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Le monete fenice

Presso i popoli antichi il commercio, come abbiamo visto, avveniva con il baratto o scambiando pietre grezze d’argento e altri minerali preziosi. Poi, per facilitare i commerci, nel mondo mediterraneo furono introdotte le prime monete. Erano irregolari dischi d’oro e d’argento che recavano una immagine-simbolo della città che le dava in pagamento. Una scrittura semplice: Scritture complesse come la cuneiforme e la geroglifica, “arte” di pochi scribi, non erano certo adatte a essere utilizzate da commercianti e marinai di popoli diversi. Furono ancora i Fenici che divulgarono un nuovo modo di scrivere: non più tanti segni-disegni, ma pochi segni-lettere corrispondenti ai suoni emessi nel parlare: è questa la scrittura fonetica (dal geco phone: “parola, voce”), che si diffuse in tutto il mondo mediterraneo. L’alfabeto fenicio era formato da 22 segni, contro le centinaia della scrittura cuneiforme e geroglifica, e non aveva vocali; queste furono aggiunte più tardi dai Greci. Scrivere diventò abbastanza facile e molti popoli adottarono poi la scrittura fonetica, che usiamo anche noi oggi. Il Dio del mare: Tutti i popoli mediterranei adoravano il dio del mare, che credevano avesse il potere di scatenare le tempeste. Ogni popolo chiamava questo dio in modo diverso: Baal i Fenici, Poseidone i Greci; tutti però lo pregavano prima di iniziare un viaggio con una nave, perché donasse loro un mare calmo e li proteggesse dai pirati! In quei tempi infatti era del tutto normale attaccare le navi di altri popoli, rubarne il carico e poi affondarle. Stele del dio Baal.
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