Concetti Chiave
- La caduta dell'Impero romano d'Occidente avvenne circa 500 anni dopo la nascita di Cristo, mentre l'Impero romano d'Oriente continuava a prosperare.
- Giustiniano, salito al trono nel VI secolo, avviò un vasto programma di opere pubbliche e religiose, coinvolgendo anche l'esarcato di Ravenna.
- L'arte ravennate-bizantina si distingue per la sua bidimensionalità e frontalità, riflettendo il potere dell'Imperatore e l'uguaglianza di fronte a Dio.
- I mosaici bizantini di Ravenna, caratterizzati da superfici brillanti e figure appiattite, creano un'atmosfera di atemporalità e spiritualità.
- Monumenti bizantini a Ravenna, tra cui la Chiesa di San Vitale, conservano forme originali e sono decorati con mosaici che rappresentano simboli celesti e figure imperiali.
La caduta dell'Impero romano d'Occidente
Circa 500 anni dopo la nascita di Cristo, la maggior parte dell’Impero romano d’Occidente era ormai caduto sotto il dominio dei popoli barbari Invece, l’’Impero romano d’Oriente riusciva ancora a resistere e Costantinopoli, la città che un tempo si chiamava Bisanzio. Essa aveva conservato la propria potenza ed era governata da un sovrano col potere assoluto. Anche la penisola italiana era per circa i tre quarti sotto il dominio dell’imperatore d’Oriente.
Giustiniano e il suo programma di opere
Nel VI secolo, il trono passò a Giustiniano il quale previde la realizzazione di un enorme programma di opere pubbliche, religiose ed artistiche. L’esarcato di Ravenna, essendo sotto il dominio bizantino, fu coinvolto in tale progetto che avrebbero dovuto celebrare sia la grandezza imperiale che quella della religione cristiana.
L'arte ravennate-bizantina e la sua unicità
Nelle opere ravennati-bizantine si nota uno spirito nuovo che non aveva più alcun rapporto con l’arte romana. Infatti, poiché il potere politico e religioso era concentrato nelle mani di una sola persona, cioè l’Imperatore, la sua immagine veniva riprodotta in tutte le chiese, accanto all’altare, con la tecnica del mosaico.
La rappresentazione dell'Imperatore e della religione
Tale modalità di rappresentazione dava brillantezza alle superfici decorate, costituiva un elemento cromatico eccellente, ma non consentiva di modellare gli spazi ed i corpi; infatti, questi ultimi sono appiattiti contro un fondo d’oro e le figure, nella loro lucentezza è come se fossero collocati al di fuori di ogni spazio e di ogni tempo. I Santi e gli angeli sono frontali e bidimensionali, simili tutti fra di loro.
La loro frontalità accentua la posa ieratica di chi vive in una dimensione ultraterrena; la bidimensionalità, invece, esprime la similitudine negli atteggiamenti che corrisponde al concetto dell’uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio. Non esiste alcuna prospettiva; infatti, i piedi si sovrappongono; i personaggi guardano tutti nella stessa direzione, di solito verso l’osservatore, e gli occhi dilatati hanno lo scopo di incutere un rispetto misto a timore. Pertanto, l’Imperatore Giustiniano e la moglie Teodora si presentavano così ai loro sudditi: circondati da tanto splendore sia nell’abbigliamento che nei gioielli. La scultura come veniva intesa a Roma era molto rara e veniva sostituita da raffinati intagli nel legno, nel marmo o nell’avorio.
Monumenti bizantini a Ravenna
A Ravenna, si trovano gli unici monumenti bizantini conservati nelle loro forme originali e fra di essi il più importante è la Chiesa di San Vitale. All’interno di questo edificio vi una grande ricchezza di luce e di colori; le pareti sono decorate di mosaici che, su fondo dorato, rappresentano i simboli delle gerarchie celesti. In una cappella, interamente rivestita di marmi policromi, si può ammirare un mosaico che rappresenta Giustiniano con il suo seguito. Da segnalare anche le colonne il cui capitello è interamente traforato e sormontato da un tronco di cono rovesciato, anch’esso scolpito che serve a dare più slancio agli archi che sostiene. Sempre a Ravenna troviamo la basilica di Sant’Apollinare in classe, di Sant’Apollinare Nuovo, il Battistero degli Ortodossi e il Mausoleo di Galla Placidia.
Domande da interrogazione
- Quali erano le condizioni dell'Impero romano d'Occidente nel VI secolo?
- Quale programma di opere pubbliche fu realizzato da Giustiniano?
- In che modo l'arte ravennate-bizantina si differenzia dall'arte romana?
- Qual è il significato della frontalità e bidimensionalità nelle rappresentazioni artistiche bizantine?
- Quali sono alcuni dei monumenti bizantini conservati a Ravenna?
Nel VI secolo, la maggior parte dell'Impero romano d'Occidente era caduta sotto il dominio dei popoli barbari, mentre l'Impero romano d'Oriente, governato da un sovrano assoluto, continuava a resistere, con gran parte della penisola italiana sotto il suo controllo.
Giustiniano, salito al trono nel VI secolo, avviò un vasto programma di opere pubbliche, religiose e artistiche, coinvolgendo anche l'esarcato di Ravenna per celebrare la grandezza imperiale e quella della religione cristiana.
L'arte ravennate-bizantina si distingue per un nuovo spirito che non ha più legami con l'arte romana, caratterizzata dalla rappresentazione bidimensionale e frontale dell'Imperatore e dei santi, appiattiti contro un fondo d'oro, senza prospettiva.
La frontalità e la bidimensionalità nelle opere bizantine accentuano la posa ieratica e l'uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio, con figure che guardano verso l'osservatore e occhi dilatati per incutere rispetto e timore.
A Ravenna si trovano importanti monumenti bizantini, tra cui la Chiesa di San Vitale, la basilica di Sant’Apollinare in classe, Sant’Apollinare Nuovo, il Battistero degli Ortodossi e il Mausoleo di Galla Placidia, tutti caratterizzati da mosaici e decorazioni uniche.