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Concetti Chiave

  • L'arte medievale in Italia è dominata dallo stile bizantino, con un forte legame culturale tra Venezia, Ravenna e Bisanzio.
  • Lo stile bizantino si distingue per sfondi dorati, mancanza di realismo e una regressione verso una dimensione arcaica nelle rappresentazioni artistiche.
  • Opere come il Crocifisso di Giunta Pisano e La maestà di Santa Trinità di Cimabue evidenziano l'inamovibilità e la frontalità tipica dello stile bizantino.
  • Cavallini e Turriti, pur mantenendo elementi bizantini, introducono reminiscenze della classicità nei loro lavori, influenzando anche Giotto.
  • Il Giudizio Universale di Cavallini segna una transizione, allontanandosi dal cielo dorato bizantino e presentando un Cristo con anatomia più definita.

Influenza bizantina nell'arte medievale

Per quasi l’intera totalità del periodo medievale l'Italia è dominata dallo stile filo bizantino, a parte Roma e altre poche zone. Si crea nel periodo tardo antico un ponte stilistico tra la capitale dell’Impero Romano d’Occidente (Ravenna) e la capitale dell’Impero Romano d’Oriente (Costantinopoli), infatti, tutta quest'arte bizantina prospera grazie a un triangolo culturale compreso tra Venezia-Ravenna-Bisanzio, anche se rimarranno poi solo Venezia e Bisanzio dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente.

Caratteristiche dello stile bizantino

E' uno stile caratterizzato da grandi sfondi dorati, che negano la presenza del cielo e che fanno capire come ci si trovi in una dimensione irrealistica. Altra caratteristica dello stile bizantino è la regressione a una dimensione arcaica e la sua persistenza: non si usa la scientificità anatomica, il dinamismo, il realismo e l'espressività.

L'arte bizantina è arricchita di ogni elemento decorativo, le rappresentazioni sono fastose, le figure umane sono tipizzate, ripetute per un processo involutivo. L'unico elemento tardo arcaico che rimane è la tutela nella proporzione dei corpi.

La cultura italiana è quindi intrisa di bizantinismo, anche se un pò meno sovrabbondante, fino al 1300. In questo contesto si sono analizzate alcune opere che rendono l’idea della situazione della pittura nell’Italia del 1200.

Opere rappresentative del 1200

Il Crocifisso di Giunta Pisano e La maestà di Santa Trinità di Cimabue sono opere tipiche della pittura su tavola medievale, a quel tempo considerate di grande spessore e unicità. L'aspetto è bizantino, (vasto uso degli ori e vasta decorazione circostante) c’è l'inamovibilità dei corpi, la frontalità. I corpi non sono dinamici e scientifici, ma sono ripetuti.

Analisi del Crocifisso di Giunta Pisano

Nella prima opera siamo di fronte a un Cristo in croce tipico dell'arte bizantina, modello ancora invalso nella cultura figurativa del tempo. Giunta Pisano insiste su queste posizioni, non c'è conoscenza delle proporzioni e dell'anatomia, si trova la figura prototipica del Cristo dell'iconografia di questo periodo. Il Cristo ha un abbandono addominale, si incurva e in questo caso si tratta di Christus patiens (sofferente) con la testa inclinata e dolente nelle linee fisiognomiche. Talora troveremo anche il Christus triumphant, in cui la testa si leva a fronteggiare lo spettatore. Il colore dominante è l'oro, colore che permea tutta la pittura bizantina. C'è un'assenza di dinamismo, della ieraticità dei volti, assenza di scientificità.

Elementi di La maestà di Santa Trinità

Se si osserva La maestà di Santa Trinità di Cimabue, è evidente un elemento tipico della pittura su pala: il frontalismo (il ritratto si presenta di fronte a noi). Attorno c'è una condizione statica di simmetrie (angeli a destra e a sinistra, alcuni a coppie). La vergine è seduta su un trono che ha foggia architettonica, rappresenta la chiesa romana (Maria sovrintende l'attività della Chiesa di Roma).

C'è una forte geometria che irrigidisce il dipinto, solo gli occhi possono essere considerati moderni, perché più vivi e probabilmente ciò è forse dovuto alle spinte che Giotto ha esercitato sul suo maestro.

Contributo di Cavallini e Turriti

Cavallini e Turriti sono in misura minore depositari della classicità a Roma. E' probabilmente con loro che Giotto si confronta nel periodo trascorso a Roma, prima di avere l'incarico ad Assisi. Sono in una posizione intermedia tra remote conoscenze della classicità, dato che operano a Roma, e l’inevitabile adozione dei modelli bizantini, soprattutto per quanto riguarda il mosaico col cielo dorato. Vivevano e avevano sopravvissuto all'influenza del bizantinismo. Avevano forti componenti bizantine, ma contemporaneamente mantenevano un occhio alla classicità (reminiscenza classica).

Giudizio Universale di Cavallini

Nel Giudizio Universale di Cavallini non c'è più il cielo dorato. Le schiere angeliche sono simmetriche. Il Cristo allunga la mano destra stigmatizzata e sembra lanciare uno sguardo verso il futuro, ha un'anatomia lievemente più costruita del Cristo di Cimabue. Nel mosaico di Cavallini dell'Annunciazione, la vergine è assisa in un trono architettonico e non in una sedia, la sua testa sembra rinchiusa dentro l'abside della Chiesa di Roma.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'influenza principale dell'arte bizantina nell'Italia medievale?
  2. L'arte bizantina ha dominato l'Italia medievale, creando un ponte stilistico tra Ravenna e Costantinopoli, con un triangolo culturale che includeva Venezia, Ravenna e Bisanzio, anche dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente.

  3. Quali sono le caratteristiche distintive dello stile bizantino?
  4. Lo stile bizantino è caratterizzato da sfondi dorati, una regressione a dimensioni arcaiche, e una mancanza di realismo e dinamismo, con figure umane tipizzate e ripetute, mantenendo solo una certa proporzione nei corpi.

  5. Quali opere rappresentative del 1200 riflettono l'arte bizantina?
  6. Il Crocifisso di Giunta Pisano e La maestà di Santa Trinità di Cimabue sono opere emblematiche, presentando un aspetto bizantino con uso di oro, frontalità e mancanza di dinamismo nei corpi.

  7. In che modo il Giudizio Universale di Cavallini si differenzia dalle opere precedenti?
  8. Nel Giudizio Universale di Cavallini, non c'è più il cielo dorato e il Cristo presenta un'anatomia più costruita, segnalando un'evoluzione rispetto alle rappresentazioni bizantine precedenti.

  9. Qual è il contributo di Cavallini e Turriti all'arte medievale?
  10. Cavallini e Turriti rappresentano una transizione tra l'influenza bizantina e la classicità, mantenendo elementi bizantini ma anche mostrando reminiscenze classiche, influenzando artisti come Giotto.

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