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Concetti Chiave

  • L'inquinamento idrico è causato dall'immissione di sostanze chimiche e scarichi industriali che alterano la qualità dell'acqua, compromettendo i suoi usi abituali.
  • Le principali fonti di inquinamento includono acque di scarico, fertilizzanti, pesticidi, metalli pesanti e sostanze radioattive, che possono avere effetti devastanti sugli ecosistemi acquatici.
  • Il calore prodotto dagli impianti industriali e le piogge acide rappresentano ulteriori minacce, alterando la temperatura dell'acqua e causando la morte di organismi vulnerabili.
  • Gli scarichi urbani e industriali sono tra le principali cause di inquinamento, con un'attenzione crescente al trattamento e smaltimento dei fanghi di depurazione.
  • L'inquinamento marino da petrolio provoca gravi danni all'ecosistema marino, formando pellicole oleose che impediscono l'assorbimento dell'ossigeno e rappresentano un pericolo per la salute umana attraverso la catena alimentare.

Indice

  1. Cause dell'inquinamento idrico
  2. Effetti del calore e delle piogge acide
  3. Danni alla salute umana
  4. Scarichi urbani e industriali
  5. Inquinamento marino da petrolio

Cause dell'inquinamento idrico

Inquinamento delle acque: Contaminazione dell’acqua causata dall’immissione di sostanze, quali prodotti chimici e scarichi industriali e urbani, che ne alterano la qualità compromettendone gli abituali usi.
Alcuni dei principali inquinanti idrici sono:

- Le acque di scarico contenenti materiali organici, che per decomporsi assorbono grandi quantità di ossigeno.

- Parassiti e batteri.

- Fertilizzanti e tutte le sostanze che favoriscono una crescita eccessiva di alghe e piante acquatiche.

- Pesticidi e svariate sostanze chimiche organiche (residui industriali).

- Il petrolio e i suoi derivati.

- Metalli, sali minerali e composti chimici inorganici.

- Sabbie e detriti.

- Sostanze o scorie radioattive (provenienti dalle miniere di uranio e dagli impianti di trasformazione di questi metalli, dalle centrali nucleari, dalle industrie e dai laboratori medici e di ricerca che fanno uso di materiali radioattivi).

Effetti del calore e delle piogge acide

Anche il calore liberato nei fiumi dagli impianti industriali e dalle centrali elettriche attraverso le acque di raffreddamento può essere considerato un inquinante, in quanto provoca alterazioni della temperatura che possono compromettere l’equilibrio ecologico degli ecosistemi acquatici e causare la morte degli organismi meno resistenti.

Un’altra fonte di inquinamento idrico è costituita dalle cosiddette piogge acide, che hanno già provocato la scomparsa di ogni forma di vita da molti laghi dell’Europa settentrionale e orientale e del Nord America.

Danni alla salute umana

Le sostanze contaminanti contenute nell’acqua inquinata possono provocare innumerevoli danni alla salute dell’uomo e all’equilibrio degli ecosistemi. La presenza di nitrati nell’acqua potabile, può in alcuni casi condurre alla morte dei bambini. Il cadmio presente in certi fanghi usati come fertilizzanti può essere assorbito dalle piante e giungere all’uomo attraverso i prodotti alimentari, se assunto in dosi elevate, può provocare forti diarree e danneggiare fegato e reni. Tra gli inquinanti più nocivi per l’uomo vi sono alcuni metalli pesanti, come il mercurio, l’arsenico, il piombo e il cromo.

Scarichi urbani e industriali

Le acque di scarico urbane e industriali rappresentano una delle fonti principali d’inquinamento idrico. Finora l’obiettivo primario dei programmi di smaltimento degli scarichi urbani è stato quello di ridurre la concentrazione delle sostanze solide, dei materiali organici, dei composti inorganici e dei batteri nocivi. Da qualche tempo, tuttavia, una maggiore attenzione è rivolta anche al delicato problema del trattamento e dello smaltimento dei fanghi che si producono nei processi di depurazione.

Gli scarichi industriali contengono una grande varietà di inquinanti e la loro composizione varia a seconda del tipo di processo produttivo. Il loro impatto sull’ambiente è complesso: spesso le sostanze tossiche contenute in questi scarichi rinforzano reciprocamente i propri effetti dannosi e quindi il danno complessivo risulta maggiore della somma dei singoli effetti. La concentrazione d’inquinanti può essere ridotta limitandone la produzione all’origine, sottoponendo il materiale a trattamento preventivo prima di scaricarlo nella rete fognaria o depurando completamente gli scarichi presso lo stesso impianto industriale, recuperando, eventualmente, le sostanze che possono essere reintrodotte nei processi produttivi.

Inquinamento marino da petrolio

L’inquinamento del mare è dovuto alle immissioni accidentali o intenzionali di petrolio e di oli combustibili. Gli scarichi degli insediamenti costieri contengono ogni sorta di contaminanti (metalli pesanti, sostanze chimiche tossiche, materiale radioattivo) e spesso sono all’origine di epidemie di tifo, colera, salmonellosi e altre malattie infettive. Gli inquinanti sono trasportati dalle correnti marine lungo le coste e in alto mare, a media e lunga distanza. Ovviamente, la contaminazione dei mari varca le frontiere delle acque territoriali dei singoli stati e quindi molti stati possono essere inquinati.

Il petrolio e gli oli combustibili riversati in mare formano sulla superficie dell’acqua pellicole oleose che, impedendo l’assorbimento dell’ossigeno atmosferico, provocano morie di organismi marini. Nel petrolio, inoltre, sono presenti anche idrocarburi aromatici che possono costituire un grave pericolo per la salute dell’uomo, al quale giungono attraverso la catena alimentare marina. La fonte dell’inquinamento, in questo caso, è data dai riversamenti di grandi quantità di greggio dalle petroliere coinvolte in incidenti, dal deliberato rilascio di piccole quantità di derivati del petrolio da navi di vario tipo e dalle perdite di petrolio che si verificano nel corso delle operazioni di trivellazione presso le piattaforme petrolifere marine. Si calcola che per ogni milione di tonnellate di petrolio trasportate via mare, una tonnellata vada dispersa a causa di riversamenti di varia natura, anche se il pericolo maggiore è rappresentato dagli incidenti che non di rado interessano le superpetroliere.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali cause dell'inquinamento idrico?
  2. L'inquinamento idrico è causato dall'immissione di sostanze chimiche, scarichi industriali e urbani, acque di scarico contenenti materiali organici, pesticidi, metalli pesanti e sostanze radioattive, tra gli altri.

  3. In che modo il calore e le piogge acide influenzano la qualità delle acque?
  4. Il calore rilasciato dagli impianti industriali altera la temperatura dei fiumi, compromettendo l'equilibrio ecologico, mentre le piogge acide hanno già causato la scomparsa di forme di vita in laghi di Europa e Nord America.

  5. Quali sono i rischi per la salute umana legati all'inquinamento idrico?
  6. Le sostanze contaminanti, come nitrati e metalli pesanti, possono causare gravi danni alla salute, inclusa la morte nei bambini e malattie gravi negli adulti, come danni al fegato e ai reni.

  7. Come vengono gestiti gli scarichi urbani e industriali per ridurre l'inquinamento?
  8. Gli scarichi urbani e industriali sono trattati per ridurre la concentrazione di sostanze inquinanti, ma è necessaria una maggiore attenzione al trattamento dei fanghi e alla prevenzione della produzione di inquinanti.

  9. Qual è l'impatto dell'inquinamento marino da petrolio?
  10. L'inquinamento marino da petrolio provoca morie di organismi marini e può trasmettere sostanze tossiche all'uomo attraverso la catena alimentare, con gravi conseguenze per la salute e l'ecosistema marino.

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