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Arezzo: Agricoltura e allevamento

La fertilità del suolo, l’abbondanza d’acqua e la mitezza del clima assicurano all’agricoltura il primo posto tra le risorse economiche della Toscana. Nei terreni pianeggianti si pratica la coltivazione dei cereali, in particolare del frumento, ma soprattutto quella degli ortaggi, dei legumi, delle barbabietole da zucchero, dell’olivo; prospera in una certa misura anche la vite, che però è coltivata in abbondanza nelle zone di collina e specialmente nel Chianti. Sulle montagne abbondano i castagni, che danno alla Toscana il primato nella produzione italiana di castagne, e, inoltre, i boschi di conifere (pini, abeti e larici), che producono pinoli e legname; quest’ultimo si ricava pure dalla macchia mediterranea della Maremma. Tipica produzione dell’Appennino e dell’Antiappennino sono i funghi, per i quali la regione ha il primato nazionale. Assai sviluppato è l’allevamento, favorito dai pascoli estivi dell’Appennino; nella Toscana settentrionale prevalgono i bovini, nella meridionale gli ovini. Monti del Chianti, di modesta altitudine, sono rivestiti di vigneti, che danno un vino famoso in tutto il mondo. Il clima della regione, marittimo presso le coste, diventa più freddo a mano a mano che si procede verso le zone montuose dell’interno, dove diminuisce l’azione mitigatrice del mare. In talune località appenniniche si hanno inverni rigidi a carattere prettamente continentale. Andiamo in giro a caso. Le strade sono belle, gaie. Le case, non molto alte, non nascondono il sole che sorride lassù. C’è un movimento vivo, allegro, che non confonde e non dà fastidio. Il clima della regione, marittimo presso le coste, diventa più freddo a mano a mano che si procede verso le zone montuose dell’interno, dove diminuisce l’azione matrice del mare.
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