Concetti Chiave
- Nel 1945, il governo di Alcide De Gasperi mirò a stabilizzare l'Italia attraverso la collaborazione tra partiti antifascisti e la normalizzazione dell'amministrazione statale.
- Il referendum del 1946 portò alla proclamazione della Repubblica e all'adozione della nuova Costituzione, che stabilì un sistema parlamentare con Camera dei deputati e Senato.
- Le tensioni tra la Democrazia Cristiana e le sinistre emersero rapidamente, specialmente per le politiche economiche di De Gasperi, culminando nelle elezioni del 1948.
- La riforma agraria promossa da De Gasperi distribuì oltre 700.000 ettari di terra nel Meridione e creò la Cassa del Mezzogiorno per sviluppare infrastrutture nel Sud.
- L'idea di un'Europa unita, sostenuta da De Gasperi e altri leader, portò alla creazione della CECA e della CEE, avviando il processo di integrazione economica in Europa.
Indice
Il governo di Alcide De Gasperi
Nel 1945 si instaurò in Italia il governo di coalizione di Alcide De Gasperi, il cui scopo era riportare la stabilità nel Paese attraverso la cooperazione dei partiti antifascisti. In primo luogo fu necessario normalizzare l’amministrazione dello Stato, poiché molte province erano ancora controllate dai partigiani che le avevano liberate.
Qual è il significato del referendum del 1946 e della nuova costituzione?
Nel 1946 si tennero le elezioni amministrative, che sancirono la maggioranza della Democrazia cristiana e il tracollo del Partito liberale. Nello stesso anno il re Vittorio Emanuele III abdicò in favore del figlio Umberto II. Il 2 giugno 1946 si tennero un referendum istituzionale (monarchia o repubblica) e le elezioni di un’Assemblea costituente, le prime a suffragio universale. L’esito del referendum fu molto incerto, ma comunque a vantaggio dei repubblicani. Nella Costituente prevalsero, ancora, i democristiani e le sinistre, che occuparono, insieme, la maggioranza dei seggi. La nuova Costituzione entrò in vigore all’inizio del 1947 e fece dell’Italia una Repubblica parlamentare divisa in due organi legislativi: la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica.
Il periodo del centrismo e le tensioni politiche
Il rapporto collaborativo tra le sinistre e la Democrazia Cristiana degenerò rapidamente, una volta istituita la Repubblica ed approvata la Costituzione. La ragione dei primi contrasti fu la politica economica del governo De Gasperi, apertamente filoamericano, che mirò alla ricostruzione e alla ripresa delle produzioni, mentre la disoccupazione era elevata ed i salari dei lavoratori scarsi. Questo clima di scontro accompagnò le elezioni politiche del 1948: la DC e il fronte popolare si affrontarono senza esclusione di colpi, accusandosi a vicenda. La posizione ambigua dei partiti di sinistra, il timore del comunismo e i buoni risultati del governo De Gasperi assicurarono ai democristiani una vittoria schiacciante. Ebbe inizio, così, il periodo del centrismo, che sarebbe durato fino agli anni Sessanta.
Le elezioni politiche portarono alla spaccatura della CGIL, il sindacato unito, nelle componenti cattolica e socialista: la Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) e l’Unione Italiana del Lavoro (UIL). In seguito, non mancarono i contrasti tra il nuovo esecutivo De Gasperi e le sinistre, specialmente quando uno studente attentò alla vita di Togliatti, segretario del PCI. L’episodio rischiò di scatenare una guerra civile, ma rientrò grazie all’intervento mitigatore dello stesso Togliatti.
Nel cosiddetto periodo del centrismo il governo italiano aderì al Piano Marshall, promosso dagli Stati Uniti con il nome di ERP (European Recovery Project) e si impegnò nelle politiche sociali: l’esecutivo, rappresentando una forza interclassista, doveva elaborare un programma di sviluppo che tutelasse tanto la libera iniziativa imprenditoriale quanto i lavoratori:
La riforma agraria e la cassa del Mezzogiorno
De Gasperi varò la riforma agraria, con la quale distribuì oltre 700.000 ettari di terra non coltivata, sottraendola alle grandi proprietà o giocando sui criteri dell’esproprio. La riforma non fu un progetto organico, ma una serie di provvedimenti localizzati sulla base delle diverse circostanze del territorio. In particolare fu plasmata sulle esigenze pressanti del Meridione, dove le condizioni di vita erano ardue e l’instabilità elevata. De Gasperi dovette istituire enti deputati all’intervento dello Stato nell’economia, poiché il processo di riforma comportò l’aumento del costo della terra ed escluse diversi agricoltori. Nacque la Cassa del Mezzogiorno, che gestiva i finanziamenti pubblici per lo sviluppo di infrastrutture nel Sud e la tassazione fu proporzionata al reddito pro capite dei cittadini.
Nonostante i provvedimenti presi il disagio sociale dei ceti meno abbienti crebbe e il governo democristiano perse consensi. Nel 1953 De Gasperi si ritirò dalla scena politica. Seguirono governi democristiani di breve durata, mentre si allontanarono via via le posizioni delle sinistre: PCI e PSI non concordarono sull’esposto di Kruscëv al XX Congresso del PCUS, né sull’intervento sovietico in Ungheria; il fronte socialista si avvicinò, così, alle forze centriste.
Il boom economico e le sue conseguenze
Tra il 1958 e il 1963 si verificò in Italia il cosiddetto boom economico. Furono anni di particolare benessere , nei quali lo sviluppo economico e produttivo del Paese registrò un’impennata sorprendente. Negli anni del boom il tenore di vita complessivo migliorò sensibilmente e l’Italia si trasformò da un paese prevalentemente agrario ad una società industriale. Gli sviluppi più importanti e immediati si ebbero nel cosiddetto triangolo industriale, formato da Milano, Torino e Genova. In quest’area le novità industriali furono tali da accentuare gli scompensi tra campagna e città, e per esteso il divario, già ampio, tra Settentrione e Italia meridionale. Molti emigrarono dal Sud in cerca di lavoro e di condizioni di vita migliori: nelle regioni meridionali venne a mancare la manodopera e la situazione economica si aggravò ulteriormente.
L'idea di un'Europa unita
L’idea di un’Europa unita fu avanzata per la prima volta da un gruppo italiano di intellettuali antifascisti e fu ripresa nel Dopoguerra. Su iniziativa di Gran Bretagna e Francia nacque, nel 1949, il Consiglio d’Europa, composto da un Comitato dei ministri e da un’Assemblea consultiva dai poteri alquanto ridotti. Nel 1950 fu firmata a Roma la prima Convenzione europea per i diritti dell’uomo, che conteneva pronunciamenti ancora sommari.
Fu il premer francese Robert Schumann a sollevare l’idea di una vera e propria federazione europea, che fu accolta in primo luogo dall’italiano De Gasperi e dal tedesco Adenauer. Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Italia, Francia e Germania federale diedero vita alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) al fine di coordinare le attività di ripresa economica con i paesi amici. Gli stessi stati sottoscrissero nel 1957 il trattato di Roma, con il quale ebbe vita la Comunità Economica Europea (CEE), il primo, vero tentativo di abbattere le frontiere nel Vecchio continente. La Comunità Europea soffrì inizialmente della sua natura prettamente economica e fu a lungo alla ricerca di un ruolo preciso a livello continentale e internazionale. Col passare del tempo assunse un’importanza sempre maggiore nelle questioni politiche globali.
Domande da interrogazione
- Quali furono gli obiettivi principali del governo di Alcide De Gasperi nel 1945?
- Qual è stato l'esito del referendum del 1946 e quale impatto ha avuto sulla Costituzione italiana?
- Come si è evoluto il rapporto tra la Democrazia Cristiana e le sinistre dopo l'istituzione della Repubblica?
- Quali misure furono adottate da De Gasperi per affrontare le difficoltà economiche del Meridione?
- Qual è stata l'importanza dell'idea di un'Europa unita nel contesto del dopoguerra?
Il governo di Alcide De Gasperi mirava a riportare stabilità in Italia attraverso la cooperazione dei partiti antifascisti e la normalizzazione dell’amministrazione dello Stato, ancora influenzata dai partigiani.
Il referendum del 1946 ha visto prevalere i repubblicani, portando all'approvazione di una nuova Costituzione che ha istituito l'Italia come Repubblica parlamentare, con una chiara maggioranza di democristiani e sinistre nell'Assemblea costituente.
Dopo l'istituzione della Repubblica, il rapporto tra la Democrazia Cristiana e le sinistre si deteriorò rapidamente a causa di divergenze sulla politica economica, culminando in tensioni politiche e nella vittoria schiacciante della DC nelle elezioni del 1948.
De Gasperi attuò una riforma agraria che distribuì terre non coltivate e istituì la Cassa del Mezzogiorno per gestire i finanziamenti pubblici, cercando di migliorare le condizioni di vita nel Sud, nonostante il disagio sociale persistente.
L'idea di un'Europa unita, sostenuta da De Gasperi e altri leader, portò alla creazione della CECA e della CEE, segnando i primi passi verso l'integrazione economica e politica in Europa, con l'obiettivo di superare le divisioni nazionali.