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Concetti Chiave

  • La teoria delle tettoniche a zolle descrive la litosfera come composta da placche che galleggiano sull'astenosfera, influenzate da correnti convettive.
  • I margini divergenti creano nuova crosta oceanica tramite il magma che fuoriesce, contribuendo all'espansione degli oceani.
  • Nei margini convergenti, le collisioni tra zolle portano a fenomeni come subduzione, formazione di fosse oceaniche e archi vulcanici.
  • I margini conservativi sono caratterizzati da zolle che si muovono parallelamente, creando faglie trasformi e generando forti scosse sismiche.
  • Il movimento delle zolle è influenzato dai moti convettivi nel mantello terrestre, con diversi modelli che spiegano la dinamica delle celle termo convettive.

Gli aspetti positivi delle teorie di Hess e Wegener, sono stati ripresi dalla cosiddetta Teoria delle tettoniche a zolle, secondo la quale la litosfera non è un involucro continuo, ma è suddiviso in una serie di placche o zolle, che sono a stretto contatto in prossimità dei margini.

Movimenti delle zolle litosferiche

Le zolle litosferiche galleggiano sull’astenosfera e sono soggette a correnti convettive che generano frantumazioni sulla litosfera. Tali margini delle zolle corrispondono alle zone a più elevata attività geologica, in particolare in prossimità delle dorsali, dei sistemi arco-fossa e delle grandi faglie.

Tipi di margini delle zolle

Così è stato possibile identificare una ventina di zolle, tra cui 8 sono le più importanti. Esse sono in moto relativo tra loro e, oltre ad andare alla deriva, si scontrano tra loro; in particolare possiamo individuare 3 tipi di margini:
margini divergenti o costruttivi: lungo essi si crea nuova crosta oceanica e corrispondono alle dorsali oceaniche. Infatti al di sotto della litosfera i movimenti convettivi provocano un assottigliamento e la conseguente frattura della crosta, dalla quale fuoriesce magma femico; una parte di esso si solidifica, ostruendo il rift della dorsale, mentre il resto, giungendo nei pressi del tappo che ostruisce il rift, si divide in due correnti dirette in senso opposto, esercitando una trazione sui blocchi litosferici, i quali cominciano ad allontanarsi, provocando la riapertura della frattura. La forte trazione provoca inoltre la formazione di faglie parallele e faglie trasversali alla cresta della dorsale, la cui fuoriuscita di magma provoca la struttura a gradoni. Quindi in corrispondenza delle dorsali si forma nuova crosta, che provoca l’espansione degli oceani.

Margini convergenti e subduzione

margini congenti o distruttivi: le zolle oceaniche sono spinte le une contro le altre, entrando in collisione, come avviene in corrispondenza delle fosse oceaniche. A seconda della natura delle croste che collidono abbiamo fenomeni diversi:

A. Se collidono la litosfera continentale con la litosfera oceanica, la quale, essendo più densa, tende a immergersi sotto la zolla continentale, dando origine al fenomeno della subduzione. In prossimità di questi margini si possono verificare tre eventi:

1.Fosse oceaniche: la zolla oceanica si incunea nel fondale; il piano di subduzione, sottoposto ad alte temperature e pressioni, fonde, generando grandi quantità di magma, che raggiunge la superficie alimentando archi vulcanici e generando catene montuose. (come per la cordigliera delle Ande)

2.Attività sismica

3.Archi vulcanici

B.Se collidono la litosfera oceanica con la litosfera oceanica, una zolla si incunea sotto l’altra; in prossimità del piano di subduzione, e della conseguente fossa che si forma, si genera una notevole attività sismica che porta alla formazione di edifici vulcanici sottomarini; nel caso in cui questi edifici emergono si formano archi vulcanici insulari soggetti a intensa attività sismica.

C.Se collidono la litosfera continentale con la litosfera continentale, non si verifica subduzione, ma i due margini continentali si sovrappongono, accavallandosi, fino a generare una catena montuosa. (Alpi e Hymalaya)

Margini conservativi e movimenti

•Margini conservativi: sono i margini lungo i quali le zolle scivolano parallelamente, senza creazione o distruzione di litosfera. Si creano così faglie, dette trasformi, lungo le quali le zolle si muovono in senso opposto a velocità differente. A causa dell’attrito esistente tra le faglie si generano forti scosse sismiche. La causa dei movimenti delle placche è stata individuata nei moti convettivi del mantello; sono stati messi appunto alcuni modelli che differiscono per l’elaborazione delle celle termo convettive: secondo alcuni esse coinvolgono solo l’astenosfera, secondo altri, coinvolgono l’intero mantello, mentre secondo altri vi è il sovrapposti di due celle termo convettive differenti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto fondamentale della Teoria delle tettoniche a zolle?
  2. La Teoria delle tettoniche a zolle afferma che la litosfera è suddivisa in placche o zolle che galleggiano sull'astenosfera e sono in movimento relativo, creando attività geologica significativa ai margini (come indicato nel testo).

  3. Quali sono i principali tipi di margini delle zolle e le loro caratteristiche?
  4. I margini delle zolle si dividono in tre tipi: divergenti (costruttivi), dove si crea nuova crosta oceanica; convergenti (distruttivi), dove le zolle collidono e possono generare fenomeni come la subduzione; e conservativi, dove le zolle scivolano parallelamente senza creare o distruggere litosfera (come descritto nel testo).

  5. Cosa accade nei margini divergenti?
  6. Nei margini divergenti, si crea nuova crosta oceanica a causa dei movimenti convettivi che provocano fratture nella crosta, permettendo al magma di fuoriuscire e formando strutture a gradoni (come spiegato nel testo).

  7. Quali eventi si verificano nei margini convergenti tra litosfera continentale e oceanica?
  8. Nei margini convergenti tra litosfera continentale e oceanica si verifica la subduzione, che porta alla formazione di fosse oceaniche, attività sismica e archi vulcanici (come evidenziato nel testo).

  9. Qual è la causa dei movimenti delle placche litosferiche?
  10. I movimenti delle placche litosferiche sono causati dai moti convettivi del mantello, con diversi modelli che descrivono l'interazione delle celle termo convettive (come menzionato nel testo).

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