Concetti Chiave
- Il montaggio è una componente essenziale del cinema, definendo la composizione delle immagini in movimento e la loro temporalità, come evidenziato da Deleuze attraverso diverse scuole di pensiero.
- Il montaggio analitico di Griffith si concentra sull'analisi dell'azione, enfatizzando dati essenziali e creando un'unità organica tra le immagini, mentre il montaggio delle opposizioni alterna conflitti e dinamiche.
- Ejzenstein propone il montaggio delle attrazioni, un approccio rivoluzionario che utilizza azioni selezionate per suscitare emozioni nello spettatore, differente dal montaggio narrativo tradizionale.
- Welles, con "Quarto Potere", introduce il concetto di montaggio in profondità di campo, superando la frammentazione e presentando un reale ambiguo da decifrare.
- Il montaggio è visto come un linguaggio non solo narrativo, ma anche emotivo, capace di influenzare la percezione e l'esperienza dello spettatore attraverso scelte visive specifiche.
Il montaggio nel cinema
Il montaggio riguarda la composizione e concatenamento delle immagini ed è pertanto considerato ciò che di più specifico ha il cinema in quanto immagini in movimento, quindi caratterizzata dalla temporalità e dal divenire. Deleuze distingue tra la pendenza organica della scuola americana, quella dialettica della scuola sovietica, quella quantitativa della scuola francese anteguerra e quella intensiva della scuola espressionistica tedesca.
Montaggio analitico e Griffith
Il montaggio analitico è la forma linguistico-discorsiva che caratterizza il cinema americano e mondiale tra l’avvento del sonoro e la fine della seconda guerra mondiale.
Permette di analizzare l’avvenimento e di concentrare l’attenzione dello spettatore solo sui dati più essenziali all’economia emotiva dell’azione, cancellandoli i raccordi di continuità spaziale e facendoli apparire neutrali con effetto di identificarsi con il suo occhio e a vedere il film come una realtà di cui è testimone. Per Griffith la composizione delle immagini è come un’unità organica costituita cioè da parti e elementi differenziati: uomini e donne, ricchi e poveri, pensati come entità binarie che costituiscono un montaggio parallelo, seguendo un ritmo, e che vengono messe in relazione scambiandosi le parti tramite l’inserzione di primi piani. Il montaggio delle opposizioni, che procede per alternanze e conflitti e si sostituisce al montaggio parallelo.
Ejzenstein e il montaggio delle attrazioni
Al montaggio narrativo Ejzenstein contrappone il montaggio delle attrazioni, un libero montaggio di azioni appositamente scelte, sviluppando un nuovo linguaggio non realistico e rivoluzionario che vuole colpire emozionalmente lo spettatore e provocare una sua reazione. È questo il significato che Ejzenstein assume il primo piano.
Welles e il montaggio in profondità
Il montaggio in profondità di campo e il piano sequenza. Con Quarto Potere, Welles rinuncia alla frammentazione e inaugura il montaggio in profondità di campo. Il reale non è più rappresentato o riprodotto, ma mirato: è un reale da decifrare, sempre ambiguo.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del montaggio nel cinema secondo Deleuze?
- Come si differenzia il montaggio analitico di Griffith dal montaggio narrativo?
- Qual è l'innovazione del montaggio in profondità di Welles rispetto ai precedenti stili di montaggio?
Il montaggio è fondamentale nel cinema poiché riguarda la composizione e concatenamento delle immagini, caratterizzando il medium attraverso la temporalità e il divenire. Deleuze distingue diverse scuole di montaggio, evidenziando le loro specificità.
Il montaggio analitico di Griffith si concentra sugli elementi essenziali dell'azione, permettendo allo spettatore di identificarsi con la realtà del film, mentre il montaggio narrativo si basa su una sequenza di eventi più lineare e continua.
Welles, con "Quarto Potere", introduce il montaggio in profondità di campo, rinunciando alla frammentazione e presentando un reale ambiguo da decifrare, piuttosto che semplicemente rappresentato.