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Film e montaggio


La nascita del cinema è fissata il 28 dicembre 1895. Questa è la prima occasione in cui un pubblico pagante assiste a una proiezione cinematografica. Sono i fratelli Lumiere i padri del cinema.
Nonostante ciò, alcune fonti attribuiscono l'invenzione del cinema ai fratelli Skladanowsky con il loro bioscopio.

Il cinema dei fratelli Lumiere era ti tipo documentaristico, nonostante fossero messe in scena erano comunque ritratti della realtà dell'epoca. Sempre a loro si attribuisce l'invenzione della prima gang comica (L'innaffiatore innaffiato)
Melies, invece, predilige un'impronta più teatrale, con un'inquadratura della scena fissa e centrale. Particolare del suo cinema erano gli effetti speciali e le storie di fantasie (anche tratte da romanzi) che inscenava.
Infine Smith è famoso per il montaggio dei suoi cortometraggi. Un esempio è "Kiss in the tunnel" in cui ci sono tre cambi di inquadrature totalmente diverse tra loro.

I metodi di montaggio più utilizzati sono:

  • invisibile
    piano sequenza
    alternato
    parallelo

Il montaggio invisibile è il più utilizzato.
Deve essere discreto, fluido, logico, sequenziale e deve mettere in evidenza gli snodi drammatici e psicologici della narrazione.

Il piano sequenza è un raccordo di una serie di azioni che vengono filmate in un'unica inquadratura senza stacchi.
Un esempio di film dove si vede il piano sequenza è "Nodo alla gola" di Hitchcock con solo 8 stacchi.
Il termine piano sequenza venne inventato da Andrè bazin in un volumetto dedicato a Orson Welles nel 1950

Il montaggio parallelo è una corrispondenza di due diverse storie narrate nello stesso momento in due posti diversi, mostrate giustapponendo diverse inquadrature che mostrano le diverse storie.

Il montaggio alternato intreccia azioni con lo scopo di far emergere un significato dal loro confronto.

L'ellissi temporale è un mezzo per definire lo specifico tempo cinematografico di una sequenza e di conseguenza per costruire la dinamica dell'emozione.
nasce dal ceto, ovvero giuntando assieme due inquadrature che rappresentano lo sviluppo dell'azione.

Esistono poi dei piani che svolgono delle funzioni narrative particolari:

  • inquadrature in asse: sono fatte dalla medesima angolazione. Si utilizza quando si vuole sottolineare un particolare del campo troppo ampio che potrebbe sfuggire o quando si vuole inserire il soggetto in un ambiente più vasto.

    inquadrature contigue: utilizzate per descrivere azioni che si svolgono in spazi adiacenti.

    inquadrature corrispondenti: l'ultimo è simile a quelle contigue solo che la ripresa è di scorcio per dare più profondità.

    piano d'ascolto: mostra l'espressione di chi ascolta mentre chi parla è fuori dall'inquadratura.

    piano di reazione: mostra il cambio di espressione dopo un evento inaspettato.

    passaggio di fuoco: il fuoco si sposta da un oggetto all'altro. È un modo per spostare l'attenzione da un'oggetto/soggetto all'altro mettendoli in relazione senza stacchi.

    inquadratura soggettiva: coinvolge lo spettatore ed esalta l'illusione di realtà. Consente allo spettatore di vedere ciò che il personaggio in quel momento sta guardando.


Quando si parla di asse di campo bisogna tener presente che scavalcando questa bisettrice che divide lo spazio in quello di ripresa e in quello in cui si svolge l'azione, l'orientamento della scena cambia e ciò provoca disorientamento nello spettatore.

Altre regole fondamentali, in particolare nel montaggio, sono:

  • la differenza dei piani: le inquadrature che si giuntano devono essere piani e campi relativamente differenti. Ci si aspetta che il taglio porti a un piano significante differente dal precedente.

    attacco sul movimento: tagliare e congiungere due diverse inquadrature nel momento della stessa azione. Lo spettatore percepisce l'unità, un'azione unica che fluisce senza interruzione tra diverse inquadrature.


È importante ricordare che tra scena e sequenza esiste una differenza:
una scena è un insieme di inquadrature che sono già state sottoposte al processo di montaggio;
una sequenza è quando nel montaggio di più inquadrature l'unità spazio temporale viene a mancare ma attraverso una successione di immagini attinenti tra loro, racconta un'unità narrativa univoca e coerente.

La forza espansiva è la capacità di un'inquadratura di mostrare ma anche di evocare ciò che sta fuori da lei e/o ciò che sta per accadere.

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