Concetti Chiave
- Creta è la culla della prima civiltà europea, sviluppatasi tra il 2300 a.C. e il 1400 a.C. con una popolazione di stirpe non greca.
- I cretesi hanno creato tre forme di scrittura, tra cui la Lineare A e B, con quest'ultima ampiamente decifrata, testimoniando l'evoluzione culturale dell'isola.
- La civiltà cretese si distingue per la sua organizzazione sociale e commerciale, con una burocrazia influente e una vita agiata per le classi più ricche.
- La civiltà micenea, che succede a Creta, è caratterizzata da un sistema militare e una nuova scrittura, ma la sua potenza sparisce all'improvviso attorno al 1200 a.C.
- I poemi omerici, come l'Iliade e l'Odissea, forniscono una visione importante della mentalità greca durante l'età oscura, evidenziando valori competitivi e una religiosità diretta.
La nascita della civiltà cretese
Nell’isola di Creta sorge la prima civiltà europea. Dal 2300 a.C. a Creta si afferma una civiltà raffinata di cui è protagonista una popolazione di stirpe non greca. I cretesi sviluppano tre forme di scrittura: geroglifica, Lineare A e Lineare B, di cui solo l’ultima è stata ampiamente decifrata.
Supremazia commerciale e organizzazione sociale
La posizione geografica rende Creta il fulcro di importanti traffici commerciali cretesi. Agricoltori e marinai, diventano ben presto i protagonisti dei traffici commerciali del Mediterraneo orientale e impongono la loro supremazia marittima anche sulle regioni costiere della Grecia.
La civiltà cretese è una civiltà urbana, ricca, ben organizzata e pacifica. La ricchezza dell’isola permette la costruzione di imponenti palazzi che testimoniano l’esistenza di un artigianato di alta qualità e la disponibilità di manodopera servile. Le città dell’isola sono dominate da sovrani. Un’influente e ben organizzata burocrazia controlla il lavoro dei campi, la costruzione dei palazzi e i traffici commerciali. La vita delle classi più ricche è particolarmente agiata e raffinata.
L'ascesa della civiltà micenea
Gli achei danno vita alla civiltà micenea: una civiltà di guerrieri che si sostituisce a Creta nel dominio del Mediterraneo. Dal 1400 a.C. comincia l’espansione della civiltà achea o micenea, un sistema di Stati militari autonomi e alleati che arriva a dominare anche su Creta e su molte città dell’Asia Minore.
A scopi commerciali i micenei si espandono anche a occidente ponendo loro basi in Sicilia e Sardegna.
Solo il sovrano, il capo dell’aristocrazia militare, e i sacerdoti possono disporre di terre. Il resto del territorio viene assegnato in affitto o in concessione ai contadini. Il popolo è costituito da costoro e da vari tipi di artigiani. I micenei usano, a scopi amministrativi, un nuovo sistema di scrittura (la lineare B, base del greco antico).
Declino e misteri della civiltà micenea
Dopo aver posto sotto il suo controllo le coste del Mediterraneo la potenza micenea scompare all'improvviso. La fine della civiltà micenea, attorno al 1200 a.C., è relativamente improvvisa e le sue cause non sono ancora del tutte chiarite (mutamenti climatici, carestia, guerra civile o invasione straniera). Testimonianze di eventi drammatici sono trasmesse dalle tavolette di argilla che si sono conservate nei palazzi micenei di Creta e Pilo.
L'età oscura e i poemi omerici
Dopo il crollo dei regni micenei inizia l’ “età oscura” della Grecia. Una serie di ondate migratorie modifica gli equilibri etnici, politici e culturali nel mondo greco che, attorno al IX a.C., si trova diviso in tre aree in cui si insediano stirpi di dori, ioni ed eoli. In questi secoli si assiste a un’apparente regressione politica e culturale: in assenza di un forte potere centrale il controllo del territorio si fraziona tra comunità di villaggio relativamente autonome; non essendoci più necessità di controlli di tipo burocratico, scompare anche la scrittura.
I poemi omerici sono un importante documento storico per conoscere il mondo greco dei “secoli oscuri”.
Frutto di una collezione di canti orali , i poemi omerici, Iliade e Odissea, permettono di ricostruire alcuni aspetti della mentalità, dei costumi e delle istituzioni dei greci nell’ “età oscura”. La morale dei poemi è tipicamente competitiva: l’uomo omerico deve affermare il proprio onore con la forza e il coraggio, sottoposto di continuo al giudizio della collettività. Gli dèi sono rappresentati come esseri immortali ma in tutto simili agli uomini; la religiosità prescinde dalla mediazione sacerdotale e dai “libri sacri”.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della civiltà cretese nella storia europea?
- Come si distingue la civiltà cretese da quella micenea?
- Quali fattori hanno contribuito al declino della civiltà micenea?
- Cosa rappresentano i poemi omerici per la comprensione dell'età oscura?
- Qual è il ruolo della scrittura nella civiltà cretese e micenea?
La civiltà cretese, che si sviluppa dal 2300 a.C., è considerata la prima civiltà europea, caratterizzata da una popolazione di stirpe non greca e da un'organizzazione sociale e commerciale avanzata.
Mentre la civiltà cretese è pacifica e ben organizzata, la civiltà micenea, che emerge successivamente, è caratterizzata da una struttura militare e guerriera, dominando il Mediterraneo dal 1400 a.C.
Il declino della civiltà micenea, avvenuto attorno al 1200 a.C., è avvolto nel mistero e potrebbe essere attribuito a mutamenti climatici, carestia, guerre civili o invasioni straniere.
I poemi omerici, come l'Iliade e l'Odissea, sono fondamentali per ricostruire la mentalità e i costumi dei greci durante l'età oscura, offrendo una visione della società e della religiosità del tempo.
La civiltà cretese sviluppa tre forme di scrittura, di cui solo la Lineare B è decifrata, mentre i micenei utilizzano la Lineare B per scopi amministrativi, evidenziando l'importanza della scrittura nella loro organizzazione sociale.