Concetti Chiave
- I blocchi neuroassiali centrali includono l'anestesia epidurale, subaracnoidea e caudale, che coinvolgono lo spazio epidurale, ricco di tessuto adiposo e vasi sanguigni.
- L'anestesia epidurale richiede un anestetico iniettato al di fuori della dura madre, con una concentrazione maggiore rispetto alla subaracnoidea, portando a un rischio aumentato di tossicità.
- Le complicanze dei blocchi neuroassiali includono cefalea, ritenzione urinaria, dolore alla schiena e potenziale danno neurologico.
- Gli effetti fisiologici possono includere ipotensione e bradicardia, poiché l'anestetico blocca le fibre B delle efferenze simpatiche.
- Controindicazioni ai blocchi neuroassiali comprendono rifiuto del paziente, sepsi, allergie agli anestetici, ipertensione intracranica e condizioni neurologiche o cardiache specifiche.
Comprendono l’anestesia epidurale, subaracnoidea e caudale. Per parlare di questo tipo di anestesie è necessario ricordare alcuni concetti fondamentali di anatomia, avendo ben presente come è atto lo spazio epidurale e cosa c’è dentro: lo spazio epidurale è uno spazio virtuale al cui interno si trovano tessuto adiposo e vasi sanguigni.
Il tessuto adiposo influisce sulla disponibilità dell’anestetico locale (soprattutto di quelli più lipofili).
Vengono utilizzati appositi aghi detti “a punta di matita”, in grado di aprire le fibre meningee senza lesionarle. Possibili complicanze di questa tecnica sono:
-
- cefalea: tipicamente fronto-occipitale, aumenta nel paziente in posizione prona e diminuisce nel paziente in posizione supina; inoltre, colpisce prevalentemente pazienti femmine giovani. Puo essere prevenuta usando aghi “a punta di matita”;
- Ritenzione urinaria;
- Dolore alla schiena;
- Danno neurologico.
Le differenze fondamentali sono date dalla rapidità di comparsa dell’anestesia (2-5 minuti con la subaracnoidea, 15-20 minuti con l’epidurale) e la quantità di anestetico locale necessario (nell’epidurale la concentrazione dev’essere 10 volte maggiore, con maggior rischio di tossicità).
Effetti fisiologici del blocco neuroassiale
Gli effetti avversi più temibili nell’immediato sono quelli cardiovascolari.
Gli effetti benefici più importanti nel post-operatorio, per esempio nella chirurgia addominale, sono quelli a carico del flusso splancnico e della ripresa della peristalsi.
Altro fattore da tener sempre presente è l’impatto che queste procedure presentano nei confronti delle efferenze del sistema nervoso simpatico: l’anestetico blocca primariamente le fibre B scarsamente mielinizzate che veicolano le efferenze simpatiche stesse e questo si traduce innanzitutto in ipotensione variabile (a seconda del livello del blocco) fino a T5-6, oltre le quali possono essere bloccate pure le fibre del simpatico cardiaco, con conseguente ipotensione associata a bradicardia.
Controindicazioni ai blocchi neuroassiali
-
- Paziente che si rifiuta;
- Paziente settico (rischio di disseminare l’infezione a livello meningeo o nervoso in generale);
- Allergia agli anestetici;
- Incapacità di mantenere una posizione fissa: il paziente deve stare assolutamente fermo durante la procedura;
- Pazienti in cui è presente ipertensione intracranica (importante nelle pazienti ostetriche con gestosi, in cui anche per il taglio cesareo può essere impossibile effettuare l’anestesia loco regionale in quanto la deliquorazione conseguente potrebbe avere effetti importanti come l’impegno tonsillare).
- Neurologiche (es. mielopatie, neuropatia periferica, sclerosi multipla, stenosi spinale, eccetera);
- Cardiache (es. stenosi aortica, ipovolemia, in quanto la vasodilatazione potrebbe dare un’ipotensione difficilmente controllabile);
- Ematologiche (profilassi antitrombotica, uso di anticoagulanti, coagulopatie come la cirrosi); anticoagulanti e antiaggreganti che non siano Aspirina sono di fatto controindicazioni assolute per il rischio di formazione di ematomi nello spazio epidurale come conseguenza della puntura, e quindi di effetti devastanti come la paraplegia;
- Infezioni.