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Concetti Chiave

  • L'iter diagnostico per l'ulcera richiede un'approfondita anamnesi, indagando su farmaci, familiarità con patologie tumorali e la possibilità di metastasi gastriche.
  • La diagnosi si basa sull'Egds, che permette di studiare l'ulcera, eseguire biopsie e stabilire il trattamento in base alla diagnosi istopatologica.
  • In presenza di sanguinamento, perforazione o ulcera non guarita, si presume un'origine neoplastica e si eseguono biopsie per confermare o escludere il cancro.
  • Anche per le ulcere duodenali si consiglia la biopsia, nonostante il rischio di sanguinamento, per escludere la presenza di un cancro.
  • L'emorragia è la principale complicanza dell'ulcera peptica, con manifestazioni che vanno dal sangue occulto allo shock emorragico, richiedendo una gestione urgente.

Indice

  1. Iter diagnostico
  2. Diagnosi
  3. Domanda
  4. Complicanze della perforazione

Iter diagnostico

Si basa necessariamente su una buona raccolta anamnestica e di fatto è fondamentale identificare e inquadrare il pz ulceroso. Bisogna indagare che farmaci assume e la posologia, familiarità per patologia tumorale e di che tipo (in quanto per i tumori di mammella, ovaio, pancreas, colon, endometrio... sono possibili associazioni in forma di iper-aggregazione familiare con lo sviluppo di lesioni da metastasi gastriche). L’accertamento principe è la gastroscopia.

Diagnosi

La diagnosi si effettua con l’Egds, eseguita dal gastroenterologo endoscopista sotto sedazione blanda o più̀ profonda, in base alla tipologia di paziente. È possibile studiare l’ulcera, la sede ed effettuare delle biopsie. Le biopsie devono essere eseguite sui margini dell’ulcera, nel tessuto circostante e a random in almeno 4 quadranti gastrici e duodenali. Il tipo di trattamento successivo dipenderà dalla diagnosi definitiva istopatologica: nel caso di un adenocarcinoma si prosegue con stadiazione e trattamento tipico delle neoplasie dello stomaco (vedi successivamente); nel caso in cui non ci sia evidenza di adenocarcinoma, si può ricorrere alla somministrazione di Ppi, anti-H2 (non più utilizzati), eradicazione di H. Pylori (tramite antibiotici), magnesio e sucralfato (successivamente si ripete Egds per confermare la guarigione).
Viene ripetuto più volte il concetto che se il pz. si presenta per sanguinamento, perforazione, stenosi o ulcera non- healing legate a lesioni ulcerose, esse siano da considerarsi di origine neoplastica fino a prova contraria. È quindi mandatorio eseguire biopsia durante Egds o in sala operatoria. Nel caso in cui l’istologia fosse negativa, va comunque ripetuta a distanza di due mesi per confermare che non ci sia un cancro (non più per valutare la corretta guarigione dell’ulcera).

Domanda

La biopsia andrebbe fatta anche se l’ulcera è duodenale? Sostanzialmente sì, a volte non si fa perché potrebbe essere maggiore il rischio di sanguinamento che la probabilità di trovare un cancro.

Complicanze della perforazione

La prima è l'Emorragia: l’ulcera peptica è, dal punto di vista epidemiologico, la principale causa di sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore (40% dei casi). La manifestazione emorragica in caso di ulcera può andare da uno stillicidio ematico più o meno continuo (spesso asintomatico ed individuato come sangue occulto), ad episodi di melena associati ad una blanda anemia (con pallore, astenia ed altri sintomi da anemizzazione) fino a quadri di sanguinamento gastrointestinale più importante (che si manifesta con ematemesi, melena o combinazione delle due) e shock emorragico.
La richiesta al chirurgo nella gestione di un pz. sanguinante in un setting d’urgenza è di valutare la gravità del caso contingente e la sua stabilizzazione. La prima cosa da fare è garantire la presenza di due accesi venosi periferici (se si aspetta troppo e il pz. si ipotende diventa molto più difficile). Poi si monitorano i parametri vitali: per prima va a modificarsi la frequenza cardiaca (tachicardia), si inizia a ridurre la diuresi ed infine si abbassa anche la pressione.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dell'anamnesi nell'iter diagnostico per un paziente con ulcera?
  2. L'anamnesi è fondamentale per identificare e inquadrare il paziente ulceroso, indagando sui farmaci assunti, la familiarità per patologie tumorali e le possibili associazioni con lesioni da metastasi gastriche.

  3. Come si effettua la diagnosi di un'ulcera e quali sono i passaggi successivi?
  4. La diagnosi si effettua con l'Egds, eseguita dal gastroenterologo endoscopista. Si studia l'ulcera, si effettuano biopsie e il trattamento dipende dalla diagnosi istopatologica definitiva, come l'adenocarcinoma o altre condizioni.

  5. È necessario eseguire una biopsia anche in caso di ulcera duodenale?
  6. Sì, è consigliato eseguire una biopsia anche per ulcere duodenali, sebbene a volte non venga fatta per il rischio di sanguinamento rispetto alla probabilità di trovare un cancro.

  7. Quali sono le complicanze principali della perforazione di un'ulcera peptica?
  8. La complicanza principale è l'emorragia, che può variare da stillicidio ematico a episodi di melena e shock emorragico. La gestione richiede la valutazione della gravità e la stabilizzazione del paziente.

Domande e risposte

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