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Concetti Chiave

  • Il pensiero economico è influenzato da innovazioni tecnologiche, eventi politici e ideologie dominanti, ma le teorie storiche rimangono fondamentali per l'analisi economica attuale.
  • Durante l'antichità classica, Platone e Aristotele offrirono visioni contrastanti sull'economia, con Platone contro l'arricchimento individuale e Aristotele che riconosceva l'importanza dell'iniziativa privata.
  • Il Mercantilismo ha reso l'economia una scienza autonoma, cercando di rafforzare il potere monarchico, mentre la fisiocrazia ha posto l'accento sull'agricoltura come unica fonte di valore netto.
  • La scuola classica, fondata da Adam Smith, sostiene che il sistema economico funziona secondo un "ordine naturale" che promuove l'iniziativa privata senza intervento statale.
  • Il marxismo, attraverso le teorie di Karl Marx, analizza il capitalismo come un sistema destinato al crollo a causa delle lotte di classe e propone una transizione verso un'economia comunista.

Evoluzione del pensiero economico

Il pensiero economico è l'insieme delle teorie degli studiosi dell'economia che osservano i fenomeni economici. Queste teorie subiscono dei cambiamenti dovuti alle innovazioni tecnologiche, alle scoperte scientifiche, agli eventi politici ma soprattutto analizzano i temi dell'ideologia dominante in quell'epoca. Questo però non vuol dire che le teorie formulate più di recente sono migliori rispetto a quelle del passato perché quest'ultime sono il fondamento di qualsiasi analisi microeconomica, anche se con alcune rielaborazioni o adattamenti. Il pensiero economico si divide in quattro parti.

Antichità classica e Medioevo

Nell'antichità classica l'economia faceva parte della filosofia. C'erano però due filoni di pensiero:

  1. Platone (simile a Marx): condannava l'arricchimento individuale;
  2. Aristotele (simile a Smith): riconosceva l'esistenza dell'individualismo e secondo lui l'iniziativa privata era stimolata dal conseguimento di un guadagno.

Nel Medioevo furono affrontate le problematiche dell'economia dal punto di vista della morale. Evoluzione storica del pensiero economico: dalle origini al marginalismo articoloI filosofi dicevano come doveva essere l'attività produttiva, suggerivano il "giusto prezzo" e davano opinioni sull'interesse, sull'usura e sulle speculazioni.

Mercantilismo e fisiocrazia

Alla fine del XVI secolo, con il Mercantilismo, l'economia divenne una scienza autonoma e rappresentava lo strumento per rinforzare il monarca. Infatti in questo periodo nacquero le monarchie nazionali, gli imperi coloniali e ci furono progressi in ambito scientifico. Gli economisti suggerivano e consigliavano i modi migliori per guidare uno stato. Non sempre però erano giusti consigli (come in Spagna, dove aumentò l'inflazione per colpa delle enormi quantità di oro importate) ma in alcuni casi furono idee geniali (individuarono i rapporti tra domanda-offerta-prezzo e tra moneta-inflazione-esportazioni).

Nella metà del XVIII secolo nacque in Francia la fisiocrazia, fondata dall'economista Francesco Quesnay. Secondo i fisiocrati l'agricoltura era l'unica attività produttiva che creava un "prodotto netto", al contrario del settore manifatturiero e dei servizi che trasformavano le materie prime(prodotte dall'agricoltura) in altri beni. Scoprirono inoltre le fasi dell'attività economica: produzione, circolazione e consumo.

Scuola classica e suoi esponenti

Alla fine del XVIII secolo nacque in Inghilterra questa scuola che fu influenzata dai mutamenti politici, economici e sociali che hanno colpito tutto il mondo, in particolare l'Europa. In questo periodo ci fu infatti la rivoluzione industriale che incise profondamente sulla società. Il fondatore della scuola classica è Adam Smith. Le sue teorie si basano su un metodo scientifico di osservazione e deduzione. Una delle sue più importanti teorie fu quella del "valore dei beni", ovvero che il valore di un bene è dato dalla remunerazione dei fattori produttivi. Secondo gli economisti di questa scuola ogni fenomeno è regolato da leggi e c'è la convinzione che il sistema economico sia governato da un "ordine naturale" grazie al quale le azioni di ogni soggetto economico promuovono l'interesse della collettività. Su questo principio si basa la scuola classica che non vuole l'intervento dello Stato in economia e l'iniziativa economica appartiene ai privati. Altri esponenti della teoria classica furono:

-Davide Ricardo:

-elaborò la "teoria del valore-lavoro", cioè il valore di un bene è determinato dal lavoro che occorre per crearlo;

-osservò che i beni di produzione derivano dal lavoro;

-capì che il sistema capitalistico creava conflitti tra le classi sociali.

-Tommaso Roberto Maltus:

-elaborò la "teoria della popolazione", cioè secondo lui c'era un crescente squilibrio tra popolazione e risorse che avrebbe portato a epidemie e carestie. Il problema poteva essere risolto con la limitazione delle nascita.

Le teorie della scuola classica non furono approvate da tutti gli Stati. Soprattutto la Scuola Storica(nata in Germania verso la metà del XIX secolo) sosteneva la relatività delle leggi economiche e che le teorie erano valide solo per alcune epoche e stati. I maggiori esponenti di questa scuola furono Roscher, Knies e Shmoller.

Marxismo e teoria del plusvalore

Il fondatore del marxismo fu Karl Marx che esaminò i contrasti sociali che portarono alla rivoluzione industriale. Elaborò due teorie:

  • "Dottrina del materialismo storico": secondo Marx le classi sociali sorte durante il capitalismo porteranno al crollo di questo sistema perché ci saranno lotte tra lavoratori e capitalisti. Così nascerà un nuovo sistema, quello comunista, e ci saranno nuovi rapporti di produzione.
  • "Teoria del plusvalore": Questa teoria spiega il crollo del sistema capitalistico. I capitalisti si arricchiranno sempre di più, i lavoratori saranno sempre più poveri perché il lavoro prestato sarà maggiore del salario ricevuto. Così ci sarà più offerta ma meno domanda e si arriverà alla crisi di sovrapproduzione, dove il capitalismo crollerà. Al suo posto ci sarà la "dittatura del proletariato" che avverrà tramite la collettivizzazione dei mezzi di produzione (cioè andranno allo Stato). All'incirca ciò che disse questa teoria si realizzò e così nacquero i sistemi socialisti. Questi prevedono infatti il totale intervenendo dello stato in economia, mezzi di produzione allo stato e un'economia pianificata.

Marginalismo e scuole correlate

I marginalisti si concentrarono sull'analisi del consumo e dell'utilità dei beni, quindi su un aspetto microeconomico. Infatti suggeriscono ai consumatori i comportamenti adatti a soddisfare i propri bisogni (equilibrio del consumatore) ma suggeriscono anche all'impresa il comportamento per ottenere un maggior profitto (equilibrio dell'imprenditore)

L'indirizzo marginalista (o neo classico, definito così per le somiglianze con la scuola classica) si divide in tre parti:

-Scuola marginalista;

-Scuola di Cambridge, con esponenti come A. Marshall che distinse il breve dal lungo periodo ed elaborò la ceteris paribus (a parità di altre condizioni: essendoci tanti fattori che influiscono sull'andamento dei grafici bisogna che alcuni di questi fattori rimangano costanti).

-Scuola di Losanna, con esponenti come Pareto che elaborarono l'equilibrio economico generale.

Di recente Gary Stanley Becker disse che tutto ciò che è basato nazionalità è da definirsi economico, grazie alla legge del minimo prezzo(o principio del tornaconto) perché l'economia può regolare qualsiasi comportamento umano, anche se non c'entra il mercato.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza delle teorie economiche del passato nel pensiero economico attuale?
  2. Le teorie formulate in passato costituiscono il fondamento di qualsiasi analisi microeconomica, anche se possono subire rielaborazioni o adattamenti nel tempo, dimostrando che non sempre le teorie più recenti sono superiori (testo).

  3. Come si differenziano le visioni di Platone e Aristotele riguardo all'economia?
  4. Platone condannava l'arricchimento individuale, mentre Aristotele riconosceva l'individualismo e sosteneva che l'iniziativa privata fosse stimolata dal guadagno (testo).

  5. Qual è il contributo del Mercantilismo all'evoluzione del pensiero economico?
  6. Il Mercantilismo ha reso l'economia una scienza autonoma, suggerendo modi per guidare uno stato e identificando relazioni tra domanda, offerta e prezzo, sebbene non sempre con risultati positivi (testo).

  7. Quali sono le principali teorie di Karl Marx e il loro impatto sul sistema capitalistico?
  8. Marx elaborò la "Dottrina del materialismo storico" e la "Teoria del plusvalore", sostenendo che le lotte tra classi sociali avrebbero portato al crollo del capitalismo e alla nascita di un nuovo sistema comunista (testo).

  9. In che modo il marginalismo ha influenzato l'analisi economica?
  10. I marginalisti si sono concentrati sull'analisi del consumo e dell'utilità dei beni, suggerendo comportamenti per i consumatori e le imprese per massimizzare il profitto, contribuendo così a una comprensione più profonda della microeconomia (testo).

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