Concetti Chiave
- I farmaci più utilizzati per la terapia del dolore in Italia sono quelli da banco, efficaci contro i dolori nocicettivi grazie alla loro azione mirata.
- Questi farmaci offrono effetti antipiretici, analgesici e antinfiammatori con un effetto tetto, oltre il quale aumentano solo i rischi senza benefici aggiuntivi.
- Non causano tolleranza o dipendenza, ma possono essere tossici se usati a lungo termine, quindi si consiglia un uso limitato nel tempo e nel dosaggio.
- I FANS non devono essere combinati tra loro; per il dolore severo si utilizzano farmaci più potenti della stessa famiglia come Diclofenac e Ketorolac.
- I Coxib, inibitori selettivi di Cox-2, hanno ridotto gli effetti collaterali gastrici ma presentano rischi cardiovascolari, limitandone l'uso in Italia.
Terapia del dolore
Sono i farmaci più utilizzati nella terapia del dolore in Italia, grazie alle numerose formulazioni da banco presenti sul mercato, all’assenza dell’ obbligo di ricetta medica e alla loro efficacia.Funzionano nella maggior parte dei dolori nocicettivi (infiammatorio, acuto e transitorio) perché agiscono in maniera mirata sul bersaglio periferico che è il sito di maggior interesse. Hanno tre effetti: antipiretico, analgesico e antinfiammatorio; questi ultimi due vanno di pari passo perché condividono gli stessi mediatori.
Hanno effetto tetto: superato il dosaggio consigliato, gli aumenti provocano soltanto un aumento del rischio per effetti collaterali e non benefici tangibili per il sintomo. Non danno né tolleranza né dipendenza fisica e psicologica. Non hanno tossicità in acuto ma in cronico. Pertanto, l’Aifa ne raccomanda l’uso per il minor tempo possibile e con il minor dosaggio efficace.
Non devono associati con altri Fans. Piuttosto si deve passare a un farmaco di questa stessa famiglia per il dolore severo (più potente). Per il dolore lieve-moderato si usano Ketoprofene, Ibuprofene, Naprossene e in parte la Nimesulide. Per il dolore severo si utilizza Diclofenac e Ketorolac, in particolare per il dolore post- operatorio e per la sciatalgia. Anche l’indometacina è molto potente: viene impiegata per la cefalea refrattaria e per la cefalea da deliquorazione , ma è molto gastrotossica.
Cefalee da abuso di farmaci
I Fans possono determinare cefalee da abuso di farmaci di prescrizione. Si assiste ad un meccanismo paradossale in cui più si assume il farmaco più peggiora il quadro sintomatologico. In tal caso, si agisce con de-escalation del farmaco, utilizzando infusioni ed evitando la brusca sospensione che porterebbe a ricadute più gravi, con l’obiettivo di cercare una sorta di detossificazione. In futuro probabilmente gli anticorpi monoclonali diventeranno la terapia di riferimento per il trattamento di questa forma di cefalea.Negli anni Novanta sono stati messi in commercio inibitori selettivi di Cox-2 (NdS: la famiglia dei Coxib) nel tentativo di produrre farmaci con ridotti effetti collaterali a livello gastrico. Questi, tuttavia, riducendo la formazione di Pgi2 e avendo quindi effetto proaggreggante, hanno determinato effetti collaterali tali da portarne al ritiro, come per il Rofecoxib famoso per i molti decessi per eventi cerebrovascolari. In Italia questi farmaci sono stati utilizzati in maniera limitata: il professore ipotizza che sia legata al fatto che la medicina è più tradizionalista. I Coxib più comuni in commercio sono Celecoxib e Etoricoxib.
Questo potrebbe spiegare l’efficacia di alcuni farmaci anche in forme di dolore neuropatico, di cui però non si conoscono ancora con certezza il meccanismo d’azione e le conseguenze cliniche. I pochi dati sperimentali a riguardo sono tratti da complessi studi su animali e studi scientifici passati che ad oggi non verrebbero più approvati dal comitato etico, in quanto prevedevano il prelievo di liquor da pazienti pediatrici post-operazione. Si è così dimostrato come il Diclofenac agisca a questo livello.