Concetti Chiave
- Lo Stato liberale promuove libertà inviolabili e un nuovo rapporto tra Stato e cittadini, centrato sull'individuo e la sua autonomia economica.
- Il potere monarchico evolve, con il re che detiene il potere per volontà della Nazione, affiancato da Parlamentari nazionali elettivi, anche se con suffragio ristretto.
- La separazione dei poteri distingue chiaramente le funzioni legislative, esecutive e giurisdizionali, garantendo il rispetto del principio di legalità.
- Il rispetto della legalità implica che gli atti della Pubblica Amministrazione siano conformi alla legge, tutelando le libertà individuali.
- Il sistema liberale è definito come "minimo", limitando l'intervento dello Stato nella sfera di libertà dei singoli e proteggendo la proprietà privata.
Principi fondamentali dello Stato liberale
Lo Stato liberale garantiva un nucleo di libertà inviolabili anche dalla supremazia dello Stato (tanto che si parla di "libertà dello Stato"). Oltre a ciò, suoi elementi caratteristici sono: il principio rappresentativo, la divisione poteri, il principio di legalità e di uguaglianza.
Con lo Stato liberale si affermò un rapporto nuovo fra Stato e cittadini: veniva posto al centro l'individuo, al quale era riconosciuta una sfera di autonomia e di libertà, soprattutto economica, che lo Stato non poteva invadere, ma anzi doveva garantire soprattutto attraverso il mantenimento dell'ordine sociale e della sicurezza interne ed esterna. Nello Stato liberale i pubblici poteri dovevano astenersi dall'intervenire direttamente nella sfera di libertà riconosciuta ai singoli e dovevano limitarsi a garantire la libera inziativa economica e le condizioni perché essa potesse affermarsi; per questa ragione lo Stato liberale é anche definitio "minimo". Una particolare tutela era riconosciuta alla proprietà privata, considerata base della convivenza sociale e perno di ogni reale libertà.
Evoluzione del potere monarchico
Nello Stato liberale, il re, che nel sistema precedente era tale "per grazia di Dio e manifestazione della Sua volontà in Terra", diventava titolare del potere "per grazia di Dio e volontà della Nazione". Accanto al monarca nacquero o acquistarono forza i Parlamentari nazionali che erano, almeno in parte, elettivi, secondo il principio del suffragio ristretto, cioé dell'attribuzione del diritto di voto ai cittadini con il reddito più alto.
Cosa si intende per separazione dei poteri e legalità?
La separazione dei poteri dello Stato, prefigurata nello Stato di diritto, venne perfezionata con l'attribuzione del potere legislativo al Parlamento, esecutivo al Governo e giurisdizionale alla Magistratura. In una prima fase, il re non era del tutto escluso dai poteri, ma li condivideva.
Il rispetto del principio di legalità comportava che gli atti della Pubblica Amministrazione fossero conformi alla legge, che garantiva le libertà dei singoli e disciplinava il funzionamento e l'organizzazione dello Stato. Nel pensiero liberale l'organizzazione statale avrebbe dovuto funzionare impersonalmente e meccanicamente secondo l'astratta volontà di una legge generale e uguale per tutti, espressione di una volontà maturata all'interno degli organi rappresentativi dello Stato attraverso la libera discussione. In realtà l'assetto istituzionale finì per tutelare prevalentemente gli interessi della borghesia.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principi fondamentali dello Stato liberale?
- Come è cambiato il potere monarchico nello Stato liberale?
- Qual è il ruolo della separazione dei poteri nello Stato liberale?
I principi fondamentali dello Stato liberale includono la libertà inviolabile dei cittadini, il principio rappresentativo, la divisione dei poteri, il principio di legalità e di uguaglianza. Questi elementi pongono l'individuo al centro, garantendo una sfera di autonomia e libertà, soprattutto economica, che lo Stato deve tutelare (come indicato nel testo).
Nel sistema liberale, il re diventa titolare del potere "per grazia di Dio e volontà della Nazione", e accanto a lui emergono i Parlamentari nazionali, che sono in parte elettivi e rappresentano il principio del suffragio ristretto, limitato ai cittadini con il reddito più alto (secondo quanto descritto nel testo).
La separazione dei poteri nello Stato liberale prevede l'attribuzione del potere legislativo al Parlamento, dell'esecutivo al Governo e del giurisdizionale alla Magistratura. Questo sistema mira a garantire che gli atti della Pubblica Amministrazione siano conformi alla legge, tutelando le libertà individuali e promuovendo un'organizzazione statale che funzioni secondo la volontà generale espressa attraverso organi rappresentativi (come evidenziato nel testo).