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Concetti Chiave

  • Giuseppe Antonio Borgese critica i poeti crepuscolari, considerandoli una voce agonizzante che segna la fine di un'epoca poetica, in contrasto con i grandi della poesia.
  • I poeti crepuscolari, tutti giovani ventenni, rifiutano i modelli tradizionali e non seguono un programma poetico, cercando nuove soluzioni linguistiche.
  • I principali centri del crepuscolarismo includono Roma, Torino e Firenze, con influenze dai poeti simbolisti minori e un Pascoli più intimo.
  • I temi crepuscolari si concentrano sulla nostalgia e sulle piccole cose, spesso con un tono ironico, mentre lo stile si avvicina alla prosa con sintassi lineare e lessico semplificato.
  • Guido Gozzano emerge come innovatore nella poesia crepuscolare, utilizzando un linguaggio dimesso e posizionandosi ai margini della scena poetica, influenzando poeti futuri come Montale.

Giudizio di Borgese sui Crepuscolari

La definizione è legata ad un giudizio negativo dato da Giuseppe Antonio Borgese, che pubblica un articolo sulla Stampa nel 1910 parlando di questi giovani poeti che secondo lui cantavano in modo diverso, con un fil di voce e Borgese aggiunse che era il filo di una voce agonizzante. La corrente poetica si trovava alla fine di un'epoca e per questo viene collegata al crepuscolo.

Borgese fa un confronto con la corrente di D'Annunzio, di Pascoli e di Carducci. Sembra che questi poeti non abbiano più nulla su cui poetare. Aggiunge che "sono giunti al levar delle mense, come alla fine di un lauto pranzo", cioè la grande poesia. Giudizi non postivi nei confronti di questi poeti.

Il crepuscolo è legato al che fatto che sono arrivati alla fine di una grande stagione poetica. Si lamenta del fatto che la sintassi della poesia crepuscolare sia troppo vicina alla prosa. La definizione nel tempo perde la sua connotazione negativa.

Movimento e Rifiuto della Tradizione

I poeti crepuscolari sono tutti giovani ventenni. Non è una scuola vera e propria. Non decidono un programma poetico, ma è un movimento spontaneo. Non scriveranno mai un manifesto della loro poesia come i futuristi. I crepuscolari si pongono in modo consapevole come una voce alternativa, sopratutto alla figura di D'Annunzio e rifiutano tutti i modelli tradizionali. Proprio perché si pongo agli antipodi della poesia dannunziana, cercano delle soluzioni linguistiche nuove, ma nuove nel senso che abbassano i toni della poesia.

Alcuni di loro hanno una fase crepuscolare e poi aderiscono in un secondo momento al futurismo, come ad esempio Govoni, Palazzeschi e Moretti che aderiscono prima ai crepuscolari e poi in un secondo momento seguono il futurismo.

Centri e Influenze del Crepuscolarismo

I centri principali sono:

-Roma, dove il punto di riferimento per il gruppo romano è Sergio Corazzini.

-Torino, dove il poeta di riferimento è Guido Gozzano.

-Firenze, dove il poeta di riferimento è Corrado Govoni.

Anche Marino Moretti e Palazzeschi hanno un ruolo molto importante nella poesia crepuscolare.

Prendono tutti come riferimento i poeti simbolisti del Simbolismo francese e belga. Non i grandi poeti del simbolismo, ma quello minori.

Guardano anche Pascoli, ma non Pascoli il poeta famoso, ma il Pascoli che si occupa dei temi più intimi.

Visto che D'Annunzio e Carducci vengo presi come l'esempio deleterio della tradizione, naturalmente rifiutano totalmente Carducci, mentre di D'Annunzio salvano soltanto alcune liriche.

Temi e Stile Crepuscolare

I temi crepuscolari, ossia i topos letterari.

- Lo sguardo sulla realtà è sempre uno sguardo nostalgico rivolto al passato.

- L'attenzione nei confronti delle piccole cose e per personaggi modesti, quindi nulla di eroico. La rappresentazione di questo mondo di provincia, la malinconia, le immagini dei giardini di paesini di provincia, l'immagine di ospedali, delle piazze semi deserte, le campane che suonano in lontananza, gli organetti di Barberia cioè quelli suonati dai mendicanti ai bordi delle strade. Immagini tutte di tono minore.

- Spesso però questa rappresentazione è una rappresentazione ironica, soprattutto in Gozzano. Questa rappresentazione ironica è di una realtà che è quotidiana, cioè il grigiore della quotidianità, che è monotona e riguarda sopratutto una dimensione provinciale.

Il verso si avvicina molto alla prosa. La sintassi è molto lineare. Prevale la paratassi. La metrica scivola verso la prosa che il verso. Sintassi lineare. Principale con una coordinata. Il lessico si semplifica come il verso.

La lingua anche dal punto di vista lessicale subisce un abbassamento, quindi è più comprensibile.

Declino del Poeta Tradizionale

L'io lirico è sceso dal piedistallo. Il poeta non è più vate. Non è più attivo nella società o nella politica. Non ha più doti eccezionali. Non è più fuori dal comune. L'opposto di D'Annunzio. Antieroe, un piccolo borghese e il poeta stesso ha un'esistenza mediocre che si perde nella grigia quotidianità.

La provincia in se è una sorta di rifugio. Di fronte all'immagine delle metropoli, i crepuscolari pongono imagini opposte. Il poeta perde il riconoscimento sociale del poeta e la borghesia non riconosce più il ruolo del poeta. Questi poeti hanno presente che non svolgono più nessuna funzione sociale.

Palazzeschi dice che "sono il saltimbanco dell'anima mia". Loro stessi si sottraggono e preferiscono non essere quel tipo di poesia tradizionale contro la quale loro stessi scrivono.

Guido Gozzano e l'Innovazione Poetica

Guido Gozzano nasce a Torino nell'ultimo ventennio dell'800. Scrive in un periodo in cui i grandi poeti sono in piena attività. Polemica antidanunziana. Poeta che entra in conflitto con il poeta vate. Linguaggio dimesso che verrà ripreso più avanti da un altro poeta, cioè Montale, che guarderà moltissimo alla poesia di Gozzano di tono minore e si ispirerà alla sua poesia.

Gozzano, come tutti i crepuscolari, descrive il mondo, però ponendosi ai margini della scena. Lo stesso Montale dirà che secondo lui Gozzano è stato il primo ad allontanarsi dalla maniera della tradizione, il primo poeta innovativo che ha aperto una nuova storia poetica. Gozzano intraprende un viaggio in India per poter curare la tubercolosi, perché si pensava che al caldo potessero guarire.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il giudizio di Borgese sui poeti crepuscolari?
  2. Borgese esprime un giudizio negativo sui poeti crepuscolari, definendoli come coloro che cantano con una "voce agonizzante" e che sembrano non avere più nulla su cui poetare, paragonandoli alla fine di un lauto pranzo (La Stampa, 1910).

  3. Come si distingue il movimento crepuscolare dalla tradizione poetica precedente?
  4. I poeti crepuscolari, giovani e senza un programma definito, si pongono come una voce alternativa a D'Annunzio, rifiutando i modelli tradizionali e cercando soluzioni linguistiche nuove, caratterizzate da toni più bassi e una sintassi simile alla prosa.

  5. Quali sono i temi principali della poesia crepuscolare?
  6. I temi crepuscolari includono uno sguardo nostalgico verso il passato, l'attenzione per le piccole cose e una rappresentazione ironica della quotidianità, con immagini di vita provinciale e una sintassi semplice e lineare.

  7. In che modo il poeta crepuscolare si differenzia dal poeta tradizionale?
  8. L'io lirico del poeta crepuscolare non è più un vate, ma un antieroe che vive una vita mediocre, lontano dalla società e dalla politica, riconoscendo la propria mancanza di funzione sociale e rifugiandosi nella provincia.

  9. Qual è il contributo di Guido Gozzano alla poesia crepuscolare?
  10. Guido Gozzano, considerato un innovatore, si distacca dalla tradizione e dal vate D'Annunzio, descrivendo il mondo da una posizione marginale e influenzando poeti successivi come Montale, che riprenderà il suo linguaggio dimesso e il tono minore.

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