Concetti Chiave
- Il papiro, materiale scrittorio fondamentale, deriva dalla pianta omonima, il cui nome proviene dalla città fenicia di Byblo.
- La lavorazione del papiro comporta la creazione di strisce sottili che, sovrapposte e essiccate, formano fogli compatti senza l'uso di colle.
- I rotoli di papiro, formati da fogli tagliati, presentano due lati: il recto, con fibre orizzontali, e il verso, con fibre verticali.
- La scrittura si distribuisce sul recto in colonne parallele, mentre il verso veniva usato per appunti e note, a causa dell'alto costo del materiale.
- La lettura dei rotoli avveniva srotolando da sinistra verso destra, con la possibilità di riavvolgere mentre si leggeva, rendendo complessa la conservazione dei testi.
Origine e lavorazione del papiro
Il materiale scrittorio per eccellenza fu il papiro, che i greci conobbero attraverso i fenici. Dal nome della città fenicia di Byblo, infatti, proviene il termine con il quale veniva indicata la pianta e, per estensione, il materiale che se ne ricavava. La lavorazione della pianta di papiro, liberata dalla corteccia esterna, consisteva nel ridurre in liste sottili , nel senso della lunghezza,la sostanza interna al fusto. Le strisce così ottenute venivano accostate l’una all’altra sino a formare uno strato cui ne veniva sovrapposto un altro analogo in senso trasversale : i due strati , essiccati al sole aderivano tra loro senza bisogno di colle e, una volta levigati, formavano un foglio compatto di papiro.
Caratteristiche e utilizzo del rotolo
I singoli fogli venivano tagliati nella misura desiderata in modo da formare un rotolo che si avvolgeva attorno a un bastoncino d’osso o di legno si chiama recto la parte interna del rotolo, con le fibre disposte in senso orizzontale, mentre il verso è la parte esterna, quella in cui le fibre sono in senso verticale.
La scrittura veniva distribuita sul recto da sinistra a destra e dall’alto in basso in colonne parallele via via sui singoli fogli. L’alto costo del papiro e la conseguente necessita di non sprecarne facevano si che si scrivesse anche sul verso, riportandovi per lo più appunti e note personali. La lettura avveniva srotolando da sinistra verso destra e nel contempo riavvolgendo quanto srotolato e letto. La lunghezza del rotolo era variabile e poteva dipendere dalla mole dello scritto: molte opere, particolarmente lunghe, richiedevano più rotoli e questo può spiegare la perdita di intere parti di testi dell’antichità classica.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del papiro e come veniva lavorato?
- Come era strutturato un rotolo di papiro e come veniva utilizzato?
- Quali erano le modalità di lettura e le implicazioni della lunghezza dei rotoli?
Il papiro, materiale scrittorio per eccellenza, fu conosciuto dai greci attraverso i fenici e il suo nome deriva dalla città fenicia di Byblo. La lavorazione consisteva nel ridurre la sostanza interna del fusto in liste sottili, che venivano sovrapposte e essiccate al sole per formare fogli compatti.
Un rotolo di papiro era formato da singoli fogli tagliati e avvolti attorno a un bastoncino. La parte interna, chiamata recto, aveva le fibre disposte orizzontalmente, mentre il verso presentava le fibre verticali. La scrittura avveniva sul recto e, per non sprecare materiale, si scriveva anche sul verso.
La lettura avveniva srotolando il rotolo da sinistra verso destra, riavvolgendo nel contempo quanto già letto. La lunghezza del rotolo variava a seconda della mole dello scritto, e opere lunghe richiedevano più rotoli, il che spiega la perdita di parti di testi dell'antichità classica.