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I margini continentali


I margini continentali sono i margini del continente; sono lungo le coste, ai margini degli oceani sotto il livello del mare. Si dividono in passivi (di tipo Atlantico) e attivi (di tipo Pacifico). Nel primo caso essi corrispondono con il margine di placca.
L’esplorazione dei fondali è iniziata nel XX secolo, durante la seconda guerra mondiale dove i sommergibili hanno scandagliato lo sfondo. Successivamente si è fatto anche per motivi di studio e di estrazione mineraria. Si è scoperto che tutto l’Atlantico ha i margini che hanno una sorta di piattaforma chiamata piattaforma continentale (in inglese shelf). Questi margini sono di tipo passivo, ovvero senza attività tettonica. Le piattaforme continentali sono larghe in media 65 Km, con una profondità intorno ai 200m; siamo quindi nella zona fotica (in cui la luce, se l’acqua è limpida, penetra). Sono quindi ambienti ricchi di vita (plancton e pesci). Ci sono inoltre grandi giacimenti di petrolio e gas.
La crosta continentale finisce tra la scarpata continentale (lungo piano inclinato che fa da raccordo tra la piattaforma continentale e la piana abissale) e la piana abissale.
I margini continentali attivi sono caratterizzati da moltissima attività sismica e vulcanica; sono le zone, insieme agli orogeni, più attive del nostro pianeta. Si trovano lungo i margini del Pacifico (cintura di Fuoco).
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