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Concetti Chiave

  • Carlo Goldoni nacque a Venezia nel 1707, in una famiglia borghese, e si interessò presto al teatro, abbandonando gli studi di filosofia per dedicarsi a quelli giuridici.
  • Iniziò la carriera teatrale nel 1734, collaborando con Giuseppe Imer e avviando una riforma teatrale con opere come “Momolo Cortesan” nel 1738.
  • Il periodo più produttivo di Goldoni si ebbe tra il 1748 e il 1751, con la pubblicazione di opere iconiche come “La vedova scaltra” e “La locandiera” che rappresentano la società italiana dell'epoca.
  • Trasferitosi in Francia, Goldoni affrontò difficoltà poiché il pubblico si aspettava scenari per la Commedia dell'Arte, mentre lui cercava di affermare il suo stile teatrale innovativo.
  • Morì in miseria a Parigi nel 1793, dopo aver subito la perdita della pensione annuale da parte dell'Assemblea legislativa nel 1792.

Qual è l'infanzia e la formazione di Goldoni?

Carlo Goldoni nacque a Venezia nel 1707, da una famiglia borghese. Suo padre era medico e viaggiava in molte città per esercitare la propria professione. Visse l'infanzia con il fratello minore e la mamma, ma il padre si preoccupò comunque della sua formazione.

Nel 1719 il padre lo portò con sé a Perugia (dove gli fece studiare grammatica e retorica); poi, si trasferirono, nel 1720 a Rimini dove gli fece studiare filosofia (ritenendola alla base delle scienze fisiche, dato che desiderava avviarlo alla professione di medico).

Goldoni, però, prediligeva la lettura delle opere teatrali classiche (greche e latine) e iniziò a frequentare una compagnia di comici.

Nel 1721 abbandonò gli studi filosofici e si dedicò a quelli giuridici a Pavia; completandoli poi a Padova, dove si laureò in giurisprudenza nel 1731. Entrò nell'ordine degli avvocati veneziani ed iniziò ad esercitare la sua professione di avvocato.

Inizio della carriera teatrale

Nel 1734 conobbe a Verona il capocomico Giuseppe Imer, che gli chiese di collaborare con lui:

Goldoni divenne autore di canovacci (bozza dei testi teatrali) per la sua compagnia a Venezia per 9 anni (iniziò a elaborare una sua riforma teatrale iniziata con “Momolo Cortesan” (1738), un canovaccio che conteneva per esteso la parte del protagonista, mentre il resto restava sotto forma di canovaccio).

Nel 1736 si sposò con Nicoletta Conio (sua compagna per tutta la vita), da cui non ebbe figli.

Nel 1743 scrisse la sua prima “commedia riformata” con copione integrale: “La donna di garbo”.

Nello stesso anno, si trasferì in Toscana, precisamente a Pisa, dove esercitò l'attività di avvocato; poi successivamente a Livorno conobbe il capocomico Gerolamo Medebach, direttore del Teatro Sant'Angelo di Venezia, che gli chiese di collaborare con lui: Goldoni, quindi, abbandonò l'avvocatura e si trasferì a Venezia.

Successi e polemiche a Venezia

Nel 1748 firmò, a Venezia, un contratto con Medebach di 4 anni con il quale Goldoni si impegnava a comporre ogni anno 8 commedie e 2 opere in musica.

Fu il periodo più produttivo per Goldoni, che vide la sua prima commedia di carattere essere messa in scena: (1748) “La vedova scaltra”. Tra il 1750-1751 realizzò alcuni dei suoi capolavori: “Il teatro comico” “La locandiera” “La bottega del Caffè”. Nelle sue commedie, l'autore voleva rappresentare realisticamente la società italiana e veneziana del tempo.

Nel 1750, a Venezia, ci fu la prima pubblicazione della raccolta delle commedie di Goldoni in 9 volumi.

Nel 1753, terminato il contratto con Medebach passò al teatro San Luca riscuotendo successi con le opere: “Trilogia della villeggiatura” e alcune in dialetto veneziano “I rusteghi” “Le baruzze chiozzotte”. Divenne bersaglio di molte polemiche sia legate alla concorrenza, sia a concezioni teatrali diverse.

Delusioni e ultimi anni in Francia

Stanco dalle polemiche decise, quindi, di trasferirsi in Francia ma a Parigi andò incontro a nuove delusioni, perché attori, impresari e pubblico per cui lavorava pretendevano da lui scenari per la Commedia dell'Arte, in quanto abituati al teatro d'improvvisazione con il canovaccio.

Scaduto il contratto di 2 anni, andò a lavorare presso la Corte di Versailles, come insegnante d'Italiano delle principesse reali (la figlia del re Luigi XV e le sorelle del re Luigi XVI) ricevendo una pensione annua, che l'Assemblea legislativa (nata dalla rivoluzione francese) gli tolse nel 1792.

Morì in miseria a Parigi nel 1793.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'influenza della formazione di Goldoni sulla sua carriera teatrale?
  2. Goldoni, nonostante la formazione giuridica, si dedicò alla scrittura teatrale, influenzato dalla lettura di opere classiche e dalla frequentazione di compagnie di comici, avviando così la sua carriera nel teatro.

  3. Quali sono le principali opere di Goldoni e il loro significato?
  4. Tra i capolavori di Goldoni si annoverano “La vedova scaltra”, “Il teatro comico” e “La locandiera”, opere in cui l'autore rappresenta realisticamente la società italiana e veneziana del suo tempo, segnando una svolta nel teatro.

  5. Come si è evoluta la carriera di Goldoni a Venezia?
  6. Goldoni firmò un contratto con Medebach nel 1748, diventando estremamente produttivo e realizzando opere significative, ma affrontò anche polemiche legate alla concorrenza e a diverse concezioni teatrali.

  7. Quali difficoltà ha incontrato Goldoni durante il suo soggiorno in Francia?
  8. In Francia, Goldoni si scontrò con le aspettative di attori e impresari abituati alla Commedia dell'Arte, trovandosi in difficoltà nel soddisfare le loro richieste e affrontando nuove delusioni.

  9. Qual è stata la fine della vita di Goldoni?
  10. Goldoni morì in miseria a Parigi nel 1793, dopo aver perso la pensione annua che riceveva per il suo lavoro come insegnante d'Italiano presso la Corte di Versailles.

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