Concetti Chiave
- Paolo III, incoraggiato dal cardinale Carafa, rinforzò il Tribunale dell'Inquisizione per combattere l'eresia e la stregoneria, creando strumenti di repressione per mantenere la cattolicità.
- Giordano Bruno e Tommaso Campanella si opposero alla controriforma, criticando la superstizione e proponendo un dialogo con i protestanti per riformare la Chiesa.
- I gesuiti, fondati da Ignazio di Loyola, si dedicarono alla diffusione del Vangelo e alla formazione dei giovani, sostenendo l'autorità papale e intraprendendo missioni oltremare.
- Durante il 600, i gesuiti divennero influenti come confessori dei re e diplomatici, contribuendo all'educazione e alla costruzione di chiese magnifiche per attrarre anche il popolo analfabeta.
- L'opera di evangelizzazione dei gesuiti in Asia, guidata da Francesco Saverio e Matteo Ricci, incontrò inizialmente un'accoglienza positiva, ma fu successivamente rifiutata dalle autorità locali temendo tentativi di colonizzazione.
Riaffermazione dei dogmi e repressione
Alla riaffermazione dei dogmi e alla riforma interna disciplinare si accompagnò un’azione repressiva. Paolo III, su incitamento del cardinale Carafa, futuro Paolo IV, diede vigore al Tribunale dell’Inquisizione per la lotta contro l’eresia e la stregoneria. In quegli anni, infatti, riscuoteva successo l’Inquisizione spagnola che dipendeva direttamente dalla Corona. Il papa pose il tribunale sotto la direzione della Congregazione del Santo Uffizio che volle essere strumento di repressione rispetto alle eresie e di recupero della cattolicità nei territori ancora non completamente sostenitori della riforma. Paolo IV riorganizzò la censura della stampa e fissò i criteri per la compilazione di un Indice di libri proibiti, stilato nel 1559.
Opposizione alla controriforma
Allo spirito repressivo della controriforma si opposero alcune personalità come Giordano Bruno, frate domenicano che contrastava gli aspetti della religione cattolica frutto della superstizione e sosteneva una ripresa del dialogo con i protestanti, Tommaso Campanella, anch’esso frate domenicano, che elaborò l’utopia di una società governata da una monarchia universale che avrebbe rinnovato la Chiesa. In Calabria questi si pose a capo di una congiura per abbattere il dominio spagnolo e realizzare il suo ideale di società che però fallì. Infine Paolo Sarpi discusse dei rapporti tra Chiesa e Stato in seguito ad uno scontro fra la Santa Sede e la Repubblica di Venezia riguardo all’arresto da parte del governo veneziano di due preti, non consentito dal principio valido secondo cui la Chiesa godeva di autonomia giuridica rispetto allo Stato.
Sviluppo degli ordini religiosi
Si svilupparono ordini religiosi che mirarono a far crescere all’interno della Chiesa una maggiore sensibilità verso la solidarietà sociale, che si spesero per aiutare gli uomini nella sofferenza. Dettero alla chiesa quella capacità di recuperare la propria missione, attuando un processo di moralizzazione. Il più importante è quello dei gesuiti, fondato nel 1534 da Ignazio di Loyola, un ufficiale spagnolo che dopo essere stato ferito in un assedio entrò in crisi mistica e pensò che sarebbe dovuto diventare difensore della fede con la parola e non più nei campi di battaglia. Egli doveva cercare di diffondere il Vangelo a quei popoli ancora pagani e riteneva la Compagnia di Gesù come un subordine a difendere l’autorità del papa con la predicazione e la formazione dei giovani, in particolare nobili, e del popolo. Era un ordine che si legava direttamente all’autorità del papa e del proprio generale. Attività missionarie furono compiute anche oltremare da Francesco Saverio in India e Giappone e da Matteo Ricci in Cina, in cui l’opera di evangelizzazione fu vista bene in un primo momento e poi rifiutata dalle autorità che vi vedevano un tentativo di colonizzare i territori ed erano preoccupate di difendere le tradizioni. I gesuiti trovarono la vocazione nel dedicarsi alla formazione dei giovani, dei nobili e dei regnanti.
Missioni e influenza dei gesuiti
Furono nel 600 l’ordine più vicino al potere come confessori dei re e eminenze di palazzo. Svolgevano inoltre attività diplomatiche nelle corti ancora fedeli al papa. Essi si dedicarono alla formazione dei giovani istituendo collegi. Per diventare insegnanti fu istituito un corso di studi di undici anni. I gesuiti erano molto blandi nelle penitenze e disponibili al perdono. Andavano così incontro al desiderio della società, sottoposta alla loro educazione attraverso l’ampliamento del culto delle immagini, che anche il popolo analfabeta poteva svolgere e attraverso la pratica di liturgie fastose che davano il senso di appartenere ad un culto ricco. Fecero perciò costruire chiese che dessero questo senso di magnificenza. In generale quindi contribuirono a realizzare un'opera di disciplina sociale sia per l’alta società che per il popolo analfabeta, essendo presenti nella vita delle persone.
Domande da interrogazione
- Quale ruolo ebbe Paolo III nella lotta contro l'eresia?
- Chi furono i principali oppositori della controriforma e quali idee sostennero?
- Qual è l'importanza dei gesuiti nella Chiesa durante la controriforma?
- Come si svilupparono le missioni gesuitiche oltremare?
- In che modo i gesuiti influenzarono la società del 600?
Paolo III, su incitamento del cardinale Carafa, rafforzò il Tribunale dell’Inquisizione per combattere l'eresia e la stregoneria, ponendo il tribunale sotto la direzione della Congregazione del Santo Uffizio per recuperare la cattolicità nei territori non completamente riformati.
Giordano Bruno e Tommaso Campanella si opposero alla controriforma; Bruno criticava la superstizione nella religione cattolica e promuoveva il dialogo con i protestanti, mentre Campanella immaginava una società governata da una monarchia universale per rinnovare la Chiesa.
Fondati da Ignazio di Loyola, i gesuiti si dedicarono alla diffusione del Vangelo e alla formazione dei giovani, legandosi direttamente all'autorità del papa e contribuendo a un processo di moralizzazione e solidarietà sociale all'interno della Chiesa.
I gesuiti, come Francesco Saverio e Matteo Ricci, intrapresero missioni in India, Giappone e Cina, inizialmente accolti bene, ma successivamente rifiutati dalle autorità locali che temevano tentativi di colonizzazione e difendevano le tradizioni.
I gesuiti divennero confessori dei re e svolsero attività diplomatiche, dedicandosi alla formazione dei giovani e istituendo collegi, contribuendo così a un'opera di disciplina sociale e a un culto ricco e accessibile anche al popolo analfabeta.