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Margini continentali

Per margini continentali si intende la parte marginale, più esterna dei blocchi di crosta continentale.
I margini dei continenti possono trovarsi distanti dai margini di placca oppure coincidere con i margini di placca. Nel primo caso si possono avere margini continentali passivi o margini continentali trasformi; nel secondo caso si hanno margini continentali attivi.

I margini continentali passivi sono tipici dei continenti che si trovano ai bordi dei bacini oceanici in espansione e segnano il confine tra continente e oceano della medesima placca.
Rispetto al verso del moto della placca, essi si trovano in retroguardia, cioè sull’orlo posteriore del continente. Per questo motivo sono tettonicamente inattivi.
Questi margini si formano a coppie quando un continente si pacca in corrispondenza di una dorsale oceanica e si sviluppano gradualmente secondo precisi stadi:

- un inarcamento iniziale per la formazione di una cella convettiva della crosta, a cui segue la formazione di fosse tettoniche (rift valley) e una crescente attività vulcanica;
- la rottura definitiva dell’inarcamento con formazione di un golfo proto-oceanico;
- la separazione completa dei due blocchi con formazione di un oceano vero e proprio, prima stretto poi sempre più largo.

I margini continentali trasformi sono caratterizzati da ripide scarpate tra continente e oceano, in corrispondenza delle quali si attuerà poi la separazione continentale. Anche questo tipo di margine è tipico degli oceani in espansione e caratterizzano l’orlo del continente in posizione posteriore rispetto al verso dello spostamento.

I margini continentali attivi sono associati ai margini di placca in consunzione, dove si verifica il fenomeno della subduzione. Quando due placche convergono si forma una fossa e la placca più densa sprofonda nell’astenosfera iniziando a fondere; il materiale fuso poi tende a salire.
La fusione parziale della placca che sprofonda porta un’attività vulcanica che interessa la zona sovrastante il piano di Benioff.
Si crea così un allineamento di vulcani chiamato arco magmatico. L’insieme di fossa di subduzione e arco magmatico è detto sistema arco-fossa e comprende cinque elementi morfotettonici principali:
- la fossa oceanica, struttura larga tra i 50 e 100 km e profonda più di 6 km;
- la zona di subduzione, che si accresce per aggiunte di materiale crostale oceanico;
- l’intervallo arco-fossa, la distanza tra la fossa e l’arco vulcanico;
- l’arco magnetico, fascia vulcanica pressappoco parallela alle fosse caratterizzata da eruzioni esplosive;

- l’area di retroarco, zona posta dietro ad un arco vulcanico insulare o continentale che può comprende bacini marginali di medie profondità.

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