Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • I modelli di stato liberale si dividono in anglosassone, caratterizzato da pluralismo e federalismo, e francese, che privilegia una nazione unitaria e un'assemblea rappresentativa.
  • I principi fondamentali dello stato liberale includono l'eguaglianza, le libertà negative, e la separazione dei poteri, che tutelano i cittadini dagli abusi di potere.
  • Lo stato liberale è definito stato di diritto, poiché impone limiti giuridici all'esercizio del potere, garantendo diritti ai governati.
  • L'attività istituzionale è vincolata a norme precedenti e inderogabili, seguendo il principio di legalità, per evitare arbitrarietà nel potere.
  • In situazioni di stato di necessità, è ammessa una deroga alle garanzie costituzionali per proteggere la Costituzione stessa.

Modelli di stato liberale

È possibile individuare due modelli di stato liberale: il primo di derivazione anglosassone, che emerge dallo sviluppo della costituzione consuetudinaria inglese e dal contributo della rivoluzione americana, caratterizzato da pluralismo istituzionale e tendenza al federalismo, in cui il giudice può porsi anche come creatore del diritto; il secondo di derivazione francese, destinato a influenzare il costituzionalismo europeo continentale (e italiano), in cui domina il concetto di nazione unitaria, la sovranità è esercitata attraverso una assemblea rappresentativa e la legge può solo essere interpretata dai giudici.

Principi dello stato liberale

Lo stato liberale si fondava su alcuni principi, considerati supremi e invalicabili:

- il principio di eguaglianza, affermatosi come reazione ai privilegi ereditari nobiliari;

- le libertà negative, cioè diritti civili posti a tutela dei cittadini dagli abusi del potere politico;

- libertà di pensiero, di domicilio, di espressione…), diritti politici (libertà di associazione, di manifestazione, di riunione…).

- principio della separazione dei poteri.

Una volta legalmente garantiti tali diritti comportano il divieto per il potere politico di intervento nella sfera privata.

Stato di diritto e legalità

Lo stato liberale è definito stato di diritto perché prevede limiti giuridici istituzionalizzati all’esercizio del potere, posti soprattutto a tutela dei governati. L’intervento dei governanti si muove sempre nel quadro istituzionale preesistente che fissa regole astratte, generali e predeterminate cui doversi conformare nell’esercizio delle funzioni. La discrezionalità (il potere finalizzato al raggiungimento degli scopi) non può mai risolversi in arbitrio. Tutta l’attività istituzionale è disciplinata da norme precedenti e inderogabili, secondo il principio di legalità. L’unica deroga ammissibile si ha nel caso dello stato di necessità, quando le esigenze di salvaguardia della Costituzione impongono la deroga delle garanzie e dei limiti da essa stessa previsti.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono i due modelli di stato liberale e le loro caratteristiche principali?
  2. I due modelli di stato liberale sono quello anglosassone, caratterizzato da pluralismo istituzionale e federalismo, e quello francese, che enfatizza la nazione unitaria e la sovranità esercitata da un'assemblea rappresentativa. Nel primo, il giudice può creare diritto, mentre nel secondo la legge è solo interpretata dai giudici.

  3. Quali sono i principi fondamentali su cui si basa lo stato liberale?
  4. I principi fondamentali dello stato liberale includono il principio di eguaglianza, le libertà negative, i diritti politici e il principio della separazione dei poteri, che garantiscono la protezione dei cittadini dagli abusi del potere politico.

  5. In che modo lo stato liberale garantisce il rispetto della legalità?
  6. Lo stato liberale è definito stato di diritto poiché stabilisce limiti giuridici all'esercizio del potere, garantendo che l'intervento dei governanti avvenga nel rispetto di regole astratte e predeterminate, evitando l'arbitrio e mantenendo la legalità, salvo in casi di stato di necessità.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community