Concetti Chiave
- Micene, una civiltà dell'antico mondo, è legata ai poemi omerici e alla figura di Agamennone, protagonista dell'Iliade e dell'Odissea.
- Heinrich Schliemann ha scoperto Micene e altre fortezze attraverso spedizioni archeologiche nel XIX secolo, cercando di dimostrare l'attendibilità storica dei poemi.
- La civiltà micenea si sviluppò in tre periodi distinti: Miceneo antico, medio e tardo, con una fioritura particolare nel XIV secolo a.C.
- Le tombe a tholos, tipiche del periodo miceneo medio e tardo, presentano una struttura circolare unica, come la famosa Tomba di Agamennone.
- Micene è caratterizzata da imponenti mura ciclopiche e dalla monumentale Porta dei Leoni, simboli della forza e dell'aggressività della civiltà micenea.
In questo appunto si descrivono i Micenei. Il fascino dell’antico mondo descritto nei poemi omerici, in effetti, fu il motore da cui scaturirono alcune delle scoperte archeologiche più sensazionali della storia, inclusa quella di Micene. Appassionato delle saghe omeriche e determinato a dimostrarne l’attendibilità storica, l’archeologo tedesco Heinrich Schliemann (1822-1890) condusse infatti, verso la fine dell’Ottocento, numerose spedizioni che portarono alla scoperta e allo scavo dell’antica Troia sulla collina di Hisarlik, a breve distanza dallo stretto dei Dardanelli, e delle due fortezze di Micene e Tirinto nel Peloponneso.
Micene: mappa e cronologia della civiltà micenea
La città di Micene era situata in una posizione strategica nel Peloponneso occidentale e, più precisamente, nella regione dell’Argolide, su un colle a pochi chilometri dal mare e a breve distanza dalla città di Tirinto, più vicina alla costa. Il sito sembra essere stato abitato già agli inizi del II millennio a.C., sebbene la sua vera fioritura vada posta intorno al XVIII secolo a.C., per raggiungere il massimo splendore verso la metà del XIV secolo a.C., quando furono erette le mura ciclopiche tutt’oggi visibili intorno all’abitato. Nel punto più basso della fortezza si apriva la maestosa Porta dei Leoni, che immetteva nel viale diretto al palazzo, sito nell’area più alta e protetta dell’insediamento.Nell’epica omerica, Micene era la patria del comandante della spedizione greca contro Troia, Agamennone, e del fratello Menelao, il re di Sparta abbandonato dalla sua sposa Elena. Proprio nel mondo miceneo sono ambientate, infatti, l'Iliade e l’Odissea.
La storia della civiltà micenea viene generalmente suddivisa in tre periodi:
- Miceneo antico (1600 – 1500 a.C.);
- Miceneo medio (1500 – 1400 a.C.);
- Miceneo tardo (1400 – 1100 a.C.).
Il Miceneo antico: la maschera di Agamennone
La civiltà micenea venne fortemente influenzata da un’altra grande civiltà del mar Egeo, i minoici, ovvero gli abitanti della vicina isola di Creta, che prendono il nome dal loro re più noto, Minosse. Minosse fu anche colui che fece costruire un palazzo unico nel suo genere, il famoso edificio labirinto, progettato per impedire l’uscita a chiunque vi fosse entrato senza permesso. Fu progettato dall’architetto Dedalo e molti furono i miti legati all’edificio, tra cui quello del Minotauro. I minoici, come detto, influenzarono molto i loro invasori. Gli scavi di Schliemann in questi insediamenti dell’Età del Bronzo nell’Anatolia nord-occidentale e nella Grecia continentale hanno rappresentato un capitolo fondamentale nella conoscenza della civiltà micenea. Anche se molte delle sue proposte di identificare luoghi e oggetti con precisi personaggi ed episodi della saga omerica sono oggi considerate arbitrarie e storicamente infondate. Nel periodo del Miceneo antico gli influssi della civiltà cretese su quella micenea sono molto evidenti. Poco sappiamo delle abitazioni in questo primo periodo ma numerose sono le tombe rinvenute grazie alle quali è stato possibile conoscere le usanze funerarie della civiltà micenea. Tra questi, la tazza d’oro, ritrovata nella tomba di Lafiò in Laconia e le due maschere funebri trovate proprio da Schliemann nelle tombe reali: la maschera d’oro e la più nota maschera di Agamennone, custodite entrambe nel Museo Nazionale di Atene.Per ulteriori approfondimenti su Agamennone vedi qui
Il Miceneo medio e tardo, la città fortezza
La caratteristica del periodo del medio Miceneo è la diffusione delle tombe a tholos, con sala circolare. La struttura è composta da anelli lapidei che vanno a restringersi man mano che si sale fino a chiudersi a punta. La più celebre di queste costruzioni è la Tomba di Agamennone, situata a Micene e lunga 36 metri e larga 6, con un architrave monolitico di 120 tonnellate.
Con l’arrivo dei Dori nel Peloponneso, i grandi edifici vengono distrutti e si iniziano a creare possenti mura intorno al palazzo reale e agli edifici dell’acropoli. Siamo nel tardo Miceneo e la città di Micene si rinforza e si fortifica con grazie alle mura ciclopiche, chiamate così perché composte di massi talmente pesanti che si pensava solo degli esseri divini avrebbero potuto edificarle. L’esempio meglio conservato di queste città fortezza che si vennero a creare è quello di Tirinto, circondata da possenti mura con un grande pròpylon (ingresso monumentale) per mezzo del quale si accedeva ad un cortile porticato. Ma la costruzione più nota è situata proprio a Micene, dove venne rinvenuta una monumentale porta, la Porta dei Leoni, larga 3 metri e alta 3,20 metri che immette nell’Acropoli. Sull’architrave sono rappresentati due leoni, dai quali la costruzione prende il nome, che poggiano le loro zampe su una colonna di tipo minoico. I leoni erano stati realizzati per simboleggiare la forza e l’aggressività della civiltà micenea, che infatti, come abbiamo visto, invase anche Creta e diffuse la propria cultura in tutta la Grecia. La stessa Atene, nell’Attica, fu l’unica città di impianto minoico-miceneo che sopravvisse all’invasione dei Dori e dalla quale si diffonderà la cultura e la tradizione greca.
Per ulteriori approfondimenti sulla civiltà minoica vedi qui
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza di Heinrich Schliemann nella scoperta di Micene?
- Quali sono i periodi principali della civiltà micenea?
- Come si manifestò l'influenza minoica sulla civiltà micenea?
- Quali sono le caratteristiche architettoniche della Tomba di Agamennone?
- Cosa rappresentano le mura ciclopiche di Micene?
Heinrich Schliemann, archeologo tedesco, è noto per le sue spedizioni che portarono alla scoperta di Micene e di Troia, dimostrando l'attendibilità storica delle saghe omeriche, come descritto nel testo.
La civiltà micenea è suddivisa in tre periodi: Miceneo antico (1600-1500 a.C.), Miceneo medio (1500-1400 a.C.) e Miceneo tardo (1400-1100 a.C.), come indicato nel documento.
L'influenza minoica si evidenziò nel Miceneo antico, con elementi architettonici e culturali, come le tombe e le usanze funerarie, che riflettono l'impatto della civiltà cretese, come riportato nel testo.
La Tomba di Agamennone, risalente al periodo medio miceneo, è una struttura a tholos con una lunghezza di 36 metri e un architrave monolitico di 120 tonnellate, come descritto nel documento.
Le mura ciclopiche di Micene, costruite con massi enormi, simboleggiano la forza e l'aggressività della civiltà micenea, che si espanse anche a Creta, come evidenziato nel testo.