paziente in coma non è possibile riconoscere clinicamente ed elettrofisiologicamente un ritmo sonno-veglia. L’elettroencefalogramma dimostra, peraltro, una gravissima alterazione dell’attività elettrica cerebrale che appare diffusamente rallentata, di basso voltaggio e non reagente a stimoli multisensoriali. L’encefalo, il diencefalo e le strutture attivanti del troncoencefalo superiore sono compromessi.
Presenza del riflesso alla minaccia e nistagmo optocinetico, mediati dalla corteccia. Assenza del ritmo sonno-veglia e dell’autonomia del respiro. La durata va da 1 ora a 4 settimane e può essere reversibile. Lo stato di coma può evolvere verso il decesso o verso il recupero graduale della coscienza.
Quando il coma diventa reversibile l’evoluzione può essere quella di uno stato vegetativo.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono i criteri clinici per la certificazione di morte cerebrale?
  2. I criteri clinici per la certificazione di morte cerebrale includono l'assenza di coscienza, riflessi del troncoencefalo, respiro spontaneo, attività elettrica cerebrale e flusso ematico cerebrale, con specifiche procedure per la registrazione EEG.

  3. Come viene valutato il respiro spontaneo nella morte cerebrale?
  4. Il respiro spontaneo viene valutato attraverso il test dell'apnea ipercapnica, dove si sospende la ventilazione artificiale e si osserva se l'aumento di pCO2 stimola il paziente a respirare autonomamente.

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