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Concetti Chiave

  • La legge 12 giugno 1990, n. 146 stabilisce limiti allo sciopero nei servizi pubblici essenziali, imponendo un preavviso di dieci giorni e l'erogazione di prestazioni indispensabili.
  • Le organizzazioni sindacali e i lavoratori che non rispettano le disposizioni sulla prestazione di servizi possono essere soggetti a sanzioni disciplinari.
  • I diritti sociali segnano la transizione dallo stato liberale a quello liberaldemocratico, con la Costituzione che tutela diritti fondamentali come il lavoro e la salute.
  • Il diritto al lavoro è il primo dei diritti sociali garantiti, e la possibilità di sciopero deve sempre tenere conto di questo diritto.
  • Il governo può obbligare i lavoratori a sospendere lo sciopero per prevenire danni gravi e imminenti ai diritti fondamentali delle persone.

Limiti allo sciopero nei servizi pubblici

La legge 12 giugno 1990, n. 146, nell’abrogare gli artt. 330 e 333 c.p., ha specificamente indicato i limiti allo sciopero nei servizi pubblici essenziali (sanità, igiene, protezione civile, trasporti, amministrazione della giustizia, musei, istruzione ecc.), in quanto questi servizi influiscono sul godimento di diritti della persona costituzionalmente tutelati. Per tale motivo, a parte l’obbligo del preavviso (non inferiore a dieci giorni), deve essere assicurata l’erogazione delle «prestazioni indispensabili»: la mancata erogazione è causa di sanzioni disciplinari irrogabili nei confronti sia dei lavoratori tenuti a fornirle sia delle organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero. Una norma apposita disciplina lo sciopero di lavoratori autonomi e professionisti (ad. es. gli avvocati: v. sentt. 171/1996 e 180/2018). La legge consente che le autorità di governo centrali o periferiche obblighino i lavoratori a sospendere lo sciopero e svolgere le loro mansioni al fine di prevenire un «pregiudizio grave e imminente» ai diritti della persona (precettazione).

Diritti sociali e stato liberaldemocratico

L’affermazione dei diritti sociali ha segnato il passaggio dallo stato liberale di diritto allo stato liberaldemocratico nella forma dello stato sociale. I diritti sociali incidono profondamente sulla forma di stato della Repubblica italiana, definita dall’art. 1.1 Cost. «Repubblica fondata sul lavoro». La Costituzione contempla tutta una serie di disposizioni che tutelano specifici diritti sociali: il diritto al lavoro; il diritto all’assistenza sociale per gli inabili sprovvisti di mezzi e il diritto alla previdenza in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria; il diritto alla salute. I diritti sociali, intesi come diritti di prestazione, valgono come pretesa del singolo affinché la Repubblica intervenga per renderli effettivi, impegnando le necessarie risorse finanziarie cui è strettamente legata la loro soddisfazione.

Diritto al lavoro e sciopero

Il primo dei diritti sociali garantiti dalla Costituzione è dunque il diritto al lavoro, che trova riconoscimento negli stessi principi fondamentali.

In sostanza, la possibilità di dar vita a uno sciopero deve essere sempre contemperata con il rispetto dei diritti sociali, con particolare riferimento al diritto al lavoro.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i limiti allo sciopero nei servizi pubblici essenziali?
  2. La legge 12 giugno 1990, n. 146 stabilisce che nei servizi pubblici essenziali, come sanità e trasporti, è necessario garantire le "prestazioni indispensabili" e rispettare un preavviso di almeno dieci giorni, con sanzioni per chi non ottempera (testo).

  3. Come influiscono i diritti sociali sulla forma di stato in Italia?
  4. I diritti sociali hanno segnato il passaggio dallo stato liberale a quello liberaldemocratico, come evidenziato dall'art. 1.1 della Costituzione, che definisce la Repubblica "fondata sul lavoro" e tutela diritti come il lavoro, l'assistenza sociale e la salute (testo).

  5. In che modo il diritto al lavoro si relaziona con la possibilità di scioperare?
  6. Il diritto al lavoro, garantito dalla Costituzione, deve essere sempre bilanciato con la possibilità di scioperare, assicurando che i diritti sociali siano rispettati e non compromessi (testo).

Domande e risposte

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