Concetti Chiave
- Tasso, nato a Sorrento nel 1544, ha vissuto esperienze formative in diverse città italiane, tra cui Roma e Venezia, che influenzarono il suo approccio alla scrittura.
- Durante il periodo a Ferrara, Tasso completò opere significative come la Gerusalemme e l'Aminta, ma si sentì insoddisfatto e cercò critiche per migliorare il suo poema.
- Il poema Gerusalemme Liberata, pubblicato senza il consenso di Tasso, ebbe grande successo nonostante le numerose critiche ricevute, portando a una revisione finale intitolata Gerusalemme Conquistata.
- Tasso abbandona la struttura del romanzo cavalleresco, creando un poema con un'azione principale chiusa, arricchita da molteplici fili narrativi che mostrano diverse prospettive.
- Nell'opera è presente un simbolismo complesso che rappresenta scontri tra cielo e inferno, cristiani e pagani, e una ricerca di unità attraverso la varietà dei personaggi e delle situazioni.
Indice
Infanzia e prime esperienze
Nasce a Sorrento nel 1544 e fu costretto a seguire suo padre prima a Roma, poi
ad Urbino ed infine a Venezia. In quest’ultima città rimase impressionato dai racconti sul conflitto contro i turchi, per questo motivo iniziò a scrivere un’opera lasciandola, però, interrotta sulla prima crociata (Gierusalemme).
Anni a Ferrara
Nel 1560 passò a Padova per frequentare l’università.
Nel 1565 fu assunto al servizio del cardinale Luigi d’Este e si trasferì a Ferrara dove trascorse gli anni più sereni. Nel 1572 passò al servizio del duca Alfonso II, senza incarichi precisi così ebbe la possibilità di dedicarsi alla poesia.
Inquietudine e critiche
Riuscì, in questo periodo, anche a concludere la Gerusalemme e scrisse l’Aminta. Una volta portato a termine il poema, cominciò a provare un senso di inquietudine e insoddisfazione nei confronti della sua opera.
Si recò, così, a Roma per sottoporre il suo poema al giudizio di un gruppo di
letterati che criticarono molto l’opera e che portò incertezza in Tasso perché anche lui condivideva ciò che dicevano. Sentì la necessità di interviene sul poema con dei tagli e delle modifiche.
Pubblicazione e revisione
Sintomi inquietanti e manie di persecuzione lo portarono ad essere rinchiuso prima nel convento di San Francesco e poi nell’Ospedale di Sant’Anna.
Nel mentre il suo poema venne pubblicato senza il suo consenso in diverse edizioni incomplete che portavano il titolo di Gerusalemme Liberata.
Infine, Tasso accettò la variazione del titolo e la pubblicazione. Si concentrò anche sul rifacimento del poema, che ripubblicò nel 1593 con il titolo di Gerusalemme Conquistata.
La prima opera sulla liberazione del Santo sepolcro di Tasso ci fu nel 1559, aveva composto 116 ottave del Gierusalemme (= arrivo dei crociati nella città Santa). Il lavoro fu portato a termine nel 1575 composto da 20 canti e porta il titolo di Goffredo (= Goffredo di Buglione).
Tasso non voleva ancora pubblicare l’opera perché prima voleva accertarsi che
rispettasse gli ideali religiosi. Nel frattempo che Tasso fu rinchiuso nell’Ospedale di Santa Anna, il poema era finito nelle mani di alcuni tipografi che pubblicarono l’opera senza il consenso di Tasso. Lo scritto però riscontra subito un grande successo testimoniato dalle numerose ristampe.
Temi e struttura del poema
Tasso abbandona i temi cavallereschi e si rivolge ad una materia storica.
L’argomento della prima crociata consente di introdurre qualcosa di verosimile e credibile. La materia dell’opera è basata su una vera storia che deve stimolare la coscienza cristiana, narrando lo scontro tra fedeli e infedeli e assumendo come modelli i poemi epici classici (= Omero e Virgilio).
Tasso vuole realizzare il perfetto poema cristiano rispettoso verso la religione ma anche il perfetto poema epico che rispetta le norme dettate da Aristotele nella sua “Poetica”.
Tasso non utilizza la tipica struttura del romanzo cavalleresco caratterizzato da una plurità di azioni che dà origine ad una struttura aperta che può continuare all’infinito. La Gerusalemme ha una struttura chiusa che possiede una fine ed è racchiusa dentro i suoi termini estremi. L’azione principale del poema è messa in crisi dalle spinte centrifughe rappresentate dai numerosi fili narrativi secondari, che descrivono le imprese individuali di vari eroi cristiani e pagani.
Il punto di vista della narrazione è mobile e si colloca alternativamente nel campo cristiano e in quello pagano. Ad esempio, l’arrivo dei crociati davanti a Gerusalemme, prima la prospettiva si offre dai loro occhi ma poi essa si capovolge e l’arrivo dei cristiani è colto con gli occhi degli avversari.
Spazio e tempo nell'opera
Lo spazio rivela la concezione del mondo dell’autore. Nell’opera si intersecano uno spazio orizzontale (= scontro) e uno spazio verticale (= due piani contrapposti, il cielo e l’inferno).
- spazio verticale, il cielo e l’inferno rappresentano il bene e il male.
Il cielo è la manifestazione del principio dell’unità (-> codice
cristiano). L’inferno è la dispersione della verità (-> codice pagano)
- spazio orizzontale, simboleggia l’opposizione tra bene e male: da
una parte è collocato il campo dei crociati e dall’altro la città di Gerusalemme. Lo spazio terrestre è uno spazio limitato perché la maggior parte degli eventi si svolge tra la città e l’accampamento cristiano.
Stile e revisione finale
Tasso applica il principio aristotelico dell’unità del tempo e si basa sul modello classico dell’Iliade di Omero, perché non prende in considerazione l’intero svolgimento della prima crociata ma solo il breve periodo finale.
Lo sviluppo temporale risulta lineare con la presenza di brevi flashback.
Tasso tende verso il grandioso, il magnifico e il sublime.
Questo effetto si ottiene mediante:
- l’uso di figure retoriche, come le metafore, l’iperbole
- l’uso di parole lontane dall’uso comune
- periodi lunghi e articolati
- l’uso sovrabbondante di aggettivi che suggeriscono incertezza
- impiego di enjambements e pause forti nel mezzo dei versi
Tasso contrappone uno stile vario e pieno di contraddizioni interne che rispecchiano il mondo interno del poeta.
Appena terminata la composizione dell’opera, Tasso cominciò a preoccuparsi della sua revisione. Tasso sottopone lo scritto al giudizio di alcuni letterati che la criticano, così decise di dare una nuova stesura all’opera intitolandola infine
“Gerusalemme Conquistata”. Il poema fu uniformato ai principi aristotelici, eliminando alcuni episodi e tutti gli spunti sensuali.
Questa sua nuova stesura non ebbe lo stesso successo della Gerusalemme liberata, perché considerata un’opera con un testo spoglio.
Simbolismo e critica
Nell’opera è presente un triplice scontro:
- cielo contro inferno
- cristiani contro pagani
- il capitano contro i compagni erranti
L’elemento che li accomuna è il processo con cui la varietà viene ricondotta all’unità. La varietà è rappresentata dal mondo infernale, i pagani e i compagni erranti, invece l’unità viene raffigurata dal cielo, il popolo cristiano e Goffredo (= capitano).
Tasso mostra simpatia nei confronti dei devianti e si identifica emotivamente in loro. Tasso vuole essere il poeta cristiano per eccellenza, ma sente l’astrazione per il diverso. Tasso critica i valori rinascimentali. Mentre li critica, segretamente fa cogliere al lettore i loro aspetti positivi.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini e le prime esperienze di Tasso?
- Come si sviluppa la carriera di Tasso a Ferrara?
- Qual è il destino della Gerusalemme Liberata durante la vita di Tasso?
- Quali sono i temi principali e la struttura del poema di Tasso?
- In che modo Tasso utilizza il simbolismo nella sua opera?
Tasso nasce a Sorrento nel 1544 e, a causa del lavoro del padre, si sposta in diverse città italiane, tra cui Roma, Urbino e Venezia, dove inizia a scrivere un'opera sulla prima crociata, rimasta però incompleta (Gierusalemme).
Dopo essersi trasferito a Ferrara nel 1565 al servizio del cardinale Luigi d’Este, Tasso trascorre anni sereni e riesce a completare la Gerusalemme e a scrivere l’Aminta, ma inizia a provare inquietudine riguardo alla sua opera.
Nonostante Tasso desiderasse rivedere il poema prima della pubblicazione, la Gerusalemme Liberata viene pubblicata senza il suo consenso, riscontrando un grande successo, mentre lui si trova rinchiuso in un ospedale.
Tasso abbandona i temi cavallereschi per affrontare una materia storica, narrando la prima crociata con una struttura chiusa e un punto di vista mobile che alterna le prospettive cristiane e pagane.
Tasso presenta un triplice scontro tra cielo e inferno, cristiani e pagani, e il capitano contro i compagni erranti, cercando di ricondurre la varietà all'unità, mostrando simpatia per i devianti e criticando i valori rinascimentali.